Mad Men – 6×04 To Have And To Hold

Mad Men - 6x04 To Have And To Hold“To Have and To Hold”, nome della soap opera in cui recita Megan, diventa in questa puntata il manifesto di ciò che le persone fanno non solo per avere qualcosa, ma anche per riuscire a tenerselo stretto: un lavoro, un amore, un riconoscimento. Sullo sfondo, ovviamente, troviamo Don, condannato da se stesso al solo possesso delle persone. 

Come si intravedeva già tempo fa, e come è emerso soprattutto nel precedente season finale, Don riesce solo ad avere, possedere interamente, ed è nel momento in cui Megan si allontana da lui che lui sceglie consapevolmente il buio; ma in questa puntata c’è molto di più, c’è la delineazione sempre più definita della sua auto-punizione, che lo spingerà ad andare oltre l’immaginazione per scoprire che la verità, quella da lui tanto ricercata, può essere ancora più dolorosa.

I’m sorry my accomplishments happened in broad daylight and I can’t be given the same rewards.

Non si parla solo di Don, ovviamente, e infatti questo è l’episodio in cui passato e presente si scontrano nel modo più evidente, soprattutto in ambito femminile: mentre il mondo si apre ad una nuova alba, fatta di indipendenza, libertà e amore libero, il passato torna a bussare per ricordare che non si può semplicemente chiudere una porta (di nuovo) e dimenticare i retaggi culturali, gli errori compiuti o i successi più o meno raggiunti.

Mad Men - 6x04 To Have And To HoldPer la prima volta scopriamo la vita di Dawn fuori dall’ufficio e per la prima volta notiamo quello che questo episodio ci sbatte davanti agli occhi senza troppe remore: pur con motivi diversi, pur da ambienti diversi, Dawn e Joan rappresentano due realtà molto simili. Il confronto con le loro rispettive amiche evidenzia la loro solitudine, il loro essere escluse (l’una per il colore della pelle, l’altra perché costantemente sottovalutata e vista solo come un corpo), l’impossibilità di affidarsi a qualcun altro e al contempo la totale e assoluta devozione al lavoro, pur senza l’adeguato riconoscimento che – non a caso – Joan attribuisce a Dawn alla fine dell’episodio. “Vedremo”, risponde la rossa quando la segretaria afferma che non le importa se tutti la odieranno, basta che non sia lei; e Joan sa bene cosa voglia dire essere invisa a chi crede che il suo atteggiamento “dittatoriale” sia una posa per un ruolo che non si è guadagnata davvero.

Mad Men - 6x04 To Have And To HoldE’ difficile prendere posizione nella disputa Joan/Harry: è chiaro che la frase di Crane sia di una cafonaggine assoluta e che il suo comportamento da bambino offeso – che si immagina chissà quali discorsi all’interno della stanza riunioni – sia ridicolo per un uomo della sua età; eppure sappiamo quanto valga il suo dipartimento all’interno della SCDP e quanto sia importante il suo contributo in un contesto in cui la tv sta diventando sempre più importante, come la tazza della abc tra le sue mani sottolinea. Eppure sbaglia, e sbaglia in un modo che non gli verrà facilmente perdonato dai capi: “I was different than you, Mr. Crane, in every way”, gli dice Bert, e questo perché la rabbia non permette ad Harry di vedere quanto Joan abbia fatto, e da sempre, per l’azienda. Tutto quello che vede è invece una donna che ha venduto il suo corpo per un posto da socia, per soldi; tutto quello che Harry vede è una prostituta, altro tema fondamentale all’interno della puntata. E’ più facile vedere una donna come una poco di buono piuttosto che pensare che ci sia dell’altro sotto, che ci sia del potere, che la donna stia diventando molto più importante nella vita privata e nella società.
E’ anche da passaggi come questo che vediamo serpeggiare il cambiamento di un’epoca.

If I wasn’t your husband, I would be happy for you.

Mad Men - 6x04 To Have And To HoldDa un taxi con un bacio a tre, più liceale che torbido, ad un taxi in cui si ride imbarazzati per una proposta a quattro che suscita pensieri divertiti (“Just a pile of arms and legs”) solo per essere esorcizzata ed allontanata. Sono diverse facce della liberazione sessuale che stava proprio in quegli anni prendendo piede, e di nuovo emergono due estremi, eros e thanatos, amore e morte, nella contrapposizione continua che mette in scena sessualità e guerra come temi portanti.
I’d like to have an evening without a conversation about the war”, dice Arlene, prima della “proposta indecente”; “Broadway Joe on Broadway”, unione di musical e football, è invece l’idea di Ken e Harry per lasciarsi alle spalle il napalm della Dow Chemical. Tutto diventa una distrazione per dimenticare, per far finta di non vedere.

Mad Men - 6x04 To Have And To HoldMa è quando non si guarda che l’immaginazione lavora di più: è il concetto alla base della campagna ideata da Don e Stan per il Ketchup Heinz, per instillare in modo subdolo nelle menti delle persone un’idea senza averla nemmeno nominata (“You’re going to be thinking of ketchup all day and you didn’t even see it”, dice Pete per perorare la sua causa). Ed è solo quando Don ascolta il discorso di Peggy, così liberamente ispirato ai suoi, che capisce quanto il potere dell’immaginazione amplifichi i concetti, le paure e i tradimenti, a differenza di un messaggio diretto che non lascia scampo proprio per la sua univocità.

You kiss people for money. You know who does that?

Mad Men - 6x04 To Have And To HoldProprio perché spinto da questa convinzione, Don va a vedere la famosa scena d’amore recitata da Megan, ma compie un grande errore per il suo inconscio turbato: con la speranza di togliere il velo all’immaginazione e di vedere semplicemente una scena da soap opera, Don torna ad essere il piccolo Dick che guardava la matrigna dal buco della serratura; torna a quel marchio di infamia che lo collega a sua madre, la prostituta morta nel darlo alla luce, e torna proprio per questo al tema dell’abbandono.
Certo, forse in tutto questo interviene anche la sua ormai passatissima visione della donna come moglie fedele, ma quello di cui non si rende nemmeno conto è che tutto questo tormento interiore viene vomitato addosso a Megan sotto forma di insulto: Don si è costretto a vedere qualcosa che, a mente lucida, si era convinto a non guardare, e ora non riesce a riconoscere l’odore della sua condanna al tradimento riversata addosso a Megan, moglie fedelissima e colpevole solo di aver finto qualche bacio davanti alla macchina da presa. Le dà della prostituta apertamente, ma inconsciamente continua a pagare anche Sylvia, in questo caso con il penny messo nelle sue mani; i suoi rapporti sono dati solo dal possesso, dall’avere, ma è l’incapacità di tenersi stretto gli affetti a fungere da continua punizione.

Mad Men - 6x04 To Have And To HoldSylvia, dal canto suo, è ufficialmente l’unica donna ad aver capito qualcosa di Don. La scena finale, bellissima ma allo stesso tempo dolorosa e implacabile, pone il nostro protagonista davanti alle sue paure: “Preghi per l’assoluzione quando me ne vado?” chiede Don, forse per sapere come ci si dovrebbe sentire dopo aver compiuto un tradimento, perché lui non lo sa più. “Preghi perché io ritorni?” chiede, dopo la risposta della donna, e sembra quasi l’innocenza di un bambino che prega e spera che qualcuno lo voglia ancora, che qualcuno voglia che lui ritorni, nonostante tutto; ed è infine in modo quasi materno che Sylvia gli risponde nell’unico modo che lo tocca davvero: “For you to find peace”.

E’ facile guardare Don in questa puntata e vedere solo ciò che fa comodo: una visione antiquata, la donna come possesso, l’uomo come sesso forte. La realtà è che Don è sì figlio della sua epoca, ma è al contempo fuori da qualunque tempo possibile: il girone dantesco torna, uguale come sempre, a scandire momenti, tradimenti, colpe ed espiazioni non riuscite, mentre sullo sfondo il resto del mondo va avanti e cerca, come può, di trovare una sua strada.

Mad Men - 6x04 To Have And To HoldTentativi, sperimentazioni: tutti i personaggi azzardano qualche passo in nuove direzioni, da Joan che si concede una serata diversa insieme a Kate, a Dawn che prova ad essere complice, fino a Harry che sì, sbaglia, ma che prova a puntare i piedi per la prima volta per vedere se ne può ricavare qualcosa (“That was the most impressive thing he’s done”, come nota Bert); Peggy ha tradito l’amicizia di Stan e ne pagherà il prezzo, Pete prova ad imitare Don e a mettersi sul suo livello offrendogli la casa. Solo Don è fermo, cristallizzato nel tempo:  non c’è un minimo segno di contemporaneità nei suoi vestiti, nei suoi capelli; non c’è una minima variazione nei suoi tormenti interiori, solo una (sporadica) maggior consapevolezza.
Don Draper ha fatto sicuramente una lunga strada, ma Dick Whitman è ancora fermo in ginocchio, come a chiedere perdono ancor prima di aver peccato, davanti a quella serratura.

Voto: 9

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

2 Risposte

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Complimenti per l’analisi, bellissima!
    Altra puntata sontuosa che sposta l’attenzione un po’ più sul contesto, o meglio, sui personaggi “secondari” (ci sono personaggi secondari?) più adatti a riflettere il Tempo e la Storia. Joan, Henry, Dawn sono perfettamente funzionali a questo scopo, benché non riducibili, nessuno di loro, solamente a questo ruolo. Ovviamente l’effetto secondario di quest’approccio ricade inevitabilmente sui personaggi “principali” (uso nuovamente le virgolette per il motivo di cui sopra) e in questo senso il ragionamento che hai fatto sulla cristallizzazione del tempo per Don è estremamente convincente e personalmente mi ha aperto uno squarcio interpretativo per la prosecuzione della serie e dell’arco drammatico del personaggio.
    A proposito di ruoli meno sfruttati, le scene in cui Dawn e l’amica sono al bar sono di grande impatto non solo per il loro essere il simbolo e il sintomo della Storia che avanza, più o meno lentamente, ma anche per come sono mostrate: quasi frontalmente sul bancone, fianco a fianco, come se oltre a parlare tra di loro parlassero anche con lo spettatore, messo quasi in un ipotetica soggettiva di un ipotetico cameriere. Insomma, una sorta di confessionale di uno spaccato di storia e di Storia, in una puntata che riesce a inglobarlo perfettamente.

     
    • xfaith84 scrive:

      grazie! sì, le scene di Dawn e dell’amica sono molto belle, ho apprezzato che finalmente abbiano messo la vita della segretaria in mezzo ad un po’ di vicende, anche perché la sua è stata una parabola inusuale: arrivata lì praticamente per scherzo, si sta in realtà affermando come molto adatta al lavoro (i complimenti di Don in questo episodio lo confermano).

      E a proposito di segretarie che si affermano e migliorano, voglio più scene Peggy/Don! Se ne sente la mancanza!

       

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