Resurrection – 1×01 The Returned

Resurrection - 1x01 The ReturnedAl di là del giudizio che si potrà dare su questa serie, a partire dal pilot o analizzando tutti i primi otto episodi di questa stagione, il punto da cui non bisogna partire è l’idea che Resurrection sia la versione a stelle e strisce del francese Les Revenants, perché non si tratta di questo. 

Certo, la coincidenza tematica è notevole: alla base di entrambe le serie c’è l’argomento dei “ritornati”, persone decedute che a distanza di anni ricompaiono nelle loro terre e che, a differenza di qualunque morto vivente da film horror, tornano naturalmente alle loro vite come se nulla fosse davvero accaduto. Un’autentica resurrezione, dunque, così come indica il titolo di questa nuova serie di casa ABC ideata da Aaron Zelman (Law & Order, Criminal Minds, Damages, The Killing), che però non segue la stessa strada percorsa dal suo fratello maggiore francese.
Come Zelman ha tenuto più volte a specificare, la serie prende interamente ispirazione da The Returned di Jason Mott, romanzo del 2013 che è stato preceduto da tre brevi prequel prima di essere scelto dalla casa di produzione di Brad Pitt, la Plan B, come nuova serie del 2014.

My son died 32 years ago.

Resurrection - 1x01 The ReturnedCon questo pilot si entra quasi subito nel tema, senza lasciare troppo alle domande o al caso: Jacob, otto anni, si sveglia in una campagna cinese e viene subito portato in America, dove l’agente Bellamy dell’immigrazione (Omar Epps, il noto Foreman di House M.D.) decide di prendersi cura del caso riportando il ragazzino nella casa da cui dice di venire.
Si percepisce una certa fretta nell’introdurre l’argomento, e questo non è del tutto sbagliato se l’intento della serie è anche e soprattutto quello di analizzare amici e parenti in questa nuova forma di elaborazione del lutto interrotta.
La reazione dei genitori, ormai in età da nonni, è piuttosto stereotipata e prevedibile: lo shock colpisce ovviamente entrambi, ma laddove la madre Lucille accetta praticamente da subito la possibilità che quello sia suo figlio – It’s a miracle! –, il padre Harold appare più titubante, seguendo un cliché piuttosto scontato che vuole la figura materna sempre più emotivamente coinvolta e quella paterna più legata allo scetticismo. Ciononostante, l’interpretazione di Frances Fisher e Kurtwood Smith è così buona da far chiudere un occhio davanti ad una divisione così scontata – ma non per tutto: a che pro introdurre una scena ambientata nel cimitero davanti alla tomba di famiglia senza che a nessuno venga in mente la più che legittima domanda “Se questo e Jacob, chi o cosa c’è nella sua tomba”?

Then I saw the man.

La ricomparsa del bambino – che impara sorprendentemente a giocare con un cellulare in meno di trenta secondi – si fonde tuttavia con la vicenda che ha portato alla sua “morte”, ed è qui che il pilot di fa molto più intrigante: la storia nota da più di trent’anni, secondo la quale Jacob sarebbe morto scivolando nel fiume e così anche la zia Barbara nel tentativo di salvarlo, viene completamente scardinata, introducendo la presenza di qualcun altro e di una dinamica che lascia supporre ben altri sviluppi della storia.
Resurrection - 1x01 The ReturnedC’è una generale incredulità davanti alla presenza di Jacob, eppure né troppa né troppo poca per far prendere alla puntata una vera posizione: tolta la questione dei genitori, l’unica vera reazione indagata è quella del migliore amico di Jacob, ormai adulto e diventato uomo di chiesa, che si interroga sulla natura della situazione in termini di fede, di miracolo e di accettazione del mistero. Può sembrare paradossale, ma quella che poteva essere la reazione più scontata risulta invece quella affrontata nel modo migliore, mentre altre persone che gravitano intorno alla vita di Jacob – lo zio Fred e la figlia avuta proprio con la zia Barbara, Maggie – sembrano sempre apparire con il freno a mano tirato, come dei continui “vorrei ma non posso” che non fanno davvero capire fino in fondo quale sia la reazione davanti ad un evento così incredibile.

Resurrection - 1x01 The ReturnedProbabilmente sarà necessaria almeno un’altra puntata per capire quale direzione la serie voglia prendere. È curioso notare come la nuova tendenza sia quella di affrontare il concetto di morte in un’ottica meno orrorifica e più psicologica, meno spaventosa e più attenta alle reazioni – e relazioni – umane. Con questa “The Returned”, Resurrection ci riesce solo in parte, anche se a fronte del finale è plausibile pensare che avremo più possibilità di analizzare l’argomento in futuro.
Non è sicuramente facile mettere in scena reazioni con le quali è impossibile identificarsi, ma questo non vuol dire che non ci si possa provare: questo pilot ha dalla sua una scrittura che non abbassa praticamente mai il livello dell’interesse, e che anzi ci lascia con un gran numero di domande anche nelle più piccole cose – perché Jacob ha le convulsioni? – , non perdendo l’occasione di strizzare l’occhio alla tradizione dei morti viventi (la scena dello stetoscopio serve proprio a spiegare in brevissimo tempo che cosa questa serie non è).
Difetti ce ne sono e dopo Les Revenants non si può certo giocare sull’effetto sorpresa: ma vista l’ispirazione diversa, ci si augura che questa nuova serie sappia trovare la sua strada nei primi otto episodi confermati.

Voto: 7-

Note:
– Il pilot ha totalizzato 13,3 milioni di spettatori con un rating di 3,6 (adulti 18-49), facendo guadagnare a casa ABC il miglior debutto in mid-season da due anni a questa parte.

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

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