Gomorra – 4×03/04 3


Gomorra – 4x03/04Gli spettatori di Gomorra quest’anno sono in balia di un flusso imprevedibile, spaesati come probabilmente lo sono stati gli sceneggiatori alle prese con la realizzazione di una stagione in gran parte nuova rispetto al passato, che tenta (con successo, per ora) di percorrere territori fino ad ora inesplorati dalla serie.

Il finale della scorsa annata è stato un punto di non ritorno di quelli che non possono essere saltati a pie’ pari, ma solo affrontati con il coraggio di chi sa che l’unica via per proseguire è trasformarsi, gettando il cuore oltre l’ostacolo e provando a immaginare qualcosa di diverso. Capitò una cosa simile al termine della seconda stagione di Boardwalk Empire e proprio quando in tanti gridavano al suicidio artistico la serie capitanata da Terrence Winter riuscì ad arrivare fino alla quinta stagione mantenendo sempre alta la qualità. In Gomorra lo scossone è forse ancora più grande, perché sin dal primo episodio è stata sempre la serie di Ciro, quella che ha mostrato il suo percorso di ascesa e caduta, quella che ha ispezionato le turbolenze del suo animo e quella che attraverso il suo personaggio ha accompagnato gli spettatori all’interno della famiglia Savastano.
Alla luce dell’epilogo la quarta stagione di Gomorra si è trovata di fronte alla sua sfida più ostica, alla necessita di andare avanti facendo a meno del baricentro narrativo principale degli ultimi tre anni, con l’imperativo di riuscire a essere ancora un prodotto interessante per il pubblico e capace di raccontare storie originali. Tutto ciò vuol dire una cosa sola: trasformarsi. Già in passato la serie ha dimostrato di sapere cambiare leggermente volto (l’episodio su Ciro in Bulgaria è un esempio emblematico), ma questa volta la mutazione sembra più incisiva e già a partire da questa seconda coppia di episodi pare di intravedere un’annata che, pur mantenendosi saldamente aggrappata alle certezze dello show, tenta di variare il proprio modo di raccontare, sia dal punto di vista strettamente narrativo che da quello della rappresentazione.

Gomorra – 4x03/04Il terzo episodio abbandona temporaneamente la famiglia Savastano e si concentra totalmente sulla figura di Patrizia, che già in passato ha avuto un ruolo determinante, seppur sempre subalterno alle figure maschili della serie. Quest’anno però la sua centralità sembra poter costituire una delle principali peculiarità stagionali, come già si era intuito dal nuovo assetto dei clan campani e come emerge ancor più chiaramente da questo episodio.
Quello di Patrizia è il classico percorso di ascesa del gangster, ma infarcito di originalità perché sviluppato attraverso un personaggio che già conosciamo molto bene e soprattutto condotto tramite una figura femminile che porta con sé le qualità specifiche che la contraddistinguono, ma anche l’ovvio carico di insicurezze di chi sta cercando di affermarsi in un mondo dominato da uomini che non la rispetteranno mai come dovrebbero.
Gli autori lavorano molto bene nel mostrare in poco tempo la convivenza del lato umano e di quello disumano di Patrizia, spalancando una finestra sul suo desiderio di evasione durante il frammento bolognese, in cui la possibilità di una vita normale fatta di piacere fisico e amore sfiora per un attimo l’animo finora inscalfibile del personaggio: intravediamo sentimenti come la gelosia, l’innamoramento e una sprazzo di felicità che di solito non trovano dimora nella sua vita. Allo stesso tempo però il super io di Patrizia si manifesta mettendo al primo posto la sua carriera gangsteristica, sia per una questione di mera sopravvivenza, sia perché vi è la consapevolezza che solo gestendo il proprio piccolo “regno” con la massima durezza potrà essere rispettata dall’interno e dall’esterno. È in quest’ottica che vanno inquadrati i terribili colpi di pistola ai due ragazzini in chiusura di episodio, che restituiscono al mittente – semmai ce ne fosse ancora bisogno – tutte le accuse di mitizzazione del crimine che ha ricevuto Gomorra.

Gomorra – 4x03/04La vicenda di Patrizia è collegata in parte proprio a quella dei due adolescenti uccisi nel finale, che nel corso dell’episodio offrono uno spaccato terribile sulla condizione giovanile in determinati luoghi della periferia di Napoli, mettendo in scena un disagio che si manifesta al crocevia di povertà, ignoranza, assenza dello Stato, omertà generale e mancanza di tutele sociale.
La breve storia dei due ragazzi sembra uno spin off de La Paranza dei bambini, tanto quanto il recente e bellissimo film di Claudio Giovannesi appariva come uno spin off cinematografico di Gomorra. Come nel film, i ragazzini di questo episodio sono persone cresciute senza alcuna autorità genitoriale e sociale, impossessati da modelli culturali che rilanciano la conquista di più denaro possibile e lo sfruttamento delle donne a proprio piacere come simboli di realizzazione massima. Non c’è da stupirsi quindi che, per quanto siano caratterizzati ancora da una certa innocenza, figlia di un mondo in cui sono soprattutto vittime, il loro percorso porti verso l’autodistruzione, perché se in una società civile due ragazzini come loro sarebbero ingiustamente lasciati indietro da una competizione comunque troppo sfrenata, in questa giungla messa in scena dalla serie il loro destino non può che essere una morte prematura.

Gomorra – 4x03/04Sulla scia dell’episodio precedente, anche il quarto porta avanti il processo di moltiplicazione dei punti di vista e di diversificazione del racconto intrapreso da questa quarta stagione di Gomorra,e per quanto al centro ci sia la famiglia Savastano – costante della serie fin dal primo giorno – stavolta il focus narrativo è caratterizzato da una prospettiva totalmente diversa. I due Savastano – Genny e Azzurra, sempre più uniti – non sono mostrati nella comfort zone della città partenopea (dove pure non sono sempre a proprio agio, come è stato mostrato nel primo episodio), ma nell’ostile e sconosciuto contesto londinese, in cui il loro punto di vista deve scendere a patti con un mondo in gran parte differente da quello a cui sono abituati.
Impegnarsi in una partership con società inglesi costituisce per Genny l’unica possibilità di poter approvare il progetto dell’aeroporto in cui sta investendo in questo momento. La moneta di scambio è costituita da vero e proprio oro, non potendo in questo momento effettuare delle transazioni di denaro, offrendo al contempo agli autori la possibilità di realizzare una sequenza d’apertura che unisce la tradizionale attenzione della serie alla rappresentazione di bizzarri metodi dei gangster per mascherare le proprie truffe a una serie di location londinesi molto affascinanti, creando così un contrasto originale ed esteticamente intrigante.

Gomorra – 4x03/04Questo episodio tra le altre cose ha anche il merito di mostrare in un contesto internazionale persone incardinate in una realtà come quella di Scampia in cui domina il dialetto e una prospettiva sul mondo fortemente locale. Tramite questo espediente la vis comica di Salvatore Esposito raggiunge in questo episodio forse il picco dell’intera serie fino a questo momento, esaltata dagli autori che, per evitare goffi tentativi di ibridazione linguistica, scelgono la strada di un sostanziale mutismo e di una sicurezza (che spesso è soprattutto presunzione) che si manifesta con il rispondere sempre e solo in italiano, strappando non poche risate agli spettatori.
Al suo fianco svetta Azzurra, personaggio che in questa stagione si avvia ad avere maggiore importanza e in questo quarto episodio mostra tutta la sua essenzialità al fianco di Genny, manifestandosi come la vera e propria arma segreta della trattativa. Grazie all’ottima interpretazione di Ivana Lotito, la quale sfodera un inglese inaspettato rubando la scena a tutti gli altri attori della serie, Azzurra passa dal riduttivo e coercitivo ruolo di moglie a quello di vera e propria partner in crime.
Nonostante gli sforzi, però, i Savastano si scontrano con un mondo per loro impermeabile, con una realtà che vive soprattutto del rispetto delle regole e che non vuole avere nulla a che fare con potenziali soci dalle attività losche (per usare un eufemismo) quali sono i Savastano. Per Azzurra e Genny, a Napoli come a Londra, c’è da scontrarsi con una realtà che li discrimina costantemente, della quale sono certamente responsabili ma in cui si configurano anche come vittime delle generazioni che li hanno preceduti.
Quando si passa dal macro al micro, però, tutto il mondo è paese, ed è nelle relazioni umane che si insinua il metodo di ricatti, minacce e terrore che caratterizza la camorra. In questo senso cambia pochissimo da Napoli a Londra e alla fine chi rispetta le regole non può che finire vittima di chi queste ultime le trasgredisce con arroganza e violenza, come nel caso di Leena, splendido personaggio interpretato da Louise Brealey, che molti ricorderanno come la Molly di Sherlock.

La quarta stagione di Gomorra procede a gonfie vele mostrando un’elevata qualità della scrittura e la capacità di variare lo stile visivo a seconda delle location scelte dal racconto, riuscendo in questo caso a “capire” perfettamente la natura degli spazi e dei luoghi di città come Bologna e Londra, superando l’ennesima prova di maturità.

Voto 4×03: 8+
Voto 4×04: 8 ½

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".


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3 commenti su “Gomorra – 4×03/04

  • John Fante

    Se per te questa stagione tiene alto il livello qualitativo, allora spiegami cosa vuol dire qualità. Io sono un super fan di Seriangolo e mi trovo spessissimo d’accordo con voi, ma su questo Gomorra 4(come anche per la stagione precedente) abbiamo pareri diversi. Gomorra è diventata la parodia di se stessa. Sono solo una sequela di frasi ad effetto(forse per permettere ai Jackal di fare le loro parodie)che nessuno mai pronuncerebbe nella vita reale. E te lo dice un napoletano che, anche se non fa parte di quel mondo, in quel mondo ci vive e con queste persone si ha sempre a che fare e ti assicuro che nessuno parla così.
    Dialoghi scadenti, scene che non raccontano nulla, faccia a faccia dove in sostanza nessuno dice niente ( a parte le già citate frasi ad effetto), decine di scene dove inquadrano le nuche degli attori che camminano solo per fare minutaggio.
    Sembra una telenovelas in salsa partenopea. Sono lontani i fasti della prima stagione e mi fa strano che Seriangolo non se ne sia reso ancora conto.

     
  • Rand

    Io non vedo flussi imprevedibili di eventi, solo trame che si ripetono all’infinito con protagonisti diversi. Purtroppo è evidente che di idee gli autori ne abbiano ormai poche, e che l’uscita di scena di troppi personaggi chiave sia stata una scelta infelice.