
Sono passati dodici anni da allora e l’opinione su The Clone Wars è totalmente cambiata. Il ritorno della serie per una stagione finale è stato accolto con grandissima gioia dai fan che, tra l’altro, per anni dopo la cancellazione avevano spinto affinché si desse una giusta conclusione al racconto (#SaveTheCloneWars). La cosa più sorprendente, però, è l’amore che è stato riservato ad Ahsoka: si tratta ormai di uno dei personaggi più amati di Star Wars, tra i più gettonati dai cosplayer e, soprattutto, una delle figure più sfaccettate e meglio sviluppate dell’intera mitologia della saga. Non è dunque un caso che la serie abbia deciso di chiudere il suo cammino proprio con due archi narrativi incentrati sulla Togruta, e sia “Shattered” che “Victory and Death” portano a compimento il racconto dell’assedio di Mandalore, ricongiungendo definitivamente la serie agli eventi de La Vendetta dei Sith. Già con i precedenti “Old Friends not Forgotten” e “The Phantom Apprentice” avevamo assistito ad alcuni degli episodi migliori di The Clone Wars, e le due puntate successive sono un altro esempio dell’altissimo livello raggiunto dalla serie animata.

Uno dei momenti più attesi, oltre a essere il picco emotivo della puntata, è indubbiamente la sequenza dedicata all’Ordine 66. Nel corso della serie Ahsoka e Rex hanno sviluppato un rapporto d’amicizia e di rispetto fortissimo, un elemento che rende ancora più tragica l’intera sequenza, in cui il clone prova in tutti i modi a resistere cercando di far prevalere l’affetto per la Togruta – la mano armata di Rex che trema è un piccolo dettaglio che riassume perfettamente il suo conflitto interiore – su quello che gli è stato ordinato e per cui è stato creato. Grazie a Rebels sapevamo già che entrambi sarebbero sopravvissuti, ma questo non ha assolutamente depotenziato l’impatto della scena, e la determinazione di Ahsoka nel cercare di salvare l’amico a tutti i costi è la rappresentazione perfetta dello spirito dell’ex Jedi e del perché sia diventata uno dei personaggi più amati. Nel finale della sequenza c’è anche spazio per un riferimento a Rogue One, con la frase “I’m one with the Force the Force is with me”, pronunciata prima da Ahsoka e poi da Rex, che è la stessa resa celebre da Chirrut nello spin-off.
L’ultimo episodio della serie, “Victory and Death”, procede a passo decisamente più spedito concentrandosi soprattutto sull’azione, diretta con maestria da Nathaniel Villanueva – già regista di “The Phantom Apprentice”. La caduta libera dello Star Destroyer verso la superficie del pianeta è una delle sequenze più adrenaliniche dell’intera serie, mentre Maul che si fa strada attraverso i corridoi dell’astronave spazzando via i cloni con un uso molto creativo della Forza sembra uscito da The Force Unleashed. Si è ampiamente parlato in questi mesi di come The Clone Wars abbia messo in scena un numero di sequenze action che spesso non hanno nulla da invidiare a quelle viste nei film della saga, e il merito, anche se non è stato coinvolto direttamente per la lavorazione di questa stagione, è di George Lucas, che ha sempre spinto il team nelle vecchie stagioni a cercare soluzioni che permettessero alla serie di apparire esteticamente il più cinematografica possibile, a riprova della serietà e della cura con cui è stato trattato tutto il progetto.

A rendere ancora più drammatico l’epilogo è l’apparizione di Darth Vader. Sul luogo dell’incidente impugna la spada di Ahsoka, un oggetto che lega fortemente i due e che rappresenta il lascito e l’influenza del maestro sulla padawan. In cielo vediamo un convor, un volatile apparso più volte nelle opere animate di Star Wars e spesso associato alla Togruta. Non sappiamo che cosa passi per la testa di Vader in quel momento, ma il fatto che porti con sé l’arma alla fine potrebbe essere un piccolo indizio che indica che “There’s still good in him”, e che nonostante la sua conversione il ricordo e l’affetto per Ahsoka, per quanto soppresso dal lato oscuro, siano ancora lì. Tra l’altro sarà solo durante lo scontro tra i due nel finale della seconda stagione di Rebels che Ahsoka capirà che Anakin non è morto durante l’Ordine 66 e che è in realtà Darth Vader.
L’ultima stagione di The Clone Wars, nonostante i due primi archi narrativi che non hanno convinto pienamente tutti, si chiude nel migliore dei modi con quattro episodi grandiosi, in cui azione ed emozioni si uniscono perfettamente, regalandoci la possibilità di salutare un gruppo di personaggi che si sono ritagliati un posto d’onore nel cuore dei fan e nell’olimpo di Star Wars. Filoni dimostra ancora una volta di essere una delle persone migliori nel cimentarsi con la creatura di George Lucas, uno dei pochi che sa giostrarsi tra il nuovo e il fan service senza mai sembrare schiavo di pressioni esterne e che, dopo lo splendido Rebels, chiude un’altra serie animata con maestria. E se molti dei fan hanno avuto la sensazione che la Disney abbia rovinato la saga – almeno per quanto riguarda la versione cinematografica -, la verità è che proprio grazie a figure come Filoni (ma anche Jon Favreau), il franchise è in ottime mani, e la possibilità di poter raccontare storie più ampie, non limitate alle due ore cinematografiche, è la soluzione per rendere sostenibili e durature le prossime storie ambientate nella galassia di Star Wars.

May the Force be with you.
Voto 7×11: 8 ½
Voto 7×12: 8 ½
Voto stagione: 8+
Voto serie:8 ½
