Penny Dreadful – 1×01 Night Work

Penny Dreadful - 1x01 Night WorkLa nuova serie di casa Showtime prende il titolo dai cosiddetti penny dreadful, piccoli libricini a basso costo (un penny, per l’appunto), popolari nel XIX secolo e destinati al grande pubblico; le storie erano dei semplici esercizi di intrattenimento caratterizzati da narrazioni brevi, per lo più horror e di facile presa sul lettore.

E, in un certo senso, è anche quanto cerca di fare la serie Penny Dreadful: pescare dall’immaginario comune, legato alla narrativa gotica tardo ottocentesca, nel tentativo di rendere “reali” dei personaggi di fantasia.

Penny Dreadful - 1x01 Night WorkLondra, 1891. Lo scenario si apre sulla Londra di fine Ottocento, periodo di rottura e grandi cambiamenti sia storici che sociali, in cui superstizione e scienza si scambiano di ruolo e spesso confondono anche i loro limiti e domini. Penny Dreadful cerca di tratteggiare esattamente questa condizione di instabilità storica ed umana, provando ad innestare mostri, assassini e credenze popolari proprio in mezzo agli uomini, all’interno della loro vita quotidiana. Il genere gotico, che infatti conosce la sua grande diffusione in questo stesso periodo, materializzava nei suoi esseri sovrumani ed inverosimili le paure e i timori del volgo, le ipocondrie e lo scetticismo verso i progressi della scienza. In questa atmosfera si muovono i nostri protagonisti, un cast che conta nomi di tutto rispetto (e non sono ancora apparsi tutti), a partire dall’affascinante personaggio femminile centrale: Vanessa Ives, interpretata dalla bellissima Eva Green, conosciuta soprattutto per il suo folgorante esordio con Bernardo Bertolucci in The Dreamers.

Penny Dreadful - 1x01 Night WorkÈ seguendo i suoi spostamenti che veniamo traghettati all’interno dell’episodio per conoscere anche gli altri protagonisti: Ethan Chandler (Josh Hartnett), veloce pistolero americano dall’oscuro passato, e Malcom Murrey, famoso esploratore della sua epoca e con una nuova e ben precisa missione da compiere, interpretato da Timothy Dalton – attore che ha dato volto e corpo a James Bond per ben due volte. I tre camminano e ci mostrano una Londra perfettamente ricostruita e descritta, mettendo accanto a luoghi dell’alta borghesia, come il British Museum, le famose fumerie d’oppio. Ci si spinge così anche nei luoghi nascosti del degradato underground cittadino, dove gli stessi borghesi si abbandonano ai piaceri della droga, facendo anche facile perno sui nostri ricordi scolastici circa i poeti maledetti – artisti che hanno fatto (o tentato di fare) della loro stessa vita un’opera d’arte, cioè la stessa cosa che vorrebbe fare la serie: mischiare l’artificio e il naturale per ottenere qualcosa che superi entrambe le dimensioni.

Penny Dreadful - 1x01 Night WorkSebbene ci siano tutte queste premesse, la puntata non convince in pieno: l’esperimento di ibridare l’immaginario collettivo con un mondo che si suppone realistico cade, in molte occasioni, nella banalità e fa diventare il tutto una grande fantasia kitsch. La volontà di costruire un demi-monde, un luogo intermedio dove far convivere vampiri, mostri, assassini (forse mai neanche esistiti) e personaggi romanzeschi, dovrebbe dare spessore al grande tema del superamento della morte; all’idea del possesso di quella scintilla in grado di donare finalmente all’uomo il potere di rendere la morte stessa reversibile, diventando così onnipotente.

Questo nucleo si lega ad un altro dei protagonisti, il più oscuro finora incontrato: Victor Frankestein. Soprattutto le sequenze che vedono protagonisti Victor (Harry Treadaway) e sir Malcom insieme si caricano di un pathos eccessivo, con una sovrabbondanza di grandi parole e intenti che li rendono poco credibili, quasi caricaturali (altro momento significativo in questo senso è proprio la chiusura dell’episodio). Le parti che vedono protagonisti Vanessa e Ethan risultano invece decisamente più piacevoli, sorretti da una recitazione più asciutta e da una scrittura meno enfatica, nonostante i temi rimangano sostanzialmente invariati. Anzi, nel caso di Vanessa, si caricano di un’aura di misticismo orrorifico che poteva facilmente scadere ancora una volta nel pacchiano – tuttavia, complice anche il magnetismo dell’attrice, questo non accade.

Penny Dreadful - 1x01 Night Work

Night Watch ha una struttura molto forte e coesa: lancia diverse carte in tavola ma pochi protagonisti, svelando molto lentamente e spiegando pochissimo cosa accadrà nelle prossime puntate. Queste scelte sembrano in realtà rivelare forse la vera essenza di Penny Dreadful: il tratto di maggior pregio, facilmente osservabile per tutto l’arco dell’episodio, è sicuramente la ricercatezza della fotografia. Le scene si colorano infatti di tinte oscure e cupe, ma queste sfumano e mutano a seconda dei protagonisti e degli ambienti, come a voler immergere coerentemente ciascuno di loro in un quadro con una propria personale tavolozza. L’horror, in fondo, è il genere del “tutto in superficie”: non esistono momenti vuoti o insignificanti, il racconto è un’architettura di azioni ed imprevisti, di continue svolte ed accadimenti; di conseguenza i protagonisti vanno dipinti più che spiegati, devono essere facilmente inquadrabili ed inequivocabilmente caratterizzati, così che il tutto concorra a costruire un mosaico, anzi, un grande affresco visivo.

Penny Dreadful - 1x01 Night WorkDare un giudizio su questo pilot è, a conti fatti, molto difficile: da un lato scenografia, fotografia, atmosfera e coerenza narrativa lavorano insieme per creare un prodotto ben confezionato, sicuramente elegante e piacevole, che decide di non spingere o puntare troppo sul lato splatter. Dall’altro lato, queste stesse motivazioni sembrano far pensare ad una serie che non sa osare, che non sfrutta le potenzialità visive che avrebbe a disposizione per il timore di non cadere nel trash più puro. In questo senso si riflettono i toni della sceneggiatura: emerge la volontà di nobilitare a tutti i costi, perciò forzatamente, i temi che vorrebbe affrontare, affidandosi ai dialoghi tra i personaggi (e rendendoli a tratti poco credibili) più che al lato visionario.

Insomma, Night Watch è un primo episodio che scorre, che scivola liscio fino all’ultimo minuto, ma che non intriga fino in fondo o almeno non totalmente. Forse è prematuro finire qui la visione perché sulla carta c’è tutto; eppure manca, a mio avviso, quella spinta propulsiva che impone al nostro cervello (quella vocina dell’inconscio che i serial addicted proprio non sanno zittire) di vedere a tutti i costi la seconda puntata.

Voto: 6,5

Note

– Curiosità: la serie sembra nascere nel solco dello spionaggio britannico. Oltre a Timothy Dalton, ex James Bond, Sam Mendes, produttore della serie, e John Logan, creatore, hanno già lavorato insieme per Skyfall nel 2012, il 23° capitolo della saga di James Bond, appunto.

 

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

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