Poker Face – 2×01/02/03 The Game is a Foot & Last Looks & Whack-A-Mole


Poker Face – 2x01/02/03 The Game is a Foot & Last Looks & Whack-A-MoleSenza dubbio meritevole d’essere annoverata tra le novità più interessanti della scorsa annata televisiva, ritorna con una seconda stagione Poker Face, la serie TV su Peacock creata da Rian Johnson con una sempre più iconica Natasha Lyonne.

Il murder mystery è un genere che, dopo un periodo di difficoltà e di stanchezza, ha saputo rinnovarsi negli ultimi anni grazie a un nuovo metodo narrativo di successo, più svelto e brillante. Il segreto è sembrato essere l’affidarsi alla commedia, in cui nuovi toni surreali e a volte volutamente parodici hanno accompagnato un racconto che esiste ormai in televisione da tempo immemore. Si pensi, ad esempio, al grosso successo che la saga di Knives Out (sempre di Rian Johnson) ha avuto recentemente, al punto da aver creato un vero e proprio franchise pronto ad espandersi (senza contare più di qualche emule non sempre riuscitissimo).
La formula di Knives Out ritorna, in una forma un po’ diversa ma simile nell’essenza, in questo prodotto televisivo. Gli ingredienti, infatti, sono molto simili: una natura episodica (il legame tra i due film con Benoit Blanc è molto tenue), un protagonista brillante ma molto particolare, un vasto panorama di guest star, e un tono sempre sopra le righe. Già la prima stagione di Poker Face aveva dimostrato che la serie sapeva creare un equilibrio perfetto tra tutti questi elementi, in una miscela interessantissima che ha reso questo prodotto uno di quelli più chiacchierati dello scorso anno televisivo.

Poker Face – 2x01/02/03 The Game is a Foot & Last Looks & Whack-A-MoleCi sono varie ragioni per questo successo: c’è prima di tutto l’ottima presenza della sua protagonista, Natasha Lyonne, che ha immediatamente fatto suo il personaggio di Charlie Cale: sempre in fuga, sempre alla disperata ricerca di una connessione umana e di andare oltre una collettività piccola incapace di dire la verità. La sua innata abilità di capire quando qualcuno sta mentendo rimane il motore principale di molte delle sue investigazioni, e allo stesso tempo ci permette indirettamente di conoscere cosa c’è dietro i personaggi che incontriamo (la stragrande maggioranza dei quali restano per un solo episodio e diventano quasi degli archetipi). La vediamo, infatti, entrare in sintonia con varie donne dal passato difficile con cui può identificarsi. Non è facile, però, capire Charlie fino in fondo: sembra essere spinta dal costante desiderio di conoscere la verità, soprattutto in favore di chi subisce un torto, ma anche da una forte attrazione nei confronti di persone alla ricerca di una propria rivalsa personale. L’idea di mettere Charlie in una condizione di fuga perenne ha permesso di calare la serie in una narrazione on the road, che è poi la quintessenza del racconto americano. Eppure, con l’epilogo del terzo episodio sembra aprirsi una nuova storia, in cui la fuga e la sopravvivenza potrebbero essere sostituite dalla volontà di stabilirsi e piantare radici.

Altro fattore di grande importanza è il tono della serie, sempre a metà tra il tragico – si tratta di omicidi, dopotutto – e la commedia, in quello stile che caratterizza un po’ i prodotti recenti di Johnson. C’è molto assurdo nel racconto, ad esempio, delle cinque gemelle e delle loro particolarissime personalità, oppure nello scambio di traditi e traditori tra FBI e mafia. Certo, a volte si esagera e le situazioni diventano paradossali, ma è proprio questo che rende i vari episodi godibilissimi e capaci persino di raccontare qualcosa che un tono più serio renderebbe meno digeribile. D’altronde non c’è da scoprire chi ha commesso il delitto: l’informazione ci viene data sin dall’inizio; questo permette però alla scrittura di divertirsi, di giocare con le aspettative dello spettatore e di divertire divertendosi. Se ci si ferma a pensare, le motivazioni per gli omicidi sono spesso le più semplici e banali: liti di soldi, gelosie, e tradimenti; eppure, la formula non annoia mai perché tutto questo è coniugato con una grande dose di ironia che svela quanto siano patetici molti di questi assassini e quanto anche molto fortunata sia la vita sconclusionata di Charlie. Di questi tre episodi, si percepisce come il terzo ci debba più che altro portare a un certo punto, ovvero liberare Charlie dal ripetere le stesse dinamiche della prima stagione e questo fa sì che sia l’episodio meno riuscito di questo inizio di stagione. Eppure, è facile vedere in questo accidente di percorso  cosa renda la serie così efficace: ogni puntata presenta un menu diverso, nuove storie e nuovi personaggi.

Poker Face – 2x01/02/03 The Game is a Foot & Last Looks & Whack-A-MoleCiliegina sulla torna del metodo Johnson è poi l’inserimento di preziose guest star: in questi soli primi tre episodi abbiamo Cynthia Erivo, Katie Holmes, Giancarlo Esposito, and John Mulaney, che si aggiungono a un cast già di primo piano della prima stagione. La presenza di questi nomi e volti ben noti conferma come Poker Face sia una serie in cui molti vogliono apparire, potendo contare su presenze contenute in un episodio ma ben scritte. E questo vale nonostante Poker Face sia uno show che va in onda su Peacock, che rimane ancora un servizio streaming minore e che non permette sempre ai suoi prodotti di ricevere il successo che meriterebbero.

L’inizio di questa seconda stagione di Poker Face conferma tutto quello che di bello c’era da dire sulla prima annata e sul perché abbia rappresentato una delle serie migliori del 2024. Ci sono tutti gli elementi per ritenere che anche questa stagione (per fortuna un po’ più lunga della precedente con dodici episodi) avrà molto da offrire allo spettatore: non cambierà la vita a nessuno, ma Poker Face rappresenta il meglio di un vecchio modo di fare televisione che ancora, magicamente, funziona.

Voto 2×01: 8
Voto 2×02: 7½
Voto 2×03: 7


Informazioni su Mario Sassi

Ormai da anni ho capito che il modo migliore per trascorrere le ore in aereo è il binge watching di serie TV. Poche cose battono guardare LOST mentre si è sull'oceano.

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