Justified – 5×03 Good Intentions

Justified - 5x03 Good IntentionsSe dopo cinque stagioni ci si dovesse sforzare nel voler trovare un difetto a Justified, la proposta più sensata sarebbe solo una: la serie dell’uomo col cappello non ha difetti. Ogni puntata è preceduta dal costante presentimento di stare per vedere un gran bell’episodio e il problema, si fa per dire, è che è sempre vero.

Siamo al terzo appuntamento e, come ad ogni inizio di stagione che si rispetti, Raylan Givens e gli altri si prendono tutto il tempo necessario per preparare al meglio il terreno. Come nel precedente episodio, anche questo Good Intentions ha una forte costruzione tematica, dove i vari protagonisti agiscono sostanzialmente separati, connessi però da un visibilissimo filo rosso comune. Iniziano, infatti, a delinearsi con più decisione quali sono i primi incastri che preludono a future evoluzioni.

Justified - 5x03 Good Intentions

Il più indaffarato ultimamente è la seconda importante metà di questa serie: Boyd Crowder, circondato da tante, tantissime situazioni da gestire e che gli si stanno lanciando letteralmente addosso – chiudendolo progressivamente in una morsa sempre più stretta. Nonostante sia ancora sostenuto dalla sua enorme eloquentia, sono moltissimi i frangenti che continuano a volerlo destabilizzare e di cui Ava sembra essere solo la punta dell’iceberg. La dura prova cui i due sono sottoposti sta avvicinando il loro rapporto al punto di tensione massimo, sia a causa della lontananza sia a causa del tempo prima del processo che inizia ormai a scarseggiare; nonostante il minutaggio ridotto, Joelle Carter è bravissima a far percepire tutto il disorientamento e il disagio della nuova condizione, senza lasciar sbiadire l’indole tenace ed autonoma che ha da sempre caratterizzato il suo personaggio. A non aiutare la già difficile situazione della coppia c’è, inoltre, il debutto in gran stile della signora Paxton. Il seducente personaggio di Mara promette scintille: che sia con sguardi o per manipolazione, la sua astuzia tiene decisamente il passo dei protagonisti maschili. Dalle moine con Lee, tornato per il momento nel mondo dei vivi, passando per le minacce al viscido sceriffo Mooney fino ai languidi minuti con il criminale più colto di Harlan, potrebbe essere il personaggio femminile che mancava da un po’ a Justified – probabilmente dai tempi della ben più grossolana ma indimenticabile Mags Bennett (la fenomenale Margo Martindale). Forse è presto per paragonarla ad un pezzo da novanta come la madre più crudele passata sul tubo catodico, ma rispetto alle meteore bionde – eccezion fatta per Ava, ovviamente – che hanno incrociato soprattutto le strade di Raylan, Mara è decisamente un altro paio di maniche.

Justified - 5x03 Good IntentionsLa contea di Harlan si è vista comparire all’orizzonte anche un altro importante personaggio: Darryl Crowe, cugino (e questo grado di parentela non è mai un buon presagio) del caro Dewey, che continua ad assistere allo sgretolamento progressivo della sua oasi di pace. La famiglia, intesa in tutte le sue versioni, è sempre stata il cardine fondamentale della serie: declinata in qualsiasi variante, dal matriarcato al rinnegamento dei propri natali al tradimento per avidità, è il nucleo privilegiato che dipinge al meglio le caratteristiche sia del luogo che dei vari personaggi. Famiglia e radici territoriali non sono mai stati termini tanto sinonimici e indistricabilmente legati come in questa serie, che ne ha fatto non solo un personale ed affascinante modo di narrare uno spaccato di realtà locale, ma una vera e propria cifra stilistica. Le “buone intenzioni” del titolo si connettono, inoltre, molto fortemente al mondo familiare descritto e rimandano alla doppia accezione con cui si possono leggere queste parole: da un lato, con un senso di sincerità disinteressata; dall’altro lato, e con più attinenza alla puntata, in un modo più crudele ma anche più realisticamente ironico. Buone intenzioni, infatti, potrebbero essere quelle di Darryl, ad esempio, nel far aprire gli occhi al cugino Dewey sui soldi che Boyd continua a rubargli, prendendoli dai non così esigui incassi del bordello. Ovviamente il secondo fine, cioè il proprio tornaconto personale, suona decisamente come la motivazione più vicina alla verità.

Justified - 5x03 Good Intentions

Altre buone intenzioni potrebbero essere anche quelle che invogliano Alison a fare al meglio il suo lavoro, forse fino a spingerla nello sporcarsi illegalmente le mani pur di salvare la vita ad un bambino – togliendolo così dalle grinfie di un genitore poco raccomandabile. Cosa nasconda esattamente la nuova bionda di Raylan è ancora troppo presto per dirlo, ma che sia una criminale – quindi invischiata nella situazione “cassaforte” – o che sia la migliore delle assistenti sociali (magari sotto ricatto), si apre ufficialmente un’altra storyline, per il momento ancora avvolta nel mistero. Ma a lei, anche se in absentia, dobbiamo una delle migliori scene d’azione della puntata e, per intuizione di Rachel, l’involontario innesco a reazione che arriva a legare il sig. Charles Monroe – altra interessante, e speriamo duratura, new-entry – a Wynn Duffy, fatti alla fine convergere soprattutto per totale azzardo di Raylan. Chi è che parlava di troppo testosterone in questa serie? Forse qualcuno ha colto l’antifona, perché questa stagione sembra partita con il piede femminile giusto.

A chiudere la puntata e a farci apprezzare ancora di più questo terzo episodio, torna a farci visita, per il momento solo virtualmente, un’altra vecchia conoscenza della zona: il cugino più conosciuto di Harlan, il buon Johnny – preceduto da una prima apparizione di Candy e poi da una sua seconda, questa volta direttamente da un baule.

Good Intentions, quindi, è un altro ottimo episodio, maggiormente teso a far procedere la storia ma ancora sostanzialmente di preparazione. E se c’è una cosa che abbiamo imparato è che qui ogni minimo dettaglio non andrà mai perso – anche quando sembra assolutamente irrilevante. Sarà perché questa serie è fatta (non solo scritta) troppo bene che continua ad essere ignorata dalla critica? Non ci interessa. Con o senza difetti, Justified continua a confermarsi una serie da non perdere.

Voto episodio: 8

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

3 Risposte

  1. Aragorn86 scrive:

    Ottima recensione! Sono d’accordo, anche l’anno scorso Justified iniziò con una serie di storyline che fungevano da lunga preparazione, per poi sfornare nella seconda metà un capolavoro dietro l’altro. E poi, se tutti gli episodi di preparazione fossero così… ci si potrebbe fare anche un’intera stagione di preparazione!
    Le new entry femminili mi piacciono entrambe. Chi per un verso, chi per un altro, sono degli ottimi personaggi, per cui brava Winona, stai bene dove stai in collegamento su skype, puoi rimanere lì! :-) Spero solo che col passare della stagione facciano vedere di più Ava: è vero che Joelle Carter è sempre bravissima, ma la vediamo troppo poco e sempre nello stesso contesto. Spero non ci rimanga fino a fine stagione.

    P.s.: Ogni volta che si nomina Mags Bennett mi viene un’infinita nostalgia!

     
    • Sara scrive:

      Mags Bennett è tipo una delle cose più belle che siano mai capitate in questa serie! un personaggio è indimenticabile! e dire che di pezzi da novanta ne sono passati tanti.
      Ava stessa è un personaggio fantastico e sono stra-convinta che non la sprecheranno in quella minuscola stanzetta per tutta la stagione (anche se l’avvocato con le cuffie è un’altra roba imperdibile!). justified è una garanzia, e questo si sa! ma la cosa che trovo assolutamente mirabile (e che mi spinge ad azzardare un paragone con Breaking bad) è che invece di adagiarsi sugli allori, continuino a sfornare episodi come questo che sono solo, appunto, di preparazione. Saremo alla quinta stagione ma non c’è il minimo segno di stanchezza che inizi a trapelare. Vabè, potrei farci un panegirico su sta serie, ma direi che mi trattengo in attesa delle prossime puntate :)

       

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