Game of Thrones – 3×06 The Climb

Game of Thrones - 3x06 The ClimbE così siamo giunti anche quest’anno al giro di boa per Game of Thrones che, entrato nella seconda parte della sua terza stagione, ci regala un episodio forse ancor più corale di quelli che l’hanno preceduto, in cui la riflessione sui personaggi raggiunge nuove vette in quella che è la Scalata al Trono di Spade.

Il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi sale“. Lo aveva capito Claudio Lolli molto tempo prima di George R. Martin, ma di certo non aveva ideato il vasto e complesso universo di personaggi che compongono la saga di Game of Thrones. The Climb si focalizza sul viaggio dei nostri protagonisti, non tanto fisico quanto esistenziale, tutti uniti sotto il comune denominatore della “scalata”, che sia essa al potere o alla Barriera. Benioff e Weiss, come fatto anche nella prima e nella seconda stagione, si cimentano così in un episodio più riflessivo, che utilizza le varie sfumature dei personaggi per dipingere una sorta di affresco della vita, dai suoi inizi fino al suo apice.

“The more Wood, the bigger the Fire.”

Game of Thrones - 3x06 The ClimbL’episodio ha inizio in un antro oscuro nelle profondità del bosco, in cui Samwell, spostando un ceppo, permette al fuoco di nascere, di squarciare il buio, di riscaldare e dare vita (“It needs to breath“). Siamo in un momento di intimità tra due esseri umani che ancora conservano una loro ingenuità e purezza primordiale, andando a comporre un’immagine quasi religiosa (con tanto di bambinello) di una famiglia intorno al focolare (con la canzoncina a rimarcare proprio l’amore genitoriale nei confronti dei bambini). La vita è come se qui iniziasse il suo corso. Ancora si sogna, si raccontano storie, si fantastica su luoghi leggendari. Per Samwell e Gilly, la Scalata deve ancora iniziare.

“Your Eye knows where it wants the arrow to go. Trust your Eye.”

Game of Thrones - 3x06 The ClimbLe sequenze immediatamente successive sono dedicate ai personaggi più piccoli della serie: Bran e Arya. In entrambi i casi, c’è un elemento specifico ad accomunarli: la visione, lo sguardo, ovvero il primo strumento con il quale l’essere umano esce dall’oscurità iniziale ed esplora il mondo. Tuttavia, si è ancora troppo piccoli per poterlo padroneggiare e così come Jojen Reed (e in futuro magari lo sarà anche Bran) è preda di convulsioni durante le sue “visioni”, anche Arya deve ancora imparare a fidarsi dei propri occhi quando tira con l’arco. Esemplare, qui, il successivo confronto con Melisandre, una donna che ha fatto del “vedere” lo strumento principale del suo potere, affinato nel corso degli anni durante la propria Scalata. Nella sua profezia, ecco ritornare, infatti, il leitmotiv dello sguardo: “I see a Darkness in you. And in that Darkness, eyes staring back at me. Brown eyes, Blue eyes, Green Eyes. Eyes you’ll shut forever. We will meet again“. Per Arya e Bran, la Scalata è appena iniziata.

“Chaos is a Ladder. The Climb is All there is.”

Game of Thrones - 3x06 The ClimbIn the game of thrones, you win or you die“. La “saggezza” di Cersei ci aveva già illuminato in passato. La vita non è altro che un sadico gioco, a volte bello, a volte crudele. Superata l’infanzia, è questo che si apprende durante l’adolescenza, quando, appena all’inizio della tua arrampicata, ti trovi già di fronte alla scottante verità: la Scala è il Caos. Ce lo insegna Littlefinger, come lo Zarathustra nietzchiano che annunciava: “Voi avete il caos dentro di voi“. Per gestirlo, bisogna sapersi muovere, in un gioco di strategie da adulti, che adolescenti come Robb, Theon, Jon e Sansa ancora non sono in grado di comprendere e che, per questo, subiscono. Neanche il tempo di iniziare la scalata, che già sono in difficoltà. E gli adulti non li aiutano, anzi, recidono i legami, tagliano il cordone ombelicale. E così, ecco Jon e Ygritte precipitare nel vuoto. La sopravvivenza, ora, è tutta nelle loro mani.

“I Win”.

Game of Thrones - 3x06 The ClimbPer tutti loro, il gioco di troni è ancora ad uno stadio infantile e il potere è ancora qualcosa che si dimostra sul piano fisico. Lo si vede nei “teneri” modi di Joffrey di dimostrare la propria virilità, così come nella tortura fine a se stessa del carceriere di Theon, impegnato in un atto quasi di “bullismo medioevale“, volto solo a  sottolineare la supremazia di uno nei confronti dell’altro. “I win“, appunto, ma è un successo effimero e di breve durata, diverso da quello cui gli adulti aspirano, sebbene talvolta non disdegnino di tornarci (come fa notare Jaime quando interroga Bolton sul perché questo non lo rimandi da Robb: “You’re sitting here watching me fail at dinner. Why might that be?“).

“We’re just Soldiers in their armies. And there’s plenty more to carry on, if we go down.”

Game of Thrones - 3x06 The ClimbPer due adolescenti che si illudono di avere il potere, ce n’è un altro, Robb, ben conscio di non averlo. Il King in the North tenta di “scalare” con l’aiuto della sua rettitudine, ma è solo un ragazzo gettato troppo presto in un gioco più grande di lui, privo di quella mentalità da stratega che, guarda caso, ritroviamo invece come caratteristica peculiare del suo acerrimo nemico, Tywin Lannister. Intanto, a King’s Landing, Sansa è ancora alla ricerca di punti di riferimento. Più cerca aiuto nei Tyrell, in Varys o in Littlefinger, più viene usata come pedina/soldatino per il gioco degli altri. La più bambina tra gli adolescenti della serie ancora non ha capito che a Westeros si gioca da soli. Ed ecco, infatti, arrivare l’arpionata di Jon Snow, nel gesto disperato di salvare lui e Ygritte da morte certa. Sono ormai soli, ma sono ancora vivi. Per Robb, Sansa, Joffrey e Theon, la Scalata continua.

“History will be taken from our hands.”

Game of Thrones - 3x06 The ClimbFatta eccezione per il breve passaggio con Melisandre, il mondo degli adulti compare solo 30 minuti dopo l’inizio dell’episodio. Lentamente, entriamo così nel mondo di Cersei, Tyrion, Varys e Littlefinger, dove la lotta per il potere non passa più per guerre o scontro fisici, ma per intrighi, matrimoni combinati e strategie di ogni sorta. Siamo proprio ad un passo dalla cima della scala, in un punto in cui tutti possono vedere il Trono di Spade, simbolo del potere, chimera cui tutti aspirano senza sapere neanche bene cosa sia. “Power is a curious thing, a shadow on the wall” sibillava un tempo Varys; “Power is power” proclamava Cersei, che anche qui, nel momento più difficile per lei e per Tyrion, sfoggia tutto il suo “spicciolo pragmatismo”: Sansa e Loras sono un problema? “We can have them both killed“. Per Cersei e Tyrion, la Scalata è sull’orlo del precipizio.

“The Realm is a lie. They cling to the Realm, or the Gods, or Love. Illusions. Only the Ladder is real.”

Game of Thrones - 3x06 The ClimbIlusioni, appunto. L’amore, il Reame, gli Dei, qualsiasi cosa ci aspettiamo di trovare in cima alla Scala, alla fine si rivela essere solo una menzogna. Sulla vetta (al momento) ci sono Olenna e Tywin, i veri burattinai di questa stagione. Eppure, possiamo davvero dire che abbiano raggiunto il loro scopo? Alla fine di tutto, giunti alla vecchiaia, ci si ritrova seduti a punzecchiarsi, sempre ad ordire trame su trame, sorseggiando vino e lanciando velate minacce in un esercizio di pura retorica, ancora perennemente insoddisfatti nonostante ci si trovi in cima alla catena alimentare. La vetta non basta, perché è un posto angusto e non c’è spazio per più di una persona. Per Olenna e Tywin, la Scalata non è ancora finita.

“It’s You and Me that matter to Me and You”.

Game of Thrones - 3x06 The ClimbE arriviamo così al finale, sfacciatamente smielato e romantico (ma anche chissenefrega, lo era anche un nichilista come Nietzche quando diceva che “solo il caos dentro di sé può generare una stella danzante“). L’immagine di Jon e Ygritte sulla cima della barriera costituisce il ritorno, in perfetta opposta simmetria, alla dimensione intima iniziale di Samwell. Dalle oscure profondità dei boschi siamo arrivati all’apice del cielo, dal fuoco che prende vita dal basso, al Sole che fa capolino dalle nuvole. Jon raggiunge così una nuova consapevolezza: non c’è scalata che tenga finché sei subordinato a qualcuno, ma allo stesso tempo, da solo non sopravvivi.

Game of Thrones - 3x06 The ClimbJon sarebbe morto in passato tra i ghiacci se non fosse stato per Ygritte. Ygritte sarebbe morta precipitando dalla Barriera se non fosse stato per Jon. Per Snow, questa era la presa di coscienza definitiva, una sfida, un rito di iniziazione simile per certi versi alla nascita dei draghi per Daenerys. Pur con molte difficoltà ancora alle porte, l’iniziazione dello Stark bastardo e della Regina dei Draghi ormai può dirsi completa e, non a caso, entrambi sono ora pronti a tornare a Westeros con una nuova consapevolezza interiore, pronti a cambiare il mondo che li circonda. Per Jon Snow, la Scalata è terminata.

Voto: 8+

Note:

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10 Risposte

  1. Darkman scrive:

    Splendida recensione! complimenti davvero! per fortuna c’è ancora qualcuno che apprezza puntate come questa… In “serialmente.com” invece il recensore l’ha bocciata in modo inconcepibile. Complimenti Aragorn86

     
  2. Son of the Bishop scrive:

    Serialmente ultimamente fa proprio schifo io praticamente non lo seguo più (la recensione non l’ ho letta attendo la versione in lingua italiana che comincia domani)

     
  3. dezzie86 scrive:

    Bravo. Applausi!

     
  4. Joy Black scrive:

    Grandissima recensione Aragorn! Il modo in cui hai ricollegato organicamente tutto, anche le scene che sembravano un po’ a se stanti rispetto alle altre, è stato magistrale.

     
  5. kerygmatico scrive:

    E adesso arriva davvero il bello!
    Hanno presentato le storie in modo magistrale (quasi quanto Aragorn! ^^) e ora è solo questione di scendere in discesa senza freni… AIUTO!

     
  6. Spettro scrive:

    Analisi stupenda!

     
  7. Kon scrive:

    Non avrei mai messo al loro posto i vari tasselli di questa puntata come hai fatto tu. Ora mi piace molto di più ed è tutto merito tuo 😀
    Anche se per me rimane comunque meno apprezzabile delle due immediatamente precedenti.

    Rimane il fatto che l’attore che fa Loras dovrebbe essere preso a bastonate sulle gengive. Sembra che il regista se ne sia fregato di come recita e abbia dato per buona ogni sua scena col primo ciak e via. No, ma davvero, cosa sono quelle smorfiette da sit comedy che sfoggiava con Sansa? Non voglio nemmeno cadere nel tranello di fare paragoni con il personaggio dei libri perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa. Rimane inguardabile e basta.

    E comunque sì, il bacio finale tra Jon e Ygritte è davvero troppo, troppo smielato. Ci mancava soltanto My heart will go on in sottofondo.

     
  8. Ambrosia scrive:

    Domanda: ma l’attore che tortura Theon è Simon di Misfits??????

     
  9. Michele Hume scrive:

    @Ambrosia: certo che è lui 😉 (Iwan Rheon, intervistato peraltro da noi qualche tempo fa: http://www.seriangolo.it/2011/09/27/intervista-a-iwan-rheon-simon-di-misfits/ )

     
    • Ambrosia scrive:

      Sono molto contenta! Tutti gli attori di Misfits, benchè giovanissimi, sono eccezionali…. Mi sarebbe spiaciuto non vederli più!

       

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