
La prima parte della serie animata ci aveva lasciati nell’iperspazio con i protagonisti a bordo della nave Colossus inseguiti dal Primo Ordine. Nel complesso, la stagione era stata abbastanza deludente, con personaggi poco caratterizzati e la scelta incomprensibile di ambientare quasi tutta la serie, a parte qualche raro caso, su un unico pianeta – per altro ricoperto d’acqua -, privandosi della possibilità di sfruttare al meglio la varietà offerta dalla mitologia e dalla geografia di Star Wars. Il punto di arrivo era stato sicuramente interessante, con il vero conflitto galattico finalmente entrato nel vivo e non più una minaccia sottovalutata, ma l’averci messo oltre venti puntate, senza riuscire a dare spessore al gruppo di eroi, aveva reso il viaggio decisamente difficoltoso. In poche parole, un prodotto non all’altezza dei predecessori The Clone Wars e Rebels.

La puntata (caricata su Star Wars Kids e accessibile anche dall’Italia) si apre con Phasma che vuole che la Colossus sia trovata a tutti i costi, un elemento che colloca l’episodio prima di The Last Jedi. È un ottimo modo per ricordarci immediatamente della minaccia che il Primo Ordine presenta per la Resistenza. Sarà chiaramente una stagione basata su un inseguimento tra cattivi e buoni che, come detto prima, ricorda molto Battlestar Galactica, un paragone che è spesso venuto a galla anche per Episodio VIII. È una dinamica molto interessante e, come il primo Star Wars aveva ispirato la serie del 1978, è inevitabile che l’amatissimo reboot di Ronald D. Moore abbia portato il cerchio di influenze a compimento lasciando un’impronta importante sulla successiva generazione di racconti ambientati in una galassia lontana lontana.
Il focus della puntata è sulla Colossus, a pezzi dopo il primo salto nell’iperspazio dopo chissà quanto tempo, e bisogna dire che lo scontro tra Kaz, CB-23 e MB-13 (dove le iniziali stanno per Murder Ball), benché non in linea con quello che ci si aspetterebbe da una premiere, riesce comunque a intrattenere. La minaccia di MB-13 è ben gestita e si fonde perfettamente con Kaz e gli altri che cercano di riparare il sistema gravitazionale della Colossus, e anche qui si respira un po’ di aria tipica di Battlestar Galactica. È evidente che, di settimana in settimana, gli eroi di Resistance, oltre a preoccuparsi della minaccia del Primo Ordine, dovranno mettere mano all’astronave per evitare che li lasci a piedi nello spazio.

“Into the Unknown” è però un buon episodio che mostra un serio impegno nel cercare di allontanarsi dagli errori del passato. Resistance ha ora di fronte a sé una sola stagione in cui, tra l’imminente arrivo a D’Qar – probabilmente dopo l’attacco del Primo Ordine in The Last Jedi – e gli eventi che lo ricongiungeranno a Episodio IX, ha tutte le carte in regole per chiudere in bellezza un percorso iniziato in sordina, ma che ha finalmente la possibilità e il potenziale di costruire qualcosa che lo avvicini a Rebels o The Clone Wars.
Voto: 6½
