
È anche per questi motivi che la seconda stagione è stata così attesa sia dai fan della saga videoludica che dagli appassionati di televisione in generale, che non aspettavano altro che potersi reimmergere nel mondo post-apocalittico adattato per il piccolo schermo da Craig Mazin (Chernobyl) e dallo stesso Druckmann. Questa annata seguirà gli eventi narrati nel sequel del primo gioco The Last of Us, ovvero The Last of Us Parte II, a partire da un salto temporale di cinque anni; non è ancora chiaro, nemmeno per i videogiocatori, come gli autori sceglieranno di orchestrare la narrazione della seconda stagione ma quello che è già stato dichiarato per certo è che non basterà un solo ciclo di episodi a coprire tutta la storia del secondo capitolo della saga, annunciando di fatto almeno un’altra stagione per lo show.

La scelta di mostrare solo le conseguenze – e lasciare ancora nascoste le cause – del loro litigio, per quanto derivi dal modo in cui è strutturata la narrazione anche nel gioco, funziona molto bene e impatta subito sullo spettatore poiché tutto lo show nella prima annata è stato costruito sull’evoluzione del rapporto tra i due personaggi. Per quanto si possa prevedere quello che è successo nei cinque anni di salto temporale, il carico emotivo che si era investito sui due protagonisti è tale che vederli così distanti emotivamente è un colpo non da poco. In particolare, poi, fa ancora più male vedere Joel non darsi pace per la relazione perduta con colei che non è sua figlia ma che considera come tale; in tal senso il dialogo con Gail (Catherine O’Hara) – personaggio inedito nel gioco – è chiarificatore delle luci e ombre che caratterizzano il personaggio. L’uomo continua ad essere convinto di essere nel giusto e che le decisioni che ha preso sono state propedeutiche al bene di Ellie; per questo non si capacita di come la ragazza non lo comprenda e addirittura lo odi per questo. D’altro canto, la donna gli ricorda che vivono in un mondo in cui lui si è macchiato di crimini indicibili e che il solo fatto di lottare quotidianamente per la sopravvivenza non lo assolve in toto dai suoi peccati, o comunque non lo rende per forza di cose una persona buona agli occhi degli altri.

La loro complicità è evidente soprattutto nella scena dell’esplorazione del magazzino abbandonato durante la pattuglia: la scena è chiaramente un modo per bilanciare nell’episodio un po’ di azione alla vita lenta della città – come se ci fosse bisogno di ricordare agli spettatori che The Last of Us è uno show in cui vengono ammazzati degli zombie, pardon, infetti – ma anche un modo per mostrare la sicurezza con cui le due ragazze si avventurano in un luogo pericoloso insieme. Il segmento narrativo in questione, poi, è utile a rivelare quello che nel videogioco potremmo chiamare come un “aumento della difficoltà”, ovvero la scoperta che esistono tipi di infetti più letali dei prevedibili e lenti clicker che abbiamo imparato a conoscere finora. Una delle novità di The Last of Us Parte II, infatti, è l’introduzione di nuove tipologie di nemici più letali e pericolose, ognuna dotata di caratteristiche uniche e che richiedono strategie diverse per essere affrontate: in “Future Days” veniamo già a conoscenza della tipologia definita “stalker” anche da Ellie ad un certo punto nell’episodio, chiamati così perché prediligono nascondersi nell’ombra e attaccare solo al momento opportuno.

Non possiamo dire che l’episodio non funzioni in quasi tutte le sue parti, poiché siamo ancora di fronte ad una storia appassionante che anche in una fase introduttiva più lenta rispetto a quanto ci ha abituato riesce a mantenere alta la tensione, soprattutto nelle sue scene più spiccatamente action-horror, condita da un reparto tecnico eccellente e da interpretazioni ottime. Tuttavia al momento le parti che riguardano le reti di relazioni intorno ad Ellie non convincono appieno e la sensazione è che non ci sarà moltissimo tempo per svilupparle considerati i soli sette episodi che comporranno questa stagione; a parte Dina, infatti, conosciamo pochissimo degli altri personaggi che vivono in città ed è difficile ad ora entrare davvero nel vivo della vita di Jackson. Si spera che, come accade nel gioco, lo show colmi queste lacune con dei flashback che vanno a ricucire le parti mancanti tra una stagione e l’altra non solo per quanto riguarda il rapporto tra Joel ed Ellie ma anche quello con gli altri.
The Last of Us torna con un episodio molto denso che deve porre le basi per una stagione che si preannuncia ricca di personaggi e di eventi importanti per i suoi protagonisti: “Future Days” vuole essere una specie di trailer lungo di quello che andremo a vedere nelle prossime puntate, tra l’azione delle lotte con gli infetti e l’importanza delle relazioni, riuscendo però solo in parte a raccontarci queste ultime per via del poco tempo a disposizione.
Voto: 8½
