Game of Thrones 1×04 “Cripples, Bastards, and Broken Things”


Game of Thrones 1x04 “Cripples, Bastards, and Broken Things”

Di fronte ad una puntata di Game of Thrones non si può non restare incantati dallo spettacolo visivo. Ogni settimana c’è una voglia fortissima di tappezzare le recensioni con tantissime immagini ed ogni volta scegliere quale mettere è sempre più difficile.
In Game of Thrones, però, non esiste solo l’altissimo livello tecnico, scenografico e visivo. Dentro questa scatola, bellissima, c’è il vero proprio “Gioco”. Un Gioco che ancora sta vivendo le fasi preparatorie: da un momento all’altro ci si aspetta la mossa che faccia precipitare irrimediabilmente gli eventi (facendo così decollare, finalmente, l’azione). Nell’attesa che tutto ciò avvenga, i giocatori cercano di conquistare il loro spazio all’interno di questa scacchiera. Alcuni personaggi sono perfettamente a loro agio nel ruolo ricoprono, altri, invece, fanno fatica ad ambientarsi apparendo inadeguati e insicuri.

“Cripples, Bastards, and Broken Things” mette al centro proprio quei personaggi non ancora capaci di muoversi efficacemente nella loro nuova posizione e che, in un in certo senso, vanno avanti zoppicando (Cripples).

Game of Thrones 1x04 “Cripples, Bastards, and Broken Things”

“On days like this, I envy you Northerners your summer snows”. Chissà come saranno suonate ad Eddard Stark queste parole del Gran Maestro Paycelle? La calma e la semplicità della vita di Winterfell ormai sono alle spalle. King’s Landing è un luogo completamente opposto all’accogliente città d’origine del signore del nord: calda, afosa, piena di intrighi, di corruzioni e di misteri inquietanti (“We come in dangerous place”). Manipolatori con occhi e orecchie ovunque, sempre intenti a spiare, a ponderare ogni possibile mossa, a costruire inganni e a celare oscuri segreti. Eddard, che è un uomo con un grosso senso dell’onore e dell’integrità (è ancora pieno di sensi di colpa il tradimento fatto alla moglie quasi 18 anni prima) tenta di giostrarsi, con difficoltà, in questa nuova e intricata realtà che non gli non appartiene. Il Lord è stato cresciuto per essere un soldato(“You’re just a soldier, aren’t you? You take your orders and you carry on.[…] Your older brother was trained to lead and you were trained to follow”) e come tale cerca di portare a termine, nonostante tutto, il suo compito, anche se questo dovesse consistere nel “raccogliere i cocci” dei vizi del suo amico re Robert Baratheon. Sicuramente il buon Eddard si trova molto più a suo agio nel ruolo di padre affettuoso.

Game of Thrones 1x04 “Cripples, Bastards, and Broken Things”

“Soft, fat boys like you. We’d have lasted a fortnight on you”. A nord Jon Snow sembra, dopo i primi dubbi, aver accettato la sua nuova vita. L’arrivo della nuova vulnerabile recluta, il grassoccio Samwell Tarly, fa emerge l’aspetto nobile e compassionevole del “bastard” che percepisce un’affinità con questo nuovo arrivato. Un po’ attraverso il rispetto guadagnato verso alcuni sui compagni d’armi, un po’ grazie al suo Direwolf, Ghost (Spettro nella versione italiana) riesce a proteggerlo da alcune difficoltà della vita sotto la Barriera, anche se questo gli fa guadagnare le ire dell’addestratore Thorne.
Così facendo, infatti, Jon non fa altro che rendere ancora più vulnerabile Sam (e, di conseguenza, i suoi futuri compagni) ai pericoli che lo attendono dall’altra parte del muro.
Del resto guardando Sam non si può non simpatizzare per lui. La scena in cui racconta la sua storia a Snow, sulla cima della Barriera, è sicuramente la più toccante di tutto l’episodio.

Game of Thrones 1x04 “Cripples, Bastards, and Broken Things”

“Your brother Rhaegar was the Last Dragon. Viserys is less than the shadow of a snake”. Dall’altra parte dell’oceano i due ultimi discendenti della casa dei Targaryen affrontano la loro vita tra i Dothraki in maniera totalmente diversa. Mentre Daenerys entra sempre di più nel suo ruolo di Khaleesi integrandosi a poco a poco con il suo nuovo popolo (“These are my people now”), Viserys, che rimane ancora legato al passato che non esiste più (simboleggiato dai teschi di Drago andati in polvere), non accetta di integrarsi con i Dothraki, convinto che tutto gli sia dovuto in funzione della posizione che dovrebbe occupare (“This is my army. Khal Drogo is marching the wrong way with my army”). Quel che ricava da questa arroganza è solo un’ulteriore umiliazione da parte della sorella.

Distrusting me was the wisest thing you’ve done since you climbed off your horse. Se c’è un personaggio che sembra trovarsi perfettamente a proprio agio tra le macchinazioni di King’s Landing questo è sicuramente Petyr “Littlefinger” Baelish. Personaggio che oserei definire magnetico per la sua capacità di catalizzare l’attenzione su di sé, quando è in scena (merito anche dell’ottimo Aidan Gillen). Il tesoriere sembra, per il momento, essere dalla parte degli Stark (per via dei sentimenti che lo legano a Catelyn), non mi sorprenderebbe, però, che sia tutto un raggiro ai danni di Eddard. Questi sospetti non fanno altro che aumentare l’interesse intorno a questo personaggio.

In “ Cripples, Bastards, and Broken Things”, a differenza di quanto era avvenuto ad esempio nel primo episodio “The Winter is coming”, ci sono stati diversi dialoghi espositivi, specie per quanto riguarda il passato di alcuni personaggi, su tutti quelli riguardanti la guerra con i Greyjoy (di cui Theon, della corte degli Stark, ne fa parte). Credo che la presenza di alcuni dialoghi di questo tipo sia necessaria e inevitabile per due motivi fondamentali: 1) In 10 episodi non si può mostrare tutto e quindi, gioco forza, alcune cose bisogna almeno raccontarlo; 2) Aiutare chi non hanno letto il libro a capire alcuni passaggi fondamentali, anche a costo di ribadire dei concetti già accennati in precedenza. In più va reso merito a Brian Cogman, sceneggiatore di questo episodio, di averli resi collocati egregiamente nel contesto, rendendoli non forzati ma coerenti alla situazione.

Così come già ben evidenziato nelle precedenti recensioni, l’approfondimento e la caratterizzazione dei personaggi è sicuramente il punto forte, al pari – se non addirittura superiore – dell’aspetto tecnico. Questo episodio aggiunge ulteriori sfumature a dei personaggi già perfettamente delineati (oltre a quelli citati su, da evidenziare il lavoro fatto su Jaime in una sola scena) e parallelamente ce ne introduce di nuovi altrettanto interessanti (Ser Gregor Clegan, la Montagna). Quello che forse è mancato finora è l’azione vera e propria, ma non penso che si dovrà aspettare ancora molto: la scena finale sembra davvero promettere scintille in questo senso.

Voto 9 – Anche io come Tyrion ho un debole per queste cose.

Note

  • I costumi in questo episodio sono davvero magnifici, in particolar modo l’armatura di Jaime è davvero splendida (la voglio!)
  • Vi piace la sigla, vero? Un fan della serie ha creato una versione Metal del brano di Ramin Djawadi. Cliccando qui la potete visualizzare.
Condividi l'articolo
 

Informazioni su Joy Black

Conosciuto anche in altre sfere del reale come Antonio Gardini Gallotti, secondo del suo nome, Hand of The King di Seriangolo e giudice losco del Fanta-GOT. Lost-dipendente in fase di riabilitazione, è poi finito per diventare Whovians irrecuperabile. Proprio seguendo le vicende dei sopravvissuti del volo Oceanic 815, è nata in lui la passione per le serie TV. Le sue preferite sono, oltre ovviamente a Lost e a Doctor Who, Breaking Bad e Battlestar Galactica. Nel frattempo si è anche laureato in Sociologia con una tesi su Black Mirror. Altri interessi: wrestling, cinema e fumetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *