La premiere della settima stagione di The Walking Dead ci aveva tratto in inganno: chi pensava che un nuovo inizio fosse possibile aveva prontamente abboccato all’amo per poi rimanere deluso dagli sviluppi che il dopo premiere ha preso; una serie di episodi filler ci ha portati a Oceanside, con la speranza di rimanere finalmente soddisfatti.
La tecnica, però, è quella di sempre: un grande inizio per invogliare lo spettatore, un intermezzo vario, ma costantemente deludente e un mid-season finale col botto per dare un’accelerata all’attenzione che si era gradualmente spenta – e per il momento due fasi su tre si sono compiute. In questo momento TWD si trova nella fase di mezzo, in cui lunghe puntate riempitive la fanno da padrone, raccontandoci di questo o quell’altro personaggio secondario, per poi continuare ad ignorarlo finché non serva di nuovo del materiale per fare minutaggio.
In “Swear” è il turno di Tara, che mai e poi mai ci saremmo aspettati di vedere al centro di un episodio a lei dedicato; gli eventi narrati sono totalmente slegati da quelli della storyline principale e ci viene raccontata una storia che nulla ha aggiunto all’universo dello show. Oceanside è l’ennesima comunità nascosta per proteggersi dai mostri, ma crocevia involontario di qualunque viaggiatore: ci si imbatte Tara, ma anche i Salvatori, che hanno sterminato tutti gli uomini rendendola, di fatto, una colonia formata da sole donne. Pur sviluppando un’intera puntata su personaggi femminili non ancora incasellati in ruoli consolidati e quindi modellabili secondo ogni tipo di esigenza narrativa, “Swear” non ha fatto nessun lavoro sulla rappresentazione delle donne in questo universo post-apocalittico, perdendo la chance di descriverle in un altro modo rispetto alle categorie “guerriera arrabbiata” o “sprovveduta da proteggere“. Tutte le donne restano personaggi piuttosto semplici, diffidenti, ma buoni nel profondo e ingenui.
Tara, che invade una comunità di cui non fa parte, e le abitanti di Oceanside, che la lasciano andare sulla parola – dopo aver visto i loro amici e parenti uccisi da estranei –, riassumono l’idea che The Walking Dead vuole dare delle donne, o per meglio dire della pigrizia con cui vengono descritte delle figure che meriterebbero una sorte migliore. Per questo motivo la svolta femminista non è andata a buon fine e, pur apprezzando lo sforzo e il coraggio di dare in mano un intero episodio a donne semi-sconosciute – non perché sia una cattiva idea, ma per la difficoltà che gli autori di TWD hanno settimanalmente nella stesura delle sceneggiature – non possiamo dirci soddisfatti del risultato.
“Swear” ci apre definitivamente gli occhi sul fatto che The Walking Dead è diventata una serie presuntuosa: vuole farci credere che a qualcuno interessino le sorti di un personaggio che definire di sfondo sarebbe comunque eccessivo e pensa che cinquanta minuti di nulla assoluto vadano bene solo perché dieci milioni di spettatori sono stati davanti allo schermo a vederlo. Per questo motivo TWD incarna il peggio dell’autorato televisivo, quello che si nasconde dietro ad un brand e lo venera in modo assoluto, seguendone alla lettera le regole auto imposte che si ripetono all’infinito. È per questo motivo che la serie non potrà mai cambiare: prima di tutto perché non è conveniente farlo – il salto nel buio sarebbe troppo rischioso a fronte di uno show che funziona pur essendo brutto – e in secondo luogo perché una buona scrittura ha bisogno di menti che facciano fatica. “Swear”, però, va oltre al concetto di brutto e pesca a piene mani nel cesto dell’inutilità, caratteristica, se è possibile, peggiore.
Se la premiere aveva avuto il pregio di trasformare la violenza in trama, non facendo accadere quasi nulla per tutta la puntata – se non le due morti largamente anticipate –, facendo comunque restare incollati allo schermo gli spettatori, “Swear”, ma anche “Go Getters” e “Service“, non hanno neanche saputo giocarsi questa carta. La delusione scaturita dalle promesse iniziali, unita alla scarsa qualità di questa puntata in particolare, tolgono ogni speranza per il futuro breve dello show, ostaggio di se stesso e del suo pubblico, troppo numeroso per permettere agli autori di essere liberi creativamente. Per questi motivi, l’episodio vince il titolo di più inutile di sempre, aspettando – e siamo sicuri che succederà – che gli venga sottratto da qualcosa di peggio.
Sono assolutamente d’accordo con la recensione… anzi, forse anche il 4 e 1/2 è già troppo! io nella mia testa non andavo oltre un (già generoso) 4.
Mi viene da dire, forse il peggior episodio di sempre e di sicuro uno dei più noiosi nonché scollegati…
L’unica cosa che mi chiedo è perché, nonostante tutto, io non riesca a mollarlo e lunedì sarò puntualmente incollato alla tv (nonostante il poco tempo da dedicare alle serie di qualità…)?!
Luca
finalmente avete preso una posizione!
ho sempre e solo letto di come gli autori sbagliassero pur avendo margini per riparare alle brutture
ora finalmente l’attenzione viene posta sulla vera questione: il pubblico talmente numeroso da impedire un vero miglioramento della serie.
è dalla quarta stagione che questo problema è evidente, forse addirittura dal finire della terza
Un applauso alla recensione!!! hai detto tutto. Ho messo 1 perchè non si può mettere zero.La prossima non potrà essere troppo brutta perchè sarà il collegamento per il mid season,che secondo me sarà brutto da morire. Ci giocheranno almeno due stagioni con Negan,quindi,prepariamoci almeno ad un quindicina di episodi orrendi nei prossimi due anni,forse anche peggiori di questo…no aspè,non credo sia possibile fare un episodio più brutto di questo,a meno che non esista un personaggio più piatto,inutile e banale di Tara. Esiste?naaaaaaaaaaaa
Ragazzi, ma questo “Swear” è un capolavoro pulp, altro che Tarantino! Le menti geniali che stanno dietro lo show ormai ci regalano un Group of the Week a episodio, ovviamente ben coordinato al sopravvissuto di turno. Ecco quindi una comunità di sole donne per Tara (curioso che abbia scelto di non fermarsi) e magari nei prossimi episodi un gruppo di suore di clausura per padre Gabriel, un gruppo di imitatori di Elvis Presley per Eugine, ecc…
Ha Ha Ha applauso al commento. Posso solo dire che per la prima volta con The Walking Dead non ho resistito, e ho skippato diversi minuti dell’episodio (soprattutto il discorso iniziale di Heath……inaffrontabile!).
Con anni di ritardo, ho giocato e completato “The Last Of Us” recentemente. Giocarci mi ha dato un’idea di quanto straordinaria questa serie potrebbe davvero essere e di come non lo sarà mai. Che pena, che spreco..
L’unica speranza è che TWD improvvisamente fallisca e improvvisamente fallisca e gli autori decidano di chiudere in bellezza con una stagione finale finalmente scritta e interpretata senza pensare a niente altro che non sia mettere in scena lo stato dell’arte.
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Sono assolutamente d’accordo con la recensione… anzi, forse anche il 4 e 1/2 è già troppo! io nella mia testa non andavo oltre un (già generoso) 4.
Mi viene da dire, forse il peggior episodio di sempre e di sicuro uno dei più noiosi nonché scollegati…
L’unica cosa che mi chiedo è perché, nonostante tutto, io non riesca a mollarlo e lunedì sarò puntualmente incollato alla tv (nonostante il poco tempo da dedicare alle serie di qualità…)?!
Luca
finalmente avete preso una posizione!
ho sempre e solo letto di come gli autori sbagliassero pur avendo margini per riparare alle brutture
ora finalmente l’attenzione viene posta sulla vera questione: il pubblico talmente numeroso da impedire un vero miglioramento della serie.
è dalla quarta stagione che questo problema è evidente, forse addirittura dal finire della terza
Un applauso alla recensione!!! hai detto tutto. Ho messo 1 perchè non si può mettere zero.La prossima non potrà essere troppo brutta perchè sarà il collegamento per il mid season,che secondo me sarà brutto da morire. Ci giocheranno almeno due stagioni con Negan,quindi,prepariamoci almeno ad un quindicina di episodi orrendi nei prossimi due anni,forse anche peggiori di questo…no aspè,non credo sia possibile fare un episodio più brutto di questo,a meno che non esista un personaggio più piatto,inutile e banale di Tara. Esiste?naaaaaaaaaaaa
Ragazzi, ma questo “Swear” è un capolavoro pulp, altro che Tarantino! Le menti geniali che stanno dietro lo show ormai ci regalano un Group of the Week a episodio, ovviamente ben coordinato al sopravvissuto di turno. Ecco quindi una comunità di sole donne per Tara (curioso che abbia scelto di non fermarsi) e magari nei prossimi episodi un gruppo di suore di clausura per padre Gabriel, un gruppo di imitatori di Elvis Presley per Eugine, ecc…
Ha Ha Ha applauso al commento. Posso solo dire che per la prima volta con The Walking Dead non ho resistito, e ho skippato diversi minuti dell’episodio (soprattutto il discorso iniziale di Heath……inaffrontabile!).
Con anni di ritardo, ho giocato e completato “The Last Of Us” recentemente. Giocarci mi ha dato un’idea di quanto straordinaria questa serie potrebbe davvero essere e di come non lo sarà mai. Che pena, che spreco..
L’unica speranza è che TWD improvvisamente fallisca e improvvisamente fallisca e gli autori decidano di chiudere in bellezza con una stagione finale finalmente scritta e interpretata senza pensare a niente altro che non sia mettere in scena lo stato dell’arte.
“lo stato dell’arte”
se buonanotte