Everything’s Gonna Be Okay – 1×01/02/03


Everything's Gonna Be Okay - 1x01/02/03Chiunque abbia visto ed amato Please Like Me non può non aver sperato in un ritorno sui propri schermi del buffissimo Josh, tanto il protagonista quanto il suo omonimo interprete. Everything’s Gonna Be Okay esaudisce questo desiderio, configurandosi fin dalle prime sequenze come un ideale sequel del gioiellino australiano e un perfetto trampolino di lancio per la carriera americana del suo autore, il bravissimo Josh Thomas.

Questa volta, però, il protagonista ha un altro nome, Nicky, e una vita ben diversa: il personaggio, sempre interpretato da Thomas, è un giovane entomologo australiano, trasferitosi a Los Angeles dopo aver scoperto che il padre, rimasto vedovo del suo secondo matrimonio e con altre due figlie più piccole, ha un cancro in fase terminale. Alla sua morte, avrà infatti il compito di prendersi cura delle due ragazzine: Genevieve, una quattordicenne introversa, e Matilda, la primogenita nello spettro autistico.

Un bel salto rispetto alla vita tranquilla del millennial confuso Josh, ma che mantiene intatto lo spirito della prima serie di Thomas. Entrambi i personaggi interpretati dall’autore sembrano avere, infatti, lo stesso approccio leggero e irriverente (ma non per questo superficiale) nei confronti della vita, e tale caratteristica è condivisa con la serie stessa: Everything’s Gonna Be Okay è delicata ma incisiva, adorabile ma tagliente, e mantiene la consueta fotografia dai toni pastello e l’inconfondibile score di Byrony Marks.

Everything's Gonna Be Okay - 1x01/02/03Guardando la novità di Freeform, insomma, anche se tutto si è spostato dall’altra parte del Pacifico si ha immediatamente l’impressione di essere tornati a casa. Forse anche troppo, verrebbe da dire, come se davvero questo nuovo show volesse raccontarci il lato adulto di Josh, riprendendo esattamente da dove lo avevamo lasciato in Please Like Me. A ben vedere, però, c’è un elemento che ci fa capire fin dall’inizio che questa è una storia inevitabilmente diversa: la maggiore coralità. Anche PLM non si è mai limitata ad approfondire unicamente il carattere del suo protagonista, anzi possiamo dire che i personaggi più belli erano forse proprio quelli secondari, ma c’era comunque una netta distinzione tra “il protagonista” e tutto il resto. Everything’s Gonna Be Okay, al contrario, non è la storia di Nicky che si trova ad occuparsi di Matilda e Genevieve, ma la storia di Nicky e Matilda e Genevieve: una famiglia che crescerà insieme, e nella storia, come un nucleo unico, nonostante ognuno dei suoi membri abbia la sua personale avventura da vivere.

Il cambio di approccio è un elemento importante perché mette al centro i due personaggi femminili, e lo fa dando loro piena dignità nonostante si tratti di adolescenti – la demografica costantemente bistrattata e strumentalizzata nei racconti “degli adulti”. Thomas ha spostato il suo sguardo ironico ma empatico dalla generazione millennial a quella z, o meglio, ha cercato di farle dialogare insieme attraverso un punto di vista inevitabilmente parziale (il suo) i contributi di chi, invece, vive altre esperienze. La scelta delle attrici, in questo senso, è particolarmente significativa.

Ad interpretare la quattordicenne Genevieve troviamo infatti la sedicenne Maeve Press, la più giovane stand up comedian di cui sentirete mai parlare, e nel ruolo di Matilda c’è Kayla Cromer, la prima attrice a dichiararsi apertamente autistica e che potrà, quindi, dare vita al suo personaggio con la giusta e dovuta consapevolezza. Non sappiamo ancora in che modo verranno sviluppati i caratteri di queste due giovani donne all’interno della storia, ma possiamo immaginare, sia da queste scelte di casting sia dalle prime impressioni che le tre puntate fino ad ora distribuite ci hanno lasciato, che Thomas non abbia paura di fare spazio all’altro da sé e soprattutto a dargli il giusto peso. È evidente, infatti, la volontà di andare oltre vuoti proclami di inclusività, trovando un punto di incontro tra uno stile ben definito e la necessità di raccontare una storia non più soltanto personale.

Everything's Gonna Be Okay - 1x01/02/03Se non bastasse questo ad invogliarvi, vi basti sapere che in soli tre episodi Everything’s Gonna Be Okay è riuscita a parlare con una grazia inimitabile di un tema difficilissimo come il lutto, la cui rappresentazione è spesso stereotipata anche e soprattutto quando prova ad essere originale, normalizzando e dando concretezza alla varietà di approcci che persone diverse possono avere in situazioni come queste. Lodevole, inoltre, il modo in cui lo sguardo di Matilda non viene mai sfruttato per dimostrare chissà che verità sul mondo, o per farsi una facile risata, ma semplicemente raccontato come tutti gli altri, anche nel caso della sua esperienza del lutto. È così raro vedere un personaggio femminile autistico in tv che non possiamo dire con certezza se la sua rappresentazione sia effettivamente credibile e rispettosa tout court, ma sicuramente lo è secondo i codici interni alla storia, non riservando ad esso alcun ruolo specifico e stereotipato né, al contempo, appiattendone le peculiarità.

Altri temi vengono poi affrontati, o meglio, integrati nella storia, che segue semplicemente questa nuova situazione a cui tutti i membri della famiglia dovranno adattarsi, navigando nel frattempo nelle difficoltà e le gioie dell’adolescenza o della vita adulta: relazioni, amicizia e quotidiani esercizi di adattamento e crescita.
Una commedia coming of age come è stata Please Like Me, insomma, ma con una sfumatura diversa e un risultato più maturo, forse perché più maturo è lo stesso Thomas.

Voto: 8

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Informazioni su Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

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