
La grande novità di questa annata è senza dubbio il cambio di cast, ormai inevitabile dato l’ampio arco temporale coperto dal racconto. Come già annunciato da tempo, Alba Rohrwacher e Irene Maiorino prendono il posto di Margherita Mazzucco e Gaia Girace rispettivamente nei panni di Lenù e Lila: a giudicare dai primi due episodi, la scelta si conferma azzeccata – complice il fatto che Rohrwacher ha ricoperto il ruolo di voce narrante come Elena adulta fin dalla prima stagione, mentre Maiorino ha dalla sua una somiglianza impressionante con la precedente interprete di Lila. Suscita invece una sensazione di disorientamento il recasting di molti dei personaggi comprimari (in primis Nino, ora interpretato da Fabrizio Gifuni, ma anche Pietro, Franco, Mariarosa…), probabilmente a causa della scelta di rimandare al capitolo conclusivo questo massiccio cambio di interpreti: nonostante non sfigurino rispetto ai loro predecessori, sarà necessaria qualche puntata per abituarsi ai nuovi volti e alle nuove interpretazioni e tornare a immergersi di nuovo a pieno nella narrazione.

Al centro di “La separazione” e “La dispersione” troviamo quindi Lenù, e in particolare la spietata analisi delle difficoltà e delle contraddizioni vissute dalla donna nella gestione dei suoi ruoli di autrice, amante e madre. A emergere è un profilo complesso e, proprio per questo, contraddittorio, in cui la figura dell’affermata scrittrice femminista convive con quella di una donna disposta ad accettare menzogne e tradimenti da parte della persona amata. Si tratta indubbiamente di un passo avanti rispetto a quanto visto nello scorso finale, in cui la figura di Elena risultava appiattita da alcune scelte registiche di Lucchetti: l’ottimo lavoro di Bispuri, che insiste ad esempio sui primissimi piani, unito a quello di Rohrwacher sia in scena che come voce narrante, dà infatti vita a un personaggio perfettamente consapevole delle sue fragilità e incoerenze, allontanando così lo spettatore dalla tentazione di esprimere facili giudizi e restituendogli la ricchezza e complessità delle pagine di Ferrante.
Lo stesso non si può dire dell’assenza di Lila: laddove infatti in passato abbiamo assistito a diversi tentativi, più o meno riusciti, di restituire visivamente la sua presenza all’interno della vita di Elena nonostante la distanza fisica, geografica e comunicativa che le separava, in questo caso ci si limita a mostrare i vani tentativi di Lila di contattare l’amica telefonicamente. Il motivo per cui Lenù la eviti è evidente e non necessita di spiegazioni, ma forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più per sottolineare la persistenza del legame tra le due. Questo infatti ha inevitabilmente intaccato la riuscita delle due puntate, in una serie che ha da sempre visto il suo maggiore punto di forza, nonché il fulcro tematico ed emotivo del racconto, nella messa in scena del complesso rapporto tra le due bambine/ragazze/donne. Fortunatamente il ritorno a Napoli e al rione di Lenù con cui si chiude la seconda puntata non potrà che segnare una svolta in tal senso, anche se la presenza di Nino probabilmente complicherà ulteriormente i rapporti tra le due. A restare sullo sfondo è anche l’altro grande punto di forza dello show, ovvero la sua capacità di intrecciare sapientemente le vicende personali delle due protagoniste con l’affresco storico dell’Italia dal dopoguerra in poi: fanno eccezione solo la breve scena in cui vediamo Sarratore discutere in università del rapimento di Aldo Moro (per altro interpretato di recente proprio dallo stesso attore nell’ottimo film/miniserie di Bellocchio) e la riunione femminista a casa di Mariarosa. Siamo ormai giunti alle porte degli anni Ottanta e sarà interessante vedere in che modo autori e regista porteranno in scena quest’ultimo tratto della storia contemporanea italiana.

Nel complesso, nonostante una partenza in sordina, forse appesantita anche dal cambio di cast, questa stagione promette di dare all’amatissima saga di Ferrante una conclusione all’altezza delle aspettative: non si tratta di un compito facile ma le performance delle due protagoniste e la prova registica di Bispuri fanno ben sperare per il prosieguo dello show.
Voto 4×01: 7
Voto 4×02: 6 ½

6 anni d’attesa sono lunghi,ormai,preferiamo,,la saga :I Leoni di Sicilia;non c’e`
solo la trilogia di Elena Ferrante!.
Ho letto tutti i libri della Ferrante e i quattro dell’amica geniale due volte e non so quante volte ho rivisto gli sceneggiati in TV..
Tutto quanto meraviglioso.
Sto aspettando con ansia il finale in TV anche se so come finirà. Capolavoro.