Halt and Catch Fire – 1×01 I/O

Halt and Catch Fire – 1x01 I/OA metà di una stagione già ricchissima di novità di grande valore (True Detective e Fargo solo per citarne due), arriva nel silenzio generale una serie destinata a lasciare il segno, almeno stando alle impressioni avute dopo la visione del pilot.

Halt and Catch Fire racconta di una delle rivoluzione più importanti del secolo scorso: la nascita del personal computer. Il titolo, un po’ macchinoso ma suggestivo, si riferisce a un comando grazie al quale il computer termina immediatamente ogni sua attività in corso.

Let’s turn this thing inside out.

Halt and Catch Fire – 1x01 I/OMentre HBO tira fuori una serie antologica capace di travolgere pubblico e critica (True Detective), Showtime rilegge il gothic-horror con ottimi risultati (Penny Dreadful) e FX si appresta a sfornare altri due prodotti originali carichi di aspettative (The Strain e Tyrant), l’AMC rimane il grande assente, tenuto conto anche della ricezione tutt’altro che positiva del recente TURN. L’eredità di Breaking Bad e Mad Men è dura da sostenere e ripetersi è praticamente impossibile. Proprio quando tutti gli sforzi sono concentrati su Better Call Saul (attesissimo spin-off di Breaking Bad incentrato sulla figura di Saul Goodman), arriva Halt and Catch Fire, che si inserisce subito tra le migliori novità della stagione. L’obiettivo è anche quello di inseguire gli spettatori di The Americans, ammaliati dal fascino eighties della serie targata FX; la declinazione proposta dalla AMC consiste nel lavorare su un’altra faccia degli anni Ottanta, tutta incentrata sull’elettronica (dalla musica alle tecnologie artistiche e videoludiche), caratteristica che tenta di allargare anche alle sue estensioni paratestuali. Il pilot della serie infatti è stato presentato per la prima volta al South by Southwest festival, ma soprattutto è stato reso disponibile sulla pagina Tumblr ufficiale dell’emittente, diventando la prima serie TV ad esordire sul social network.

You can be more, you want to be more.

Halt and Catch Fire – 1x01 I/OIl cold open dell’episodio si comporta da manuale offrendo una rapidissima fotografia del personaggio principale della serie. Un armadillo attraversa con la sua innata lentezza una strada urbana, ignaro di qualsiasi forma di pericolo, e improvvisamente all’orizzonte si presenta una macchina di alta cilindrata il cui motore emette un rombo assordante; l’auto prende in pieno il piccolo animale e dall’auto esce Joe McMillan (Lee Pace), che prima di continuare la sua corsa è costretto a rimuovere i resti dell’armadillo dal muso dell’automobile. La prima grande dicotomia della serie è immediatamente presentata: lentezza contro velocità, dove quest’ultima è la chiave con cui si insegue col coltello tra i denti il futuro, anche a costo di sacrificare qualcosa, come sottolineato metaforicamente dalla morte dell’armadillo. Joe è prima di tutto questo, un personaggio di grande talento, affamatissimo di successo senza dubbio, ma anche e soprattutto un perenne insoddisfatto, bramoso di avere una visione e soprattutto di inseguirla fino alla fine del mondo. La voglia di essere ricordato, di raggiungere l’immortalità e la gloria eterna sono le prime avvisaglie di un’integrità caratteriale tutt’altro che certa, di una parco di fragilità personali e di insicurezze decisamente folto – seppur mascherate da un grande carisma – che ci aspettiamo emerga col passare degli episodi.

Build it. Whatever it is you’re dreaming of, build it.

Halt and Catch Fire – 1x01 I/OGordon Clark (Scoot McNairy) è la visione di Joe, il suo completamento ideale, l’altra faccia del genio. Ingegnere informatico di rara acutezza, Gordon ha un passato costellato di delusioni, soprattutto a causa della realizzazione di un computer non compreso dai più perché già troppo avanti rispetto ai tempi. In maniera antitetica a Joe, egli è timido, introverso, riservato, inconsapevole delle proprie potenzialità e in balia di una depressione che lo porta troppo spesso ad alzare il gomito. L’altra decisiva differenza tra i due è che Gordon ha una famiglia, una moglie perfetta – bella, responsabile e comprensiva – con la quale pare abbia lavorato in passato, e due figlie splendide. Immerso in una vita ricca di delusioni e in un lavoro non all’altezza della sua intelligenza, Gordon trova in Joe la forza per liberare la sua ambizione smisurata; scopre quella sfrontatezza che gli manca per rincorrere il suo sogno e al contempo rinascere come marito e come padre.

Hey, computers could be more, they should be.

Halt and Catch Fire – 1x01 I/OA completare il trio di protagonisti c’è Cameron (Mackenzie Davis), probabilmente il personaggio meno originale della serie – stando a quello che si è potuto capire da questo episodio pilota – ma carico di magnetismo grazie all’ottima interpretazione dell’attrice. Siamo pur sempre nella televisione americana, indi per cui il lavoro sugli stereotipi, specie se in funzione sentimentale, non è secondario: Cameron va a coprire un ruolo essenziale in qualsiasi gruppo di lavoro, quello del genio scapestrato che proviene dall’esterno, dalla strada, e in questo caso assume le sembianze di una bellissima ragazza un po’ punk, fissata con l’ingegneria informatica e con i videogiochi. Il suo personaggio, oltre ad incrementare il fascino della serie per il grande pubblico, pone l’attenzione sul rapporto tra i videogiochi e le culture digitali, cercando, seppur in modo abbastanza semplificato, di contraddire quel luogo comune per cui tutti i geek smanettoni, poi divenuti geni del mondo digitale (da Steve Jobs a Bill Gates), siano tutti brutti, occhialuti e sfigati. Cameron a differenza loro è bella, grintosa, ribelle, geniale, ma anche tormentata, anticonformista e insicura. È forse troppo per un unico personaggio, ma saranno solo i prossimi episodi a stabilirlo.

Computers aren’t the thing, they are the thing that gets us to the thing.

Halt and Catch Fire – 1x01 I/ONon c’è dubbio che la storia raccontata da Halt and Catch Fire sia di grande fascino e che i personaggi principali abbiano fin da subito notevoli potenzialità drammatiche; tuttavia la cosa che più sbalordisce di questo episodio pilota è la componente estetica, spesso decisiva per produzioni di questo tipo. Da questo punto di vista il riferimento a Mad Men è inevitabile: la rete tra un anno sarà orfana del suo prodotto originale di maggior importanza e la ricerca di un erede è oggi una necessità. Halt and Catch Fire tenta, al pari di Mad Men, di ricostruire un mondo (quello della Silicon Valley dei primi anni Ottanta), di mettere in piedi un universo finzionale ammobiliato, arredato appositamente per essere spostato, scomposto, utilizzato, manipolato, proprio come succede alla serie creata da Matthew Weiner. In sintonia con la decade che intende riportare in vita, la serie si fa forte di una fotografia di altissima fattura, carica di colori saturi, e soprattutto di una colonna sonora che miscela composizioni originali ad alcune delle più incisive canzoni di quell’epoca. La centralità della musica si fonde con quella dell’elettronica dando vita a dei veri e propri videoclip interni, come accade per la bellissima sequenza realizzata sulle note di “Complicated Game” degli XTC.

Per sintetizzare al massimo, il pilot di Hat and Catch Fire rappresenta una delle più felici sorprese di questa prima parte di stagione, giudizio che speriamo possa essere confermato dagli episodi successivi.

Voto: 8

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

17 Risposte

  1. Pietro Franchi scrive:

    Non so perché, ma ancor prima di aver visto qualsiasi trailer o altro ero sicuro che questo pilot mi avrebbe convinto. Episodio di un magnetismo impressionante, come dici tu la riproduzione dell’epoca è assolutamente impeccabile! Forse qualche stereotipo o cliché di troppo qua e là ma siamo ancora all’inizio, ci può benissimo stare.

     
  2. Francesca Anelli scrive:

    L’ho trovato un po’ stereotipato, ma al contempo ricchissimo di potenziale. Credo che abbia sofferto un po’ della sindrome del pilot, ovvero la fretta di presentare “tutto e subito”(soprattutto in termini di caratterizzazione) per dare allo spettatore un’idea chiara di ciò che si trova davanti. Come Attilio, mi ha molto colpito l’uso della musica, che a tratti quasi strideva con il resto, fin troppo influenzato da certi topoi. Anche la scena iniziale con l’armadillo mi è sembrata fin troppo didascalica, ma ripeto, c’è comunque tanta roba da sviluppare e, superato il pilot, secondo me si andrà sempre a migliorare. Lo spero in particolare per il personaggio di Gordon, che ha sofferto più di quello di Cameron a mio avviso.

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Il personaggio di Gordon Clark ha un potenziale enorme e secondo me, se le cose vanno come spero, ci metterà pochissimo a liberarsi dalla gabbia di “già visto” che lo circonda. In particolare credo che il suo bivio tra famiglia e lavoro abbia ottime basi, soprattutto per come si configura il suo ruolo e la sua presenza all’interno del nucleo familiare e per come invece è considerato e soprattutto si considera sul lavoro. Joe invece ha tutte le carte per essere devastante, già dalla conformazione fisica, con quell’altezza spropositata.
    In ogni caso quello che più mi ha impressionato è sicuramente il lavoro su colori e musica, esaltato dalla sigla, anche in questo caso un’opera d’arte.
    http://www.artofthetitle.com/title/halt-and-catch-fire/

     
    • Francesca Anelli scrive:

      Concordo. Al momento Gordon è una copia sbiadita di Walter White, ma ci sono tanti piccoli indizi che fanno ben sperare in uno sviluppo autonomo e interessante. Intanto, appunto, il diverso rapporto con la moglie – altro personaggio che può dare grandi soddisfazioni, se ben sfruttato.

       
  4. Son of the Bishop scrive:

    Io invece ero sicuro che mi sarebbe piaciuto però così non è stato :(
    Infatti la puntata è lentissima, come sono lente molte delle serie via cavo, però in questo fatto anche i troppi cliché hanno fatto della visione dei 46 minuti qualcosa di distruttivo; gli ultimi dieci li ho addirittura skippati in qualche parte, davvero non l’ ho retto

     
    • Frinfro scrive:

      Ma a te, a parte Fringe, c’è qualcosa che ti piaccia e sul quale non spali merda o critiche?

       
      • SerialFiller scrive:

        Fin mi hai tolto le parole di bocca.
        A memoria non ricordo son of thr bishop avere espresso sano piacere per qualcosa oltre fringe a parte sporadici episodi.
        Ma la cosa anckra più interessante è notare come lui senta il biaogno di classificare come pessimo sempre e comuqne qualcosa che solitamente viene largamente apprezzato dal resto del mondo. Boh.

         
        • Lukas scrive:

          Son of Bishop…vecchio Troll di Serialmente !
          Ma voi ancora che gli date retta ?

           
        • Frinfro scrive:

          Ma qualcuno visita ancora Serialmente? Io ho mollato mesi fa…per ogni serie pubblicata, all’interno si sfioravano i 100 commenti di gente che si sfanculizzava e mediamente QUALUNQUE serie tv raccoglieva almeno 7/8 troll che scrivevano cose inverosimili ed offensive. Per non parlare del fatto che hanno recensito il pilot di un paio di inutili serie per ragazzini e non hanno degnato di alcuna note né Fargo, né Gomorra!

           
        • Lukas scrive:

          Eh già oramai il sito è peggiorato parecchio in termini di qualità delle serie recensite e utenza…

           
        • Son of the Bishop scrive:

          Allora innanzitutto non mi sembra di aver criticato dicendo che la serie è una gran schifezza ho detto solo che l’ ho trovata noiosa da morire a causa anche di numerosi cliché. Secondo ma siete seri ?!? Andatevi a fare un giro sui miei commenti e troverete commenti ultra positivi per Person of interest, per Game of thrones, per Sleepy hollow e non so quali altre serie. Poi ma che problemi avete ci sono opinioni ed opinioni o perchè una serie è della AMC non può essere toccata ?!? Poi troll perchè ho criticato qualche episodio di Breaking bad dicendo che era discreto o che non mi piaceva tipo il 10 e September che mi si metteva a fare la guerra perchè avevo detto che era DISCRETO non brutto. Sinceramente datevi una regolata perchè se uno non può più esprimere pareri negativi davvero è la fine del mondo, aggiungo che Serialmente anche io l’ ho abbandonato declinato nel baratro con recensori che si difendono l’ un l’ altro e senza più l’ oggettività e la serietà di un tempo. Comunque io spalerò anche m***a ovunque, ma voi ce la avete nel cervello, mi sorprende serial filler che commenta spesso le cose che commento anche io, ma che ci vogliamo fare qui si parla di tv via cavo e guai a criticarla

           
  5. Alessio scrive:

    fringe ahahahahahahah

     
  6. Frinfro scrive:

    Avete notato la clamorosa somiglianza tra il personaggio di Joe McMillan e il Christian Bale di American Psycho? 😀

     
  7. SerialFiller scrive:

    @son
    tutti possiamo criticare e criticare tutto ma qui non è che parliamo delle tangenti al mose o di revolution che quindi son cose da criticare senza se e senza ma o di cose cosi cosi che quindi è plausibile criticare. Tralsciando questa puntata che giustamente può essere criticata tu sei il classico tipo che si presenta in una discussione su Felina e ammazza l’episodio, arriva in piena discussione su rains of castamere e dice che si è annoiato, arriva sul deus ex machina di person of interest e trova il difetto, parlaimo dell’ennesimo puntatone di sons of anarchy e giungi a ghigliottinare la serie…
    sono solo esempi i miei esemplificativi (magari non hai mai discusso di queste puntate) presi ad arte per dirti come tu abbia il vizio di fare il bastian contrario su cose la cui bellezza è indiscutibile. Ovvio che ognuno ha i suoi gusti ma se la stessa persona è l’unica a killerare le puntate capolavoro di un annata qualche dubbio sulla sua sanità televisiva mentale o almeno la sua buona fede ti viene. E’ come se si stesse parlando della divina commedia, della gioconda, del colosseo e della cappella sistina e tiu arrivassi dicendo che la gioconda è un quadretto sopravvalutato, la divina commedia tutto sommato è davvero noiosa e troppo lunga, il colosseo non è altro che un palazzo pieno di buchi che potrebbe costruire chiunque e la capella sistina un inutile perdita di tempo e spreco di pastelli!!!
    Cioè fatti una domanda e datti una risposta.
    Poi t ripeto non è il caso di questo pilot che è assolutamente discutibile, bello ma con ovvi difetti ma sule puntatone delle altre serie sei spesso l’unico a devastarle e criticarle suvvia…

     
  8. Son of the Bishop scrive:

    Aggiungo che Halt and catch fire ha diviso tutti, non c’ è stata acclamazione unanime come con Breaking bad

     
  9. Attilio Palmieri scrive:

    Essendo l’autore della recensione sono molto contento del fatto che ci sia dibattito, tuttavia invito tutti a rispettare il topic di questo spazio e a non litigare. Se ognuno argomenta le proprie opinioni e non attacca l’altro ci si diverte e si impara molto di più.

     

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