
La storia è incentrata sulle disavventure di Alice “Plum” Kettle, redattrice di una rivista di moda tra le più in voga (ma in realtà ghost-writer della ben più nota Kitty Montgomery, interpretata da Julianna Margulies al suo primo ruolo dopo The Good Wife), nel momento della decisione di quest’ultima di sottoporsi a una ferrea dieta e in seguito a un’operazione dimagrante. Si troverà in un pericoloso fuoco incrociato, rappresentato da invasive organizzazioni femministe che cercheranno di farle cambiare idea, complotti sotterranei architettati per rivoluzionare le leggi dell’establishment, lettere scritte in cerca di aiuto, omicidi e crimini violenti perpetrati in nome di ideali precisi. Il tema invece è quello – discusso, articolato, attuale – del corpo femminile e della percezione della società nei confronti di una femminilità fuori dagli schemi predefiniti.
I primi due episodi non ci mettono molto a dimostrare di possedere un perfetto bilanciamento tra questi due aspetti della narrazione seriale. L’alta qualità della produzione offre infatti, fin dai primi minuti, un racconto esplosivo nella struttura narrativa, solido in quella tematica e poi deciso a raccontare le contraddizioni laceranti di uno degli ambienti più canonici dell’universo femminile, quello della moda, e la realtà altrettanto spinosa di uno dei problemi sociali più delicati: quello dell’obesità e in particolare del fat-shaming, della body positività e delle diete. Il tutto sempre scegliendo una strada comunicativa apparentemente semplice, caratterizzata (anche grazie all’idea di intimità data dalla narrazione in prima persona) da una schiettezza e una sincerità necessarie per imbrigliare in una forma chiara tematiche e riflessioni che non fanno prigionieri: la critica, tesa verso i sistemi del mondo della moda e verso le più sottili forme di sottomissione e misoginia, è sentita ma anche controllata e consapevole del grande intrico di temi da affrontare.

La contaminazione, di cui è partecipe la serie, di un genere dalla forte e codificata identità come quello della satira con continui innesti provenienti dal thriller, dalla dark comedy e dal dramma psicologico deriva infatti dalla necessità di utilizzare un linguaggio audiovisivo colto, citazionistico e aperto alle sfumature di genere per raccontare una realtà con sempre più gradazioni di significato, sempre più stratificazioni di senso. Non mancano infatti, da parte della serie, inside joke con l’originale natura letteraria del prodotto e riferimenti relativi ad altre serie come Sex and the City e The Handmaid’s Tale, ma è il meno: se il tono satirico è il migliore per raffigurare gli eccessi del mondo della moda, sono gli improvvisi cambi di tono a dissestare la “tranquillità” della visione, e a rimanere impressa è la violenza espressa da accostamenti analogici, riusciti ed espliciti fin dalla sigla iniziale, dovuti al già citato incrocio di generi differenti e alla strategia di una scrittura capace di nascondere nelle pieghe comiche tracce di inquietudine profonda e nei momenti più drammatici aspetti umoristici fulminanti.

Sul terreno del racconto psicologico, delle raffigurazioni inedite, degli incroci di genere e dell’attualità gioca Dietland, serie che per ora ha peccato solo di alcuni occasionali momenti di confusione, probabilmente causati dal grande ammontare di materiale narrativo. La serie, con questi due episodi di buon livello qualitativo, sembra avere affrontato le tematiche relative alla femminilità con mestiere e consapevolezza, attraverso scelte formali interessanti e grazie a una indagine psicologica attenta alle miniature caratteriali della sua protagonista.
Se sarà in grado di continuare a mantenere questo occhio originale e riflessivo sui propri argomenti, la creatura di Marti Noxon potrà costituire un prodotto in grado di produrre un dibattito positivo intorno al tema della violenza (psicologica o fisica) sulle donne, delle limitazioni che ancora esistono nella società occidentale e dei movimenti sociali come il #Metoo. La speranza e le aspettative dopo questo buon esordio puntano in quella direzione, speriamo che si mantenga la rotta: di show come questo c’è sempre più bisogno.
Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 8
