Girls – 3×07 Beach House

Girls – 3x07 Beach HouseDa New York a North Fork, Girls fa una breve pausa dalla caotica atmosfera cittadina isolando le nostre protagoniste all’interno di un claustrofobico ambiente balneare. Allo sconfinato orizzonte marittimo fa da contrappunto la chiusura mentale e sociale di tutti gli attanti che si scontrano in questo grottesco siparietto. 

Un weekend carico di nera ironia, in cui alla mancanza della componente maschile non può che corrispondere un livello di nevrosi e isteria al di là dei minimi garantiti. Ad una Jessa pienamente inserita in un personale contesto evolutivo – che inevitabilmente finisce per isolarla – si contrappongono una insofferente Shoshanna, una Marnie vittima di una perfezione imperfetta, ed una Hannah che, ancorata nell’ostentazione della sua importante fisicità, cavalca l’onda delle critiche con un’esuberante sicurezza – Okay, well, people have been calling me a narcissist since I was three, so it doesn’t really upset me, you’ve gotta choose something more creative. Il narcisismo di Hannah è uno dei punti focali della serie: al di là del puntuale disappunto che potrebbe generare, è la sorgente da cui scaturisce l’immenso potenziale di verità che fa di questo show qualcosa di completamente diverso da ogni prodotto al femminile con cui siamo stati abituati a confrontarci sinora. Indipendentemente dal legame spesso cercato, sviscerato e sempre sotteso, tra Hannah Horvath e Lena Dunham, la costruzione della protagonista, e in misura minore anche dei comprimari, fuoriesce da una lineare realizzazione drammaturgica, grondando di illogicità, stranezze e impeti improvvisi tanto inspiegabili quanto inspiegabile è la vita con cui ci scontriamo ogni giorno; ed è proprio per questo che a volte il fastidio prende il sopravvento: Hannah e le altre Girls ci offrono, spesso, un ritratto che somiglia a quello che noi stessi cerchiamo di non vedere attraverso lo specchio.

If things can’t be perfect, maybe they could be as close to perfect as possible.

Girls – 3x07 Beach HouseIl viaggio di Marnie all’interno di quel viale dei ricordi – di cui Hannah è la co-protagonista – è ricercato come l’unico modo per poter “guarire” dall’angoscia profonda acuita dalla dipartita di Charlie. La precisione con cui Marnie si appresta a preparare lo svolgersi degli eventi è così maniacale da sembrare il preludio a un rito di magia. Il risultato sotteso e sperato non è poi così lontano dal concetto di creazione artificiale: se le cose si muovono nello spazio secondo dinamiche da “old times”, forse tornerà anche quel tempo in cui lo stare insieme era sempre garanzia di divertimento – «I’m so excited. It’s like old times». In questo bisogno di coinvolgere tutte quante in un atto di estrema condivisione con cui “ripartire”, giungendo alla consapevolezza dei propri sogni, c’è tanto angoscioso egoismo e una triste mancanza di empatia. L’inserimento del gruppo degli artisti gay, oltre che acuire l’artificialità dei propositi di Marnie, non fa che marcare profondamente il solco che divide le quattro ragazze: da qui alla baraonda d’insulti il passo è breve e, per quanto volino cattiverie di sfacciata gratuità, il loro peso scuote più di un macigno sullo stomaco. Quando Hannah nomina Adam e fa notare quanto il ragazzo le manchi, ci si rende conto che ognuna di loro non riesce più a funzionare, dentro e fuori dal gruppo, in quanto entità indipendente da una coppia, ipotetica o reale che sia.

Happiness is about appreciating what you have.

Girls – 3x07 Beach HouseIl richiamo a quell’onestà che Marnie avrebbe voluto tirare in ballo durante la cena fa sciogliere le briglie di una Shoshanna che, mai come in questo frangente, si configura come l’unico personaggio che mantiene una visione delle cose ancorata alla realtà. Il suo sbarellare da una cattiveria all’altra, le pesanti e liberatorie verità che fuoriescono da ogni singola osservazione sembrano amplificare una sola certezza: in mezzo a tutte quelle urla, in ogni singola risata, c’è solo tanta amara solitudine. Ci sono momenti che non torneranno più, nonostante si cerchi di ricrearli attraverso gli accorgimenti più minuziosi: guardare alla vita con uno specchio retrovisore può solo farti venire il torcicollo. Quei tempi andati, in cui “capirsi” era più facile e la misura dell’amicizia era il “divertimento” che da essa scaturiva, rimangono cristallizzati in un passato che non ritorna grazie allo scrosciare di una piscina in una lussuosa casa al mare. Nel tempo che le ragazze si trovano a vivere oggi, le porte del divertimento sono sbarrate da un cumulo di problemi che non solo si sommano uno sull’altro, ma acquistano anche una valenza diversa, un’importanza con cui scontrarsi è sempre duro.

Girls – 3x07 Beach HouseLe Girls, complicato harem di caratteri dispersi, ricche di un viscerale bisogno di primeggiare all’interno di una vita di cui non riescono ad afferrare i contorni, non riescono a definirsi all’interno dell’usuale rappresentazione del rapporto di amicizia alla Sex And The City, che tutto lenisce e tutto risolve. Girls si è subito presentato come l’antitesi del prodotto di Darren Star, in cui neanche la centralità del paesaggio newyorkese riesce a creare un legame. Al di là dell’antitetica concezione di base, sia narrativa che espositiva, su cui si poggiano i due show di casa HBO, ciò che li separa davvero – ad un livello analitico alquanto semplificato – è il tempo storico a cui si riferiscono: qui c’è nell’aria un’insicurezza di fondo in ogni settore della vita, soprattutto in quella economica, che, limitando ogni libera possibilità di frivolo sfogo, tiene le nostre ragazze focalizzate all’interno del problema con un’ansia del tutto nuova, inclassificabile al di fuori del tempo che l’ha creata; quella stessa ansia con cui, chi più chi meno, siamo portati a scontrarci ogni giorno. L’unico momento di vera armonia avviene in un contesto avulso da pensieri e parole: la liberatoria affezione verso i passi della coreografia di “You’re breaking my heart” diviene metafora di un viscerale desiderio di poter avere un percorso da seguire di cui non solo si conosce l’inizio e la fine, ma anche, e soprattutto, si conoscono tutte le mosse da compiere.

Mettendo in stand by l’evoluzione delle varie storyline che compongono il variegato affresco di questa riuscita ed organica stagione, Beach House ci dà un eloquente squarcio su tutto ciò che, al di là della superficie, scuote gli animi incerti delle nostre protagoniste che, mentre speriamo di non incontrare mai, finiamo per ritrovare amaramente in noi stessi.

Voto: 7/8

 

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