Hannibal – 2×07 Yakimono

Hannibal - 2x07 YakimonoLa contorta sinfonia che fa da sfondo al lugubre agire di Hannibal si inarca, nuovamente, in un’ inaspettata variazione armonica. La rarefatta atmosfera in cui si svolge l’azione ci spinge verso terre inesplorate: entriamo chiudendo gli occhi, ma la luce che pulsa dall’anima del male è troppo forte per non richiamare, anche noi, al suo cospetto.

L’impennata degli ultimi episodi di questa seconda stagione ha cambiato il colore della storia, rinnovando gli stilemi diegetici dello show attraverso una velocità narrativa che riesce ad amplificare la già disturbante percezione degli eventi. Con l’uscita di scena di Chilton, Fuller sancisce, nuovamente, l’indipendenza della sua storia dal filone letterario e cinematografico che la precede, senza per questo smettere di usare a suo vantaggio il sottotesto mitico di una materia narrativa di cui i più conoscono già l’epilogo. Sommergendoci con i vari punti di vista, la visione si articola secondo linee spezzate, dotate ognuna di una straniante univocità: solo la certezza della colpevolezza (e cattura) di Hannibal riesce a reindirizzarci verso un’unica ed unitaria prospettiva.

Hannibal - 2x07 YakimonoUn personaggio dal fascino multiforme come Hannibal Lecter permette un’infinita articolazione rappresentativa; qui ne viene enfatizzato il lato diabolico, ma nel senso più iconico del termine. Mads Mikkelsen ha dichiarato più volte di non voler ispirarsi né a Brian Cox (Hannibal in Manhunter), né tantomeno al superbo Anthony Hopkins, ma di voler rifarsi a Satana. Cogliendo la suggestiva metafora a cui ci rimanda questa affermazione, ed estremizzando il luogo comune dell’immaginario collettivo – secondo cui Lucifero è quell’angelo caduto di cui conosciamo la storia solo a partire dalla sua espulsione dal Paradiso – viene da chiedersi: com’era il diavolo prima di “cadere”, com’era la sua vita da “angelo”?

Il Lecter di Fuller è come se legasse la sua mefistofelica rappresentazione a tutte le caratteristiche dell’angelo prima e durante la sua caduta. Siamo a conoscenza dei suoi più efferati misfatti, ma non lo vediamo, quasi mai, compierli: l’efficacia di questa rappresentazione sta nello slittamento della quaestio dal cosa al perché accade, con la suggestiva conseguenza di un’ambigua affezione.

Catch a fish once and it gets away, it’s a lot harder to catch a second time.

Hannibal - 2x07 YakimonoIl rinvenimento di Miriam Lass, con cui si chiudeva lo scorso episodio, aveva aperto un grosso punto interrogativo sul coinvolgimento di Hannibal nel suo ritrovamento. Ripensando lucidamente all’accaduto, però, lo stesso fatto che Miriam sia “viva”, dopo due anni di prigionia presso lo squartatore, tradisce una progettualità d’intenti abbastanza eloquente. Erroneamente l’agente dell’FBI crede di esser stata lasciata come dessert; invece, come nota acutamente Will – The Ripper didn’t bring Miriam here to kill her. He brought her here for you to find –, il suo ritrovamento è parte di un piano superiore che porta alla deviazione dell’indagine da Lecter. La lucida analisi di Beverly, l’atteggiamento ambiguo di Jack, le stesse illazioni di Chilton hanno amplificato l’aura di sospetto che le accuse di Will facevano aleggiare su Hannibal: un vero stratega ha sempre un asso nella manica da tirare fuori al momento giusto e Hannibal aveva già pronta e confezionata la maschera da Chesapeake Ripper da cucire addosso al dottor Chilton.
Il parallelo Will/MiriamYou and I are part of his design –, per quanto esaustivo e suggestivo, a mio parere non basta a giustificare la riuscita di quest’ultimo colpo da maestro che sembra “troppo perfetto” per essere vero. L’attività manipolatoria che Lecter ha attuato su Will durante la scorsa stagione, già di per sé abbastanza eloquente, ci è stata minuziosamente mostrata durante gli episodi d’esordio di questa nuova annata, aprendo un varco espositivo all’interno del quale la capacità coercitiva di Hannibal ci era già apparsa insormontabile. Il lavoro svolto su Miriam, però, ne innalza ancora di più il livello d’azione, rendendo necessario un ulteriore approfondimento esplicativo: sarà proprio l’analisi del metodo usato da Hannibal su Miriam a creare una prova tangibile della sua colpevolezza? Perché non basterà più analizzare il cibo con cui il dottore delizia i suoi commensali: come abbiamo visto durante lo scorso episodio, dopo il faccia a faccia con Beverly, Lecter tende a “consumare” in privato – o con ospiti d’eccezione come Gideon – i  frutti della sua singolare caccia (ne farà parte anche l’infatuata Alana Bloom?).

« Why did Hannibal not just kill you?»
« Because he wants to be my friend»

Hannibal - 2x07 YakimonoIl cambiamento di Will, ovvero la sua spiccata lucidità d’intenti, è uno dei punti cardine del ribaltamento narrativo dello show. L’unico punto debole finora mostrato dall’imbattibile demiurgo è rappresentato da una perversa inclinazione alla curiosità: il solo ad aver capito fino in fondo le potenzialità di quest’invisibile falla è il redivivo Will Graham. Il desiderio d’amicizia, che spingeva Hannibal verso Will, si nutriva della volontà di portare alla luce quella vera natura che lo psichiatra crede sia sopita nel professore: un inconscio istinto omicida. Non a caso, quando Will si presenta a casa di Hannibal con una pistola in mano, viene ripresa la loro ultima conversazione in “cucina” (la cucina di Abigail dello scorso season finale) in cui Lecter gli chiedeva se “ucciderlo” l’avrebbe fatto stare meglio. Graham giustifica le sue azioni attraverso le parole con cui lo stesso Hannibal descriveva il suo ambiguo comportamento – You wanted me to embrace my nature, Doctor. I’m just following the urges I kept down for so long –, inquadrando il tentativo omicida in un’ispirazione da seguire.
L’allievo rischia di superare il maestro: Will sta assecondando la voglia di Hannibal di trovare un parallelismo tra le loro fulgide intelligenze, e mostrare i millantati istinti che il dottore gli attribuisce è il modo migliore per ricucire un legame altrimenti perduto. Il prof. Graham ha finalmente compreso che il nemico può essere battuto solo dall’interno della sua stessa fortezza e quella pistola lasciata scoccare a vuoto verso la tempia di Lecter è il suo cavallo di TroiaI have to deal with you. And my feelings about you. I think it’s best if I do that directly.

Con Yakimono  le carte in tavola cambiano nuovamente: Will è libero, il Chesapeake Ripper ha un nuovo e disturbante volto e la strategia d’attacco vira attraverso forme di indagine più velate e suggestive. In definitiva, un altro buon episodio a conferma dell’enorme potenzialità di questo show che, discretamente, nonostante qualche lieve sbavatura (e, purtroppo, ascolti non ancora eccelsi), fa i suoi piccoli passi verso un grande traguardo.

Voto: 8

 

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