Gomorra La Serie – 1×01/02

Gomorra La Serie - 1x01/02Dopo numerosissime polemiche e critiche, lo scorso 6 Maggio è arrivata finalmente su SKY la nuova serie autoprodotta in collaborazione con Fandango e Cattleya. Di certo ci troviamo davanti al miglior prodotto televisivo italiano degli ultimi anni, in grado di rivaleggiare senza problemi con alcuni dei grandi capolavori televisivi americani e britannici.

Ispirata al romanzo “Gomorra” di Roberto Saviano (che ha anche collaborato attivamente nella costruzione di questi episodi), “Gomorra la Serie” è figlia di Stefano Sollima, regista già creatore di quell’altra perla televisiva che SKY mandò in onda nel 2008, ossia Romanzo Criminale – La Serie, e le cui influenze sono estremamente evidenti in questo nuovo prodotto. Anche qui Sollima prende un romanzo da cui era stato tratto un film e decide di dare vita e respiro ad una narrazione più ampia – prerogativa della serialità.

Ciò che ci troviamo davanti è, senza mezzi termini, un ottimo candidato a diventare un capolavoro televisivo. Con una violenza fatta di immagini e parole, Sollima narra la storia di un clan camorristico – i Savastano – con lo sguardo acritico di un osservatore il cui unico compito non è quello di tratteggiare il marcio di un territorio (con tutte le polemiche annesse), ma di far trasparire, dietro quelle pistole e quel sangue, l’anima dei personaggi di cui si trova a narrare.

Gomorra La Serie - 1x01/02Si tratta di uno sguardo impietoso che, con scarse velleità sensazionalistiche (ma con una spiccatissima natura artistica), rende evidente sin dal primo momento che non ci troviamo davanti ad una ricostruzione giornalistica né ad una docu-fiction, ma che guardiamo una realizzazione artistica a tutti gli effetti e, come tale, meritevole della giusta dose di indulgenza (non tutte le sezioni degli episodi sono ugualmente coesi, per dire). Ecco perché, a fronte di quel napoletano chiuso e incomprensibile che caratterizzava il film di Matteo Garrone, alcune forme vengono italianizzate (ma comunque necessarie di sottotitoli per i non campani), senza tuttavia fare in modo che ci si possa distaccare dalla cruda realtà – nulla a che vedere, insomma, con quell’italiano pulito e prosodicamente corretto che caratterizza tanta nostra fiction.

Nel vespaio di parole che si sono preventivamente sprecate su questa serie, ciò che si è dimenticato è proprio il vero punto di forza di questo prodotto: i personaggi. Sebbene si tratti di personalità con le quali è difficile entrare in empatia o in sincera ammirazione (ben diverso dalle soluzioni proposte dal Padrino, qui nessuno può davvero invidiare le condizioni di vita finanche del boss), ciò che si mostra con insistenza è una spiccata umanità; messi di fronte al fallimento, alla morte e alla solitudine, i personaggi boccheggiano come schegge impazzite, terrorizzate e senza una vera linfa.

Gomorra La Serie - 1x01/02Il ruolo di protagonista è interamente affidato ad uno straordinario Marco d’Amore che, immerso in una fotografia sporca, in colori sempre cupi ed ambientazioni tutt’altro che idilliache, riesce a trasmettere tutto il senso di rivalsa che il giovane e impetuoso Ciro prova all’interno. Siamo di fronte ad un’ottima prova attoriale che non mette in ombra, però, le altre straordinarie interpretazioni, a partire da Fortunato Cerlino, il boss Pietro Savastano, e sua moglie Imma (Maria Pia Calzone); in una distorsione tutta italiana i due rappresentano i Francis e Claire Underwood della camorra, la coppia unita nella manipolazione e distruzione dell’avversario con qualsiasi mezzo necessario.

Si rimane incantati a contemplare l’abilità di scrittura degli autori nel tratteggiare dei personaggi sconfitti e rabbiosi, che vivono in una realtà tutta loro, fatta di offese e di rispetto, di territori e di affari. Una vita distopica in cui le forze dell’ordine sono solo degli ostacoli, ma in cui i veri nemici sono altri pari, con cui condividono la mentalità e lo stile di vita.

Gomorra La Serie - 1x01/02La bellezza di Gomorra, però, è anche legata a doppio filo  ad una fotografia straordinaria, sapiente opera di Pietro Carnera (che ritorna con Sollima dopo “Romanzo Criminale”) e ad una narrazione che non si vergogna di mostrare sangue e momenti di dubbio gusto. È un affresco moderno e realistico ed è proprio la totale mancanza di filtri a colpire allo stomaco e a farsi amare.

In merito alle perplessità che si sono preventivamente scatenate su questa serie, soprattutto da parte di chi lotta quotidianamente per il recupero e la bonifica dei posti narrati nella serie, non ritengo – come altri hanno fatto – si tratti solo di richieste pretestuose. Da napoletano sono più che a conoscenza della pericolosità del modo con cui si racconta di un territorio e di una popolazione estremamente sensibile all’argomento; quello che gli autori fanno, però, non è parlare di un problema e affrontarlo, ma è parlare di personaggi che vivono e sono cresciuti in un determinato ambiente. Le polemiche – queste sì pretestuose – sulla cattiva immagine che se ne darebbe di Napoli e dintorni è ridicola e, come ha detto lo stesso Saviano, “omertosa”.

Gomorra La Serie - 1x01/02Siamo davanti ad un’altra mosca bianca della serialità televisiva italiana, schifosamente rara in un panorama fatto di preti e poliziotti, storie banali e buoni sentimenti spacciati per originalità e capacità. Sky Italia ha avuto il coraggio – e Rai Tre addirittura manderà questi episodi in chiaro – di affidarsi a professionisti che hanno dato vita ad una serie con la quale, a giudicare da questi due episodi d’esordio, stanno scrivendo la rinascita della serialità italiana. Qualcun altro avrà il coraggio di accettare la sfida o siamo destinati al peccato e la vergogna?

Voto: 8 ½ 

P.S. All’ottima qualità si accompagna, in questo caso, anche l’ottimo risultato di ascolti televisivi: più di 650.000 spettatori hanno assistito ai primi due episodi, doppiando così Romanzo Criminale – La Serie (Sollima supera Sollima, in buona sostanza).

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

9 Risposte

  1. Sara scrive:

    Bella analisi, resa non facile pensando soprattutto che si tratta di un prodotto italiano e che si carica di tante e tante polemiche. Quello che spesso si dimentica a proposito sia di Gomorra libro, che film, che serie (ora) è che pur parlando della realtà e volendolo fare con tutte le conseguenze del caso, questi prodotti nascono con l’uso della finzione, del mescolamento tra il fatto reale e la sua rielaborazione per far nascere una terza cosa. La realtà viene manipolata per raccontare qualcosa che vada al di là della mera informazione, che sia qualcosa di più e che non muoia una volta sgonfiata la sua carica eversiva e scandalosa. Se in USA possono raccontare di spie del KGB per far emergere anche le brutture americane del periodo Reagan, perché in Italia non si può raccontare di una piaga così presente e sottile come la camorra? Speriamo davvero che inizi un nuovo periodo per la serialità italiana e che” fiction” si sganci dai connotati negativi di cui si è caricata in tutti questi anni.

     
    • Pietro Franchi scrive:

      Concordo al 100%: purtroppo l’Italia è un paese che queste cose – a prescindere dalla qualità – non le sopporta, non riuscendo ad accettare la natura di una finzione telefilmica (che si basa, comunque, su elementi reali, che la gente lo accetti o no); sarà perché non abbiamo mai avuto una produzione seriale di qualità nel nostro paese (eccezion fatta per i prodotti di Sollima, appunto, e forse poco altro), ma credo che questo Gomorra sarà molto più apprezzato all’estero che qui da noi. Un vero peccato, perché, giudicando da questi primi due episodi, è una serie che merita!

      Un piccolo appunto sull’arretratezza italiana a proposito della cultura delle serie tv: come dici tu, “fiction” è un termine pieno di connotati negativi, e non faccio che riscontrare questo parere ovunque, ma non solo! Infatti, gran parte delle persone con cui parlo di solito vedono i telefilm di tutto il mondo come prodotti di basso livello, di sicuro non al livello del cinema ma neanche capaci di trasmettere alcunché (si basano, insomma, su roba alla Beautiful o comedy come Tutto in Famiglia). All’estero (o, perlomeno, in gran parte dei Paesi esteri) questo pregiudizio è già stato abbandonato da anni, mentre noi, come spesso succede, siamo in grandissimo ritardo (colpa anche della programmazione italiana, ovviamente). Un vero peccato.

       
  2. Son of the Bishop scrive:

    Sinceramente a me non è piaciuta, come tutti i prodotti di Sollima mi ha annoiato moltissimo.
    Forse è proprio lui che non mi piace davvero non saprei.
    Inoltre sempre le solite storie.
    Non uccidetemi ma sebbene le storie dei personaggi siano molto deboli l’ unica serie sulla mafia che trovo veramente valida è Squadra antimafia l’ unica che ha portato avanti un progetto unitario per 4 stagioni senza avere serie conclusive, provando a creare archi narrativi più all’ americana in particolare nella 4 con episodi che collegano di tutto e di più.
    Anche lì ci sono due personaggi inoltre degni di nota.
    Comunque sia la serie non mi è piaciuta, sebbene il trailer mi avesse affascinato, come al solito peccato, ma Sollima non lo reggo proprio e questa è l’ ennesima conferma

     
  3. Firpo scrive:

    Concordo in pieno con la recensione. Dopo un’iniziale scetticismo sono stata compelatmente rapita da questi due episodi. Ha la carte in mano per superare Romanzo Criminale, che rimane l’unica mosca bainca del genere in Italia.Vediamo se risucirà a farlo.

     
  4. Firpo scrive:

    riuscirà…

     
  5. SerialFiller scrive:

    Totalmente rapito da queste 2 puntate eccezionali.
    Un difettuccio?
    Molti accadimenti mi sono sembrati un po telefonati e prevedibili.
    L’incidente in moto, la talpa sbagliata, l’inadeguatezza di Genny. Cose che avevo previsto ampiamente e che hanno ridotto l stupore nella messa in scena.
    Bazzecole comnque,

     
  6. DRAPERIST scrive:

    A me è abbastanza piaciuta,anche se,come fa notare Serial Filler ha i suoi bei difetti!
    Il “reale”e l’introspezione dei personaggi non deve per forza sfociare nel melo-drammatico,ma entrare nella quotidianità del singolo e nei suoi stati d’animo vuol dire anche prendere i piccolissimi dettagli di ogni giorno.
    Poi,prevedibilità e stereotipi a parte,avrei preferito altri punti di vista:
    la polizia,la politica,la gente comune,ecc..tutto in una grande ed intricata rete…un prodotto in stile “The Wire” per intenderci…ma forse sto chiedendo troppo!
    Comunque sia,BEN VENGA e speriamo nel futuro!

     
  7. Attilio Palmieri scrive:

    DRAPERIST, “un prodotto in stile The Wire” è come dire mi piacerebbe che facessero film in stile 2001: Odissea nello spazio o un romanzo in stile La ricerca del tempo perduto. Queste sono eccellenze non replicabili. Ciononostante Gomorra è un grande prodotto che prende come modello narrativo serie di alto livello (tra cui anche The Wire, The Sopranos, OZ) per investire sull’originalità della materia prima partenopea.

     
  8. DRAPERIST scrive:

    Certo Attilio,lungi da me chiedere una cosa del genere!
    Ma ho usato appunto la parola “stile” riferendomi ad una presa a modello
    di tali capolavori per marcare appunto l’unicità di Napoli,ripresa da più punti di vista.
    Visto che Napoli di spunti ne offre davvero tanti,è un peccato secondo me,mostrarci (per adesso) la storia di due protagonisti anzi chè un prodotto corale.
    Detto ciò,è un grande prodotto…sopratutto considerando il libro,
    che secondo il mio modesto parere è scritto male e sopravvalutato.
    Comunque,è ancora tutto da vedere!

     

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