
Il Volume 2, composto da sole due puntate, non delude le aspettative. Anche se la scelta di non operare una divisione più equa tra gli episodi è inusuale, questa potrebbe essere motivata in parte dalla chiusura del Volume 1 con la rivelazione sulla reale identità di Vecna – che aveva lasciato un cliffhanger degno dell’attesa – ma anche dall’ampia portata di questi ultimi due episodi, lunghi e densi di contenuto.
La narrazione riprende con Nancy prigioniera di Vecna-001, che le mostra la verità sulle sue origini ma anche il prossimo futuro della cittadina di Hawkins, lasciandola andare solo per consentirle di riferire il messaggio a Eleven. Questo è solo l’inizio degli ultimi due intensi episodi, che si snodano attraverso i filoni paralleli di ogni gruppo di protagonisti. Seppur necessario, il fatto di portare avanti così tante linee narrative in contemporanea rappresenta una pecca: infatti non a tutti viene dato lo stesso spazio, ma soprattutto lo stesso spessore. Il proliferare di personaggi e storyline non facilita la necessità di incastrare tutto nel tempo a disposizione, fattore che finisce per ridurre alcuni passaggi e personaggi a contorno, limitando e ridimensionando ruoli in precedenza ben più importanti. Questo porta a un effetto discontinuo, con alcune narrazioni che funzionano decisamente meglio rispetto ad altre; su tutte quella di Eleven, ben strutturata e funzionale non solo per la trama dell’intera serie ma anche per il suo personaggio e per l’evoluzione che ancora una volta attraversa. Il progredire della protagonista, interpretata da una sempre più brava Millie Bobby Brown, è curato davvero nei dettagli e non solo per il ruolo centrale che ricopre. Il tortuoso percorso di Eleven alla ricerca di se stessa e del senso nei suoi poteri ha raggiunto una portata davvero ampia e ogni tassello della sua storia deve essere perfettamente incasellato, al fine di riuscire a spiegare e tenere in piedi l’intero destino di Stranger Things.

Se la storyline di Eleven è completa e non lascia nulla al caso, per altre trame parallele non è sempre possibile affermare lo stesso: i gruppi formati da Will, Mike, Jonathan e Argyle, e quello di Joyce, Murray e Hopper, hanno un’incisività un po’ sottotono. In più occasioni i dialoghi sono limitati allo scorrere degli eventi, ed entrambi i gruppi si salvano grazie ad alcune – poche – scene che rendono maggiore giustizia ai personaggi, e che sono poi quelle in cui si lascia spazio all’emotività: da Joyce e Hopper che si ritrovano ancor più solidamente legati, ai fratelli Byers che ritrovano l’equilibrio, ma anche al dialogo tra Will e Mike. Proprio questa scena colpisce più per la sensibilità dimostrata da Will – la quale si rafforza tanto da fargli fare un passo indietro rispetto ai suoi sentimenti pur di confortare l’amico e dargli forza in un momento di difficoltà – che per il tentativo di infilare il tema dell’omosessualità. Il suo discorso a Mike è emozionante, ma riuscito a metà: un po’ perchè ci si chiede se qualche minuto sia bastato per far riemerge una dimensione emotiva così segnata, un po’ perchè appunto il tema dell’omosessualità appare infilato senza troppo contesto. Probabilmente Netflix puntava molto sulla tematica ma in questa scena riesce poco: infatti il tema è molto più nitido nella trattazione attraverso Robin, portata avanti già nelle precedenti stagioni in modo più lineare. Anche il tentativo di risollevare il ruolo di Will facendogli rivelare di essere ancora legato al Mind Flayer e al Sottosopra è un po’ scarno; si auspica che entrambi i punti siano solo una preparazione di terreno per il ritorno del personaggio a un ruolo di maggior rilievo, dando così alle poche scene in cui è protagonista un seguito più corposo.

L’ultimo filone narrativo è quello che riguarda il villain Vecna-001; la sua figura non è solo intrigante, ma dà anche finalmente un volto a quella forza oscura che si presumeva dominasse il Sottosopra. Mosso da una malvagità insita e dal desiderio di controllo di tutto e tutti, devasta tutto quello che ha intorno e ne assorbe fino all’ultimo granello di energia. Anche il rapporto tra Vecna e Eleven mostra una certa complessità, perché i due sono come le due facce di una stessa medaglia: da quando abbiamo appreso il potere di Eleven di aprire varchi tra terra e Sottosopra, comprendendo come di fatto sia lei stessa l’autrice della trasformazione di 001 in Vecna, è inevitabile chiedersi se anche lei non racchiuda una parte della natura malvagia di 001. Con Vecna-001 Stranger Things ha acquisito l’antagonista definitivo, l’obiettivo da sconfiggere insieme, coalizzandosi e facendo fronte comune, soprattutto dopo che tutti i personaggi hanno fatto ritorno a Hawkins.

Voto: 8 –
