
“Don’t Be Ridiculous” si pone sulla scia di “Guest” e “Lens” – rispettivamente sesto episodio di prima e seconda stagione – indagando e portando avanti il dolore interiore ed esteriore del personaggio ottimamente interpretato da Carrie Coon, la cui caratteristica principale è quella di essere stata l’unica della famiglia ad essere risparmiata dalla Sudden Departure del 14 Ottobre 2011. La tragicità di Nora viene quest’anno accentuata da una nuova sottrazione, quella della piccola Lily, che era stata affidata alla donna al termine della prima annata. La bambina ha svolto per Nora il ruolo sostitutivo dei suoi figli, dandole una ragione di vita e una speranza di superare il dolore della difficile perdita della sua famiglia; la scelta degli autori di allontanare da lei anche questo ultimo barlume di felicità la trascina nuovamente nel baratro della disperazione, quasi sempre sommessa e interiorizzata, che emerge e si materializza solo in alcuni frangenti – il tatuaggio e l’auto-rottura del proprio avambraccio.
“How are you not going crazy after Evie?”
“Evie died… and I got to bury her. I bought a trampoline.”

A rafforzare questa sensazione è l’entrata in scena dell’altra grande assente della premiere: Erika. Il personaggio a cui dà corpo e voce Regina King vive adesso molto lontano da Miracle e da suo marito, sulla cui relazione spezzata si lascia intendere solo una differenza di vedute sulla presunta morte della figlia. L’incontro con Nora, con cui pare sia rimasta in contatto nei tre anni di salto temporale, non fa altro che portare alla luce tutto il dolore di quest’ultima e di quella famiglia che ha perduto ormai parecchi anni prima; Erika assume la funzione di confidente, ma anche di quella figura saggia e amica capace di tirarti su il morale nel momento del bisogno, come dimostra la scena dei tappeti elastici. Le due donne sono accomunate dall’aver perso dei figli in passato e questo le porta ad avvicinarsi in una condizione di “maledizione” – di cui parleremo anche più avanti – per essere delle sopravvissute, l’esatto opposto della fortuna di essere ancora vive e in salute.
Four series regulars. Three go, one stays.
Questa connotazione negativa e maledetta della propria esistenza espressa in “Don’t be Ridiculous” è sottolineata e amplificata dal ritorno di Mark Linn-Baker, sempre nei panni di se stesso, dopo un fugace cameo nel finale della scorsa stagione. L’attore è, difatti, l’unico sopravvissuto alla Departure di tutto il cast principale di Perfect Strangers (sit-com di fine anni ’80 richiamata da Lindelof e Perrotta anche nella sigla e nel titolo dell’episodio), presupposto che lo porta ad una depressione totale e una ricerca disperata di ricongiungersi ai colleghi scomparsi. Nei confronti del dolore della perdita, Mark sceglie di aggrapparsi alla speranza che i suoi colleghi siano ancora vivi, solo difficili da raggiungere perché in un mondo diverso dal nostro; un meccanismo di difesa innescato dalla sua mente a cui lo spettatore, come Nora, non sa se credere o meno. Non è certo la prima volta che The Leftovers pone gli occhi e le orecchie del pubblico in una condizione di inaffidabilità, chiedendo di scegliere se credere o meno ad una teoria tanto assurda quanto possibile nella realtà telefilmica – nello scorso episodio era il complotto di Dean –, ma in questo caso a far dubitare è proprio la scelta metanarrativa inusuale che porta ad avvicinare come mai prima d’ora il mondo reale a quello in cui è ambientata la serie.
The headline was “Nora Cursed”. Rhymes with Durst.

“And He looked at them and raised His hand,
but they did not wave in response.
And so He clutched the stone to His chest
and jumped into the water.”

Gli unici difetti di questo inizio di stagione di The Leftovers possono trovarsi nella difficoltà nel riuscire a mettere i pezzi di un quadro tanto variopinto quanto confusionario, sul quale gli autori stanno dipingendo dei personaggi affascinanti e una trama complessa ma assolutamente godibile, condita da una resa scenica di ottima fattura. Il coronamento ultimo di questo progetto arriverà, però, solo quando a tutte le domande e ai quesiti che sottendono lo show sarà data una risposta. Per il momento ci godiamo tutto il resto.
Voto: 8½
Nota:
Nella sigla compare la scritta “Written By Tha Lonely Donkey Kong & Specialist Contagious”: i nickname sono stati ottenuti con il Wu-Tang Name Generator inserendo i nomi di Tom Perrotta e di Damon Lindelof.
