Hannibal – 1×08/1×09 Fromage & Trou Normand

Hannibal – 1x08/1x09 Fromage & Trou NormandNon appena compare un orizzonte che sembra definire la strada maestra intrapresa da questa serie, ecco che le carte in tavola vengono rimescolate. Travestito nuovamente da procedurale, Hannibal mette in atto una sequenza diacronica che, riponendo in un angolo il passato più lontano, torna a quello più vicino, facendo un rapida sosta nel presente.

Messo da parte The Chesapeake Ripper, ciò che appare evidente dall’impianto narrativo di questi ultimi due episodi è che il perno dell’azione gira intorno alla figura del dottor Lecter senza una direzione precisa, ma cogliendola nelle molteplici sfaccettature della sua intima e nascosta attività collaterale.

1×08 – Fromage

Hannibal – 1x08/1x09 Fromage & Trou NormandGiunto all’ottavo appuntamento, lo show si ferma ad analizzare, con più marcata precisione, le complesse dinamiche che il dipanarsi della storia ha creato tra i vari personaggi. Questo è un episodio che si snoda, quasi interamente, attraverso dialoghi che grondano di confronto psicologico, non solo quando si tratta delle molteplici sedute psichiatriche a cui sovente assistiamo, ma anche quando i vari interlocutori interagiscono tra loro in luoghi e azioni che dovrebbero andare al di là dell’indagine psichica. Questa tipologia dialogica che sin dall’inizio si è presentata come una costante dell’intreccio narrativo, trova in questa sede il suo exploit, in un contorto gioco di specchi, in cui ogni personaggio ci appare attraverso gli occhi di chi lo sta analizzando, Lecter compreso.

It’s nice when someone sees us, Hannibal.

Quando un serial killer ci viene mostrato più nella complessità della sua essenza deviata che nell’efferatezza dei suoi crimini, spesso si è portati ad analizzarlo al di là della sola etichetta omicida. L’occhio indagatore si ferma sulle sue movenze quotidiane, sul modo di affrontare anche la più piccola insidia ordinaria, per poi fermarsi sulle lacune che derivano dalla particolare anomalia di base. Il macabro e contorto immaginario che si accompagna all’innumerevole produzione di genere crime è spesso intriso di tale tipologia analitica, i cui risultati del resto sono sempre legati all’efficacia della materia trattata e non al metodo d’analisi in sé, che diviene un semplice stilema di genere. Inutile quindi puntare il dito sulla mancanza di originalità circa la difficoltà del nostro Hannibal a creare un sano rapporto di amicizia (inevitabile, anche qui, il richiamo a Dexter), ma è meglio soffermarsi su ciò che ne viene fuori. Quando Tobias Budge ha seguito Hannibal con l’intento di ucciderlo, quello che gli ha visto fare – e anche bene – lo induce ad ambire alla sua amicizia, per quell’innato bisogno dell’uomo di essere compreso e di legarsi a qualcuno attraverso la condivisione di un reciproco segreto. Sulla negativa risposta di Hannibal pare risuonare l’eco di Benjamin Franklin e di uno dei suoi aforismi più noti «Tre persone possono tenere un  segreto, se due di loro sono morte». L’eco della possibilità di un’amicizia comincia però ad insinuarsi in Hannibal e, attraverso il dialogo con la sua psichiatra, prende corpo la definizione del singolare rapporto con Will. Più che con Tobias, con il quale avrebbe potuto condividere la stessa visione del mondo, e magari anche lo stesso hobby, è con Will che riesce a provare quella fiducia che sta alla base di un’amicizia, è nella sua diversa percezione del reale che trova un punto d’incontro. La capacità empatica mette Will nella privilegiata condizione di riuscire a presumere chiaramente il punto di vista di Hannibal, cosa che il dottore, al di là del paradosso che ne consegue, trova rassicurante. La lucida esposizione del concetto e l’accuratezza delle movenze di Mads Mikkelsen nel pronunciarlo riescono a svuotare l’assunto di quell’illogicità che l’occhio onnisciente dello spettatore inevitabilmente percepisce.

If I were my patient, my advice to me would be: don’t do this. I have to follow my own advice.

Hannibal – 1x08/1x09 Fromage & Trou NormandAlla misurata compostezza che Will mostra sulla scena del crimine fa da contrappunto il suo progressivo deterioramento psichico – I sleepwalk, I get headaches, I am hearing things, I feel unstable. Più che per una reale attrazione per Alana, quel bacio tra i due è, come ci suggerisce il dott. Lecter, facilmente riconducibile ad una voglia di bilanciamento emotivo. Anche qui siamo di fronte ad un viscerale desiderio di riconoscere se stesso attraverso gli occhi di un’altra persona, anche se in questo caso abbiamo pure una velata richiesta d’aiuto. Ed è proprio la voglia di comprendere quel meccanismo mentale, che porta Will a percepire suoni che non esistono, che aziona in Alana la forza attrattiva verso di lui. La dott.ssa Bloom appare come sdoppiata, l’impeto irrazionale la porta a perdersi nel caloroso bacio, ma la sua parte sana la induce alla fuga, lasciando che Will, perso nelle sue allucinazioni auditive, trovi nuovamente conforto nella cucina del dott. Lecter.

Fromage è nel complesso un buon episodio, in cui alle elucubrazioni mentali si allineano, in contrappunto dinamico, le perfette costruzioni sceniche, dense di una armonia spaziale, che pur rasentando la perfezione, non riesce però a contenere il costante susseguirsi di una lentezza narrativa.

Voto: 7+

1×09 – Trou Normand

Hannibal – 1x08/1x09 Fromage & Trou NormandUna tradizione normanna vuole che tra due portate venga bevuto un bicchiere di calvados per ravvivare l’appetito dei convitati: questo costume gastronomico è noto con il nome di Trou Normand. Ricco di connotazioni metaforiche, l’elegante titolo qualifica l’episodio come l’anticamera in cui sarà ravvivato quell’appetito che avevamo sopito per Abigail Hobbs.

He should have killed you, so he wouldn’t have killed me.

Il ritorno di Abigail tradisce subito la volontà di un ampliamento tematico dei frammenti narrativi che hanno avuto origine nel Pilot. La ragazza appare visivamente ancora più tormentata; la paura di entrare in contatto con quella parte di se stessa che il padre voleva uccidere nelle altre ragazze diventa una sorta di incubo ricorrente che, insieme all’omicidio di Boyle, non riesce ad allontanare. Il desiderio di scrivere la sua verità è lontano anni luce da un semplice bisogno economico: l’occasione che Freddie Lounds le offre si lega alla volontà di lasciare andare le immagini della sua colpevolezza attraverso la costruzione di una verità ad hoc, da poter condividere con il resto dell’opinione pubblica che non fa altro che rimandarle contro la rea immagine con cui lei qualifica se stessa. In quest’ottica di forzata rimozione, riesumare il cadavere di Nick Boyle è quasi una costrizione atta a trovare dentro di sé la forza di andare al di là  di quella costante domanda: «Cosa succederà, quando verrà ritrovato il cadavere? Mi accuseranno dell’omicidio?».

Hannibal – 1x08/1x09 Fromage & Trou NormandAlla luce della rivelazione finale con cui la ragazza ammette il suo coinvolgimento negli omicidi del padre, tutta questa paura esibita si colora di toni ancora più lugubri e l’intima dimensione che si è creata con il dott. Lecter assume una rilevanza maggiore. Hannibal ha sempre saputo del ruolo coadiuvante che Abigail ha avuto nei delitti dell’Averla del Minnesota, probabilmente comprende appieno anche il perché dell’egoistica condiscendenza della ragazza. La sua premura appare subito come il desiderio di proteggere un individuo che, sprofondato nel male, difficilmente riuscirà ad uscirneAbigail è una sorta di specchio in cui rivede la sua stessa condizione? Se però proviamo ad analizzare le cose ancora più a fondo, non possiamo fare a meno di notare che Abigail è anche un terreno in comune con Will e la volontà di tenerla sotto la sua ala protettiva potrebbe anche essere un mezzo con cui Hannibal tenta di avere una via d’ulteriore controllo su di lui – We are her fathers now. Quando, al cospetto del cadavere di Boyle, Will rivive la dinamica della ferita, la visione si mescola di allucinazione, l’immagine di Abigail si staglia impetuosa davanti ai suoi occhi e per la prima volta si ritrova a rivivere un delitto non da carnefice ma da vittima.  La pesantezza di ciò che ha visto, di ciò che ha provato, non riesce comunque ad allontanarlo dal senso di responsabilità che nonostante tutto lo lega alla ragazza e, cedendo alle suggestioni di Hannibal, sigla con lui il patto che dovrebbe portare Abigail verso un futuro migliore.

What you feel is overwhelming you.

Hannibal – 1x08/1x09 Fromage & Trou NormandIl caso della settimana, la celebrazione dei delitti attraverso la costruzione di un totem di corpi, inserito da contrappunto ad un contesto tematico di gran lunga più interessante, perde di spessore e risulta rilevante – a parte per le solite costruzioni spaziali – solo perché fa da pretesto per approfondire il disorientamento di Will. Nel corso dell’episodio lo smarrimento del prof. Graham subisce una brusca accelerazione e, per quanto tutto questo disagio sia imputabile all’abuso dei suoi metodi empatici, è come se ci fosse dell’altro, come se il malessere derivasse da un qualcosa che blocca la fluidità della sua percezione del reale. Se provassimo ad isolare i dialoghi tra Will e il dott. Lecter dal preciso contesto a cui si riferiscono, potremmo ipotizzare che la sorgente da cui sgorga l’instabilità di Will (divenuta anche l’ostacolo che lo separa da Alona) sia l’innesto di un meccanismo messo in atto da Hannibal (di cui il segreto targato Abigail sarebbe parte integrante); come se il dott. Lecter, per limitare il pericolo che l’empatia di Will rappresenta per l’incolumità della sua pratica omicida, stesse mettendo in atto un processo di manipolazione percettiva inducendo in Will quella mancanza di aderenza alla realtà che potrebbe addirittura portarlo alla completa immedesimazione con il carnefice – I don’t want you to wake up and see a totem of your own making.

Supposizioni azzardate, che vagano nell’indeterminatezza e trovano giustificazione solo attraverso quell’ottica che si appresta ad osservare la diegesi degli eventi conoscendone già l’epilogo.

Trou Normande riprende le fila della narrazione, le arricchisce e apre grandi interrogativi sulla qualità e quantità dei binari paralleli che ci condurranno alla fine del viaggio, reso ancora più impervio dalla mancanza della certezza di un rinnovo.

Voto: 7/8

 

1 Risposta

  1. federico scrive:

    Complimenti per la bella recensione, continuate cosi.
    Hannibal per il momento merita di essere visto però se a detta dei produttori vogliono farci 4 stagioni non so proprio cosa si devono inventare, spero solo che non diventi troppo simile a dexter

     

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