
La scorsa stagione, conclusasi tra la Toscana e il lago di Como, aveva mostrato Roman, Kendall, e Shiv unirsi finalmente per provare a porre fine all’impero del padre. Come spesso accade, però, a uscirne a testa alta è stato Logan, aiutato dal suo nuovo “braccio destro” Tom. “The Munsters” ci catapulta qualche mese più avanti: i tre fratelli sono ancora uniti e sul punto di lanciare The Hundred, il loro tentativo di rivoluzionare il mondo dei mass media, ma quando ricevono la notizia che il padre sarebbe sul punto di acquistare PGM, improvvisamente spostano le loro attenzioni verso l’impero dei Pierce. Se i primi minuti della puntata ci danno l’impressione che questa separazione dei figli dal padre abbia fatto molto bene ai primi – da un punto di vista commerciale, dato che a livello umano rimango delle persone disgustose -, basta la semplice possibilità di andare a rovinare i piani di Logan per fargli abbandonare un progetto in cui sembravano credere davvero molto.

Logan, dall’altra parte degli Stati Uniti nel suo regno di New York, si appresta a festeggiare il compleanno, un chiaro rimando all’episodio pilota di Succession in cui la festa, a differenza di quella che vediamo in “The Munsters”, vedeva tutta la famiglia riunita. Al fianco del leader indiscusso della famiglia ci sono tutti i fedelissimi, da Tom a Frank, ma l’assenza dei tre figli “prediletti”, lascia un segno profondo in Logan, anche se cerca in tutti i modi di nasconderlo. Vederlo a cena con la sua guardia del corpo, dopo aver abbandonato la sua stessa festa, mostra l’estrema solitudine di un uomo che per anni ha fatto di tutto per respingere chi lo amava – ottenendo il contrario – e che più che mai ora si deve confrontare con la sua stessa mortalità. E alla fine di tutto, l’unica cosa che vorrebbe per il suo compleanno è una chiamata dei figli.
Il loro ritorno nella sua vita, anche se in veste di rivali d’affari, sembra quasi rinvigorirlo, e gli permette di uscire da quella stasi creatasi con le innumerevoli persone che lo assecondano continuamente. Tant’è che implora i presenti a fargli un “roast”, stufo dell’apatia generale della festa di compleanno, ma solo Greg – giustamente membro dei “disgusting brothers” – sembra prendere la palla al balzo, senza riuscire però a smuovere Logan. Il patriarca dei Roy cerca emozioni forti, sente la mancanza di un ambiente competitivo fatto di squali pronti a tutto per ottenere quello che vogliono. Non è per niente adatto ai tempi di pace, e ora che tutto sta andando alla perfezione – almeno fino al dispetto dei tre figli – è spaesato.

“The Munsters” è dunque un altro grande episodio di Succession, il biglietto da visita perfetto per l’ultimo capitolo di una delle serie più importanti dell’ultimo decennio. La creatura di Jesse Armstrong lascerà dietro di sé un vuoto immenso, e non ci resta che goderci a pieno ogni istante della fine della saga della famiglia Roy, con la consapevolezza che chi sta dietro e davanti alla macchina da presa ha il pieno controllo di tutto, e così come è stato finora, siamo sicuri che non resteremo delusi dall’epilogo.
Voto: 8 ½
