Aperta una nuova porta, bisogna iniziare a esplorare la stanza. “The Principle of Restricted Choice” fa suo questo imperativo con il mestiere e il glaciale rigore di Fargo. Dopo la fastosa première, caratterizzata dall’atmosfera di novità e sorpresa, ecco un secondo episodio pronto a inchiodare nella testa degli spettatori le nuove regole del gioco.
La puntata, pur rimanendo su un tracciato puramente narrativo, conferma le promesse del primo episodio: carte in regola e micidiali assi nella manica per triplare il successo passato, confermando o addirittura alzando l’asticella qualitativa. D’altro canto non è facile ignorare i brividi che si accavallano di fronte al doppio McGregor, alle coincidenze sinistre che recintano di tensione anche i più semplici gesti, alla malvagità che costella l’episodio. Tutti elementi già presenti nella memoria “antologica” della serie, che trovano centralità e conferma, importanza e slancio per gli episodi futuri, grazie a tematiche sempre meno sepolte dalla neve. La doppiezza (o su un piano più visuale la diplopia) lega e slega i macrotemi di storia e verità. Quanto sono vicini questi concetti? Quanta parte di verità c’è in una storia e viceversa? Sono forse, storia e verità, niente altro che due gemelli che si fraintendono? La stessa doppiezza si ripropone con cilindrata di diversa potenza nelle relazioni tra i personaggi ed è sicuramente l’asse portante di tutta la vicenda assieme alle fatalità casuali.
L’episodio rifugge da qualsiasi sbavatura e, affidandosi alla sanguinosa cascata di domino innescata dai primi infausti eventi, delinea il naturale prosieguo delle linee narrative. Gloria investiga, Emmit e Sy cercano di capire quale sia il male minore, Varga sposta camion e delega a tirapiedi, i tirapiedi lanciano un avvocato dal tetto, Ray e Nikki discutono riguardo al loro piano: una galleria di umanità mal funzionante, arroccata nella propria idiozia e in una cattiveria ancora tutta da scoprire, con l’unico bagliore che sembra essere rappresentato dalla topica figura del Capo di Polizia, tanto determinata quanto in conflitto con il contesto. La forza immane e necessaria per costruire codici caratteriali riconoscibili senza scivolare nella ripetizione punta il dito dritto a una delle intenzioni degli autori: arredare un mondo nuovo ma familiare per lo spettatore, che diventa capace di cogliere le sottigliezze, libero di interpretarle e deciso a investigarne i dettagli più nebulosi. La narrazione può procedere da sola, per sillogismi logici allo stesso tempo intelligenti e intuitivi, e lasciare aperta una finestra per aggiungere note di considerazioni, analisi, ipotesi.
La puntata funge da esempio lungo tutta la sua durata. In che altro modo intendere i magnifici parallelismi che increspano il dialogo tra i due gemelli, mentre si scambiano verità sotto spoglie di storie e storie sotto spoglie di verità? Lo spettatore legge tutti i doppi sensi dei passaggi dialogati ma comunque non perde appetito per la densa suspense, per i fraintendimenti, i raptus di violenza improvvisa. Nel caso della vicenda del francobollo la trama agisce su due piani: in uno mette a confronto Ray ed Emmit – con il primo che mentendo si scopre sincero e il secondo che ricredendosi si sgrida per il pregiudizio – e nell’altro costringe i due a odiarsi nuovamente alla luce di intrusioni che non dovevano avvenire, cassette dall’uso frainteso e francobolli spostati innocentemente. A questo punto il rancore è una scelta obbligata.
Allo stesso modo l’ambiguità del termine “contratto”, o forse dell’etica di collaboratori poco propensi a prestiti una tantum, intrappola in una strada senza uscita il gemello imprenditore e il suo braccio destro. Inutile dire che i due, tanto pronti a fare i gradassi nella loro giurisdizione (anche se con incompetenze esilaranti, come dimostra l’episodio dell’Hammer nel parcheggio), si vedono completamente assoggettati dal potere e dalle emanazioni “dispotiche” del misterioso V.M. Varga. Il personaggio non si scomoda neanche troppo per dimostrare di essere una minaccia, pronta a sbaragliare chiunque si metta in mezzo a quella che è una trattativa ormai pienamente avviata. La freddezza inquietantemente ben servita da David Thewlis si scontra così con l’ingenuità da imprenditore di provincia di Emmit e la propensione protettiva di Sy, in un triangolo da cui emerge la padronanza degli autori a maneggiare caratteri diversificati ma comunque affini alle ideologie di base della serie. La sottomissione a un potere maggiore diventa quindi scelta obbligata.
Che dire di Nikki e del suo rapporto con Ray? La ragazza è una criminale imprevedibile, che oscilla tra un innamoramento forse figlio della necessità (possibile che ad attrarla a Ray siano più gli “agganci” a soldi facili che la tenerezza e la buffoneria del personaggio) e momenti di emozione sincera o ritrosia estrema verso il fratello “nemico”; è anche lei vittima di una doppiezza che ben si sposa con il contesto e che aggiunge esplosività a un fascino femminile tanto sicuro di se stesso quanto conturbante. L’assassinio di Maurice ha stabilito i rapporti di forza della coppia (nella quale è ovviamente Nikki ad avere il controllo), ma, sebbene l’omicidio sia stato liquidato come incidente, sembra quasi una garanzia che Gloria (appena agli inizi di una indagine tutta tecnofobica) unisca i puntini a poco a poco, per poi usare il disegno come una rete che li catturi entrambi, sgonfi il goffo piano per il sogno di ricchezza e riveli, con l’aggravarsi della situazione, quanto sia solido l’amore provato da Nikki verso il suo agente di custodia.
Si profilano quindi, grazie a un montaggio narrativo oliato con precisione svizzera (o coeniana), situazioni al limite della legalità e della segretezza, frutto della costrizione della quasi totalità dei personaggi a una scelta obbligata. Scelta obbligata che è in primis il risultato dell’assemblaggio tra un restringimento nella lista di scelte disponibili e la doppiezza sopra citata. Si moltiplicano al quadrato verità e caratteri, coincidenze e sfortune: dove il contesto impone una gamma di decisioni difficili, ogni personaggio è in balia di profili e legami sdoppiati da nature deterioranti e scriteriate, che accecano e chiudono le alternative migliori; le vie d’uscita eticamente decenti sono nascoste dall’alta tensione che opprime i personaggi e dalla loro stupidità. Ray è ingenuo prima che assassino e poi assassino proprio perché ingenuo, Emmit è in buona fede prima che in trappola e poi in trappola proprio perché in buona fede. Togliere possibilità di scelta ai personaggi è alla fine un modo per studiare come si comportano in cattività e nella gabbia sempre più violenta della loro realtà assurda.
“The Principle of Restricted Choice” è un ottimo episodio, che conferma le potenzialità di questa stagione lavorando sulle linee narrative, presentando qualche nuovo personaggio e promettendo sanguinosi proseguimenti per tutti. Che ciò si evince dagli attriti dei gemelli, dall’intraprendenza di Nikki, dalla pericolosità di Varga o anche solo da quel “Yuri Garka” (nome dello scagnozzo e dell’uomo nel prologo del primo episodio) che piomba da lontano, dimostra la bravura degli autori nel partire dai personaggi e dalle minuzie per raccontare la natura umana ai suoi estremi.
Il blog Seriangolo.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione; le informazioni acquisite vengono utilizzate da parti terze che si occupano di analizzare i nostri dati web, pubblicità e social media. Proseguendo la navigazione, si autorizza il loro uso.AccettoCookie Policy
Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Ti piace Seriangolo? Seguici sulle nostre pagine Facebook e Twitter!