Masters of Sex – 2×06 Blackbird

Masters of Sex – 2x06 BlackbirdRispetto a ciò che si è visto l’anno scorso, questi primi sei episodi potrebbero bastare per costituire una stagione notevolmente più ricca e pregiata di quella passata. Invece siamo solo a metà, tanto ancora è di là da venire per Bill e Virginia. Fortunatamente.

Non solo loro due, naturalmente, perché quest’anno Masters of Sex ha scommesso molto su tutti i suoi personaggi, dando anima anche a quelli in passato meno sfruttati, da Libby a Betty a Lilian. Assistiamo a una serie consapevole della sua natura period, che non manca di citare i monumenti dell’epoca che mette in scena, da Humphrey Bogart a Cary Grant, da Grace Kelly a Gary Cooper, da Jimmy Sterwart ad Alfred Hitchcock. La pietra angolare dell’episodio è Virginia, fin dall’inizio donna-ponte, come dimostra l’iniziale raccordo sulle parole don’t move tra lei e Lilian, così come quello sul movimento che passa dall’ospedale in cui accompagna l’amica a quello in cui da poco lavora. Virginia come un mutante capace di adattarsi a tutte le forme, come un liquido capace di prendere la forma del recipiente che lo ospita, che sia quello della sofferenza (altrui) o quello dei successi lavorativi: come vedremo, non senza alcune difficoltà.

What about pain?

Masters of Sex – 2x06 BlackbirdVirginia e la ricerca, Virginia e il lavoro, e, ovviamente, Virginia e il bivio rappresentato dai due personaggi a lei più vicini: Bill e Lilian. La sensibilità della giovane ricercatrice le permette di capire che questo è il momento in cui deve star vicino a Lilian, perché è l’unica a poterlo fare oltre che la sola ad esserci. Virginia si specchia in una donna che per certi versi potrebbe essere lei se fosse nata quindici anni prima, in una personalità il cui vigore è stato cementificato da tante battaglie, ma che ora soccombe sotto il peso delle ferite e della malattia “I can’t do this for you, I tried but I’m done”: il loro rapporto in questa puntata arriva a un punto conclusivo, quello dove si mettono da parte i dissapori e ci si incontra, ci si guarda dentro, ci si apre completamente e, purtroppo, per l’ultima volta, su un divano, a piedi nudi, con un bicchiere di vino. Una relazione di amore e odio, di invidia e insofferenza, ma anche ricca di momenti di spiccata sintonia e complicità, conclusasi con due immagini altamente simboliche: il bacio d’addio e la decisione di Virginia di non chiamare l’ambulanza quando vede l’amica morire, imparando così a rispettare la sua scelta. Torneremo nel finale della recensione sulla protagonista e sulle ripercussioni di questa morte.

If an unconventional life was always in the cards, than… this unconventional life it’s a pretty good one.

Masters of Sex – 2x06 BlackbirdRimanendo sul fronte femminile, anche quest’episodio lavora sull’approfondimento di un personaggio che fino all’anno scorso era poco più di una macchietta, Betty. La sua infertilità è diventata una tragedia, prima per lei che per il marito Gene, ma ancor più drammatica è la rivelazione del suo amore per Helen, donna con la quale sente di non poter avere mai un futuro e che abbandona ingiustamente. Ma al cuore non si comanda e il ritorno di Helen nella sua vita crea un effetto domino per tutti i personaggi, fino a portare a galla il loro amore, attraverso un litigio finale tra Betty e Gene di grande intensità; quasi una radiografia di un mondo spesso messo da parte, quello dove non ci sono eroi né talenti, ma solo persone normali con vite normali, alle prese con gli obiettivi ordinari, mangiare, guadagnare, farsi una famiglia e rimanere in salute. L’amore saffico di Betty non trova varchi in questo sistema, ma non riesce neanche a essere chiuso in un cassetto e zittito per sempre in virtù di una vita di scorta, mai davvero desiderata.

There’s nothing more dangerous than a desperate man.

Masters of Sex – 2x06 BlackbirdLa storia di Betty è importante anche perché di riflesso rimanda all’indagine sulla società di quegli anni, sul rapporto tra innovazione e conservazione, sui recalcitranti costumi sociali e sulle scorie di una società del passato difficili da scrostare. Non c’è particolare distinzione tra i vari ambienti e le classi sociali, come dimostra il difficile ambientamento che Bill ha al Buell Hospital. L’indagine fatta fare su di lui dalla giornalista ha un doppio volto: da un lato ci parla dell’oggi, del nostro presente, dello sciacallaggio mediatico (vedi “trattamento Boffo”) che già all’epoca poteva verificarsi; dall’altro ci ricorda come non esistano buoni e cattivi a prescindere, progressisti e conservatori, negri e bianchi, e come anche andare in un ospedale di e per afroamericani può rivelarsi qualcosa di più complicato dell’Eden permissivo che sognava Bill. I pregiudizi si trovano anche dall’altra parte, anche se spesso figli di traumi del passato che negli anni hanno forgiato l’identità di intere comunità. La portata dello scandalo però investe anche Bill e Virginia in quanto ricercatori: avere a che fare con le diversità dei pazienti di colore significa anche ripensare tutta una serie di convinzioni scientifiche che fino a quel momento erano alla base del loro studio.

For Christ sake, Al, is Humphrey fucking Bogart.

Masters of Sex – 2x06 BlackbirdIl confronto razziale esplode in maniera ancor più di dinamica fuori dal lavoro, tra le mura domestiche, dove il bianco delle pareti ha sempre fatto rima con il bianco della pelle delle donne che le abitano, almeno fino a un certo punto, almeno per un certo tipo di America. Siamo a St. Louis, nel cuore del conflitto tra bianchi e neri, in quella parte degli Stati Uniti dove già ci si presenta con l’orgoglio del Sud, lontano dalle grandi metropoli del nord-est e di conseguenza anche dal crogiolo di razze che in quegli anni caratterizzerà alcuni tra i più importanti movimenti sociali e politici. Nell’intimo dell’appartamento dei coniugi Masters si consuma il più drammatico dei faccia a faccia, quello di Libby (interpretata magnificamente dalla splendida Caitlin Fitzgerald) e l’altra faccia dell’essere umano, quella che nella sua testa per molti anni è stata nulla più che l’uomo nero. Dalla pretestuosa faccenda dei pidocchi e la conseguente violenza di Libby su Coral, nasce quello che è un vero e proprio pedinamento, quasi una scoperta infantile, che mette insieme cultura e sessualità, che stimola la curiosità della donna fino a farla arrivare a tarda notte in casa di Coral senza saper resistere minimamente a queste inedite tentazioni.
L’incontro con il compagno-fratellastro della domestica è pregno di una tensione erotica disarmante, che viene amplificata dalle innumerevoli insoddisfazioni di Libby, come dimostra la successiva scena che la vede sola sul letto ad ammirare la ferita sulla gamba e il ricordo a essa legata.

I don’t know, I’m not feeling very well.

Masters of Sex – 2x06 BlackbirdCome promesso, prima di chiudere, torniamo a Virginia e al suo rapporto con Bill, vero cuore narrativo della serie fin dall’inizio. Il loro avvicinamento in quest’episodio è di quelli seri, quelli che aprono squarci nel cuore ma che possono anche ferire in modo dolorosissimo. Accadono entrambe le cose. Virginia per la prima volta si mostra a Bill per quello che è, ovvero in tutta la sua fragilità, con un sfogo di pianto che non riusciva più a trattenere, figlio della tensione causata dal rapporto con Lilian. In quel momento arriva forse la scena più bella dell’episodio, con un movimento di macchina indimenticabile, un carrello in avanzamento che da un totale della stanza si avvicina progressivamente ai due corpi, finendo per riprenderli in primo piano; un climax suggerito anche dalla musica di commento, che termina nel primo vero bacio d’amore tra i due, sicuramente il più importante. La ferita non tarda però ad arrivare, perché nel finale si assiste a un twist di quelli violenti, destinato a lasciare il segno: lo sconosciuto incontrato sul finire del terzo episodio (a mio parere il migliore fino ad ora) è da qualche tempo il compagno di Virginia e Bill lo scopre così, improvvisamente, finendo per scappare con la coda tra le gambe. Detto a parole sembrerebbe una svolta un po’ troppo violenta e inaspettata, ma il modo in cui è stata gestita, costruita e confezionata la rende perfetta, così come l’empatia che si riesce a creare con Bill, il cui imbarazzo viene percepito dallo spettatore come se fosse il proprio.

L’ennesimo episodio di grande valore di una stagione finora perfetta. Bill non si sente tanto bene, ma noi stiamo alla grande.

Voto: 8,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

7 Risposte

  1. Carme scrive:

    Bellissima recensione, complimenti!
    Adoro questo show; l’ho scoperto da pochi giorni e non ho potuto fare a meno di divorare tutte le puntate disponibili.
    Episodio perfetto ed emozionante, dal bacio all’inaspettato plot twist finale.

     
  2. Sakura scrive:

    Serie meravigliosa, in questa seconda stagione addirittura migliorata rispetto alla prima. Come donna però direi che la scena finale, più che empatia con Bill, mi ha fatto provare una certa soddisfazione, per un tenero ipocrita come lui ogni tanto uno schiaffone è salutare!

     
    • Federica Barbera scrive:

      Vero, però nonostante tutto io ci sono rimasta malissimo per lui! Fosse capitato l’anno scorso un po’ di soddisfazione ci sarebbe stata e non lo nego, ma a questo giro vederlo così vulnerabile per tutte queste puntate e ora con questo “tradimento” (che non lo è, ok, però…) è stato terribile. Applausi per la scelta di non mostrare quanto fosse accaduto “durante” con ‘sto tizio nemmeno a noi: una decisione inaspettata ma per me riuscitissima, ero interdetta come Bill alla fine. E poi secondo me la parte peggiore è quando il tizio gli dice che ha conosciuto Virginia la sera dell’incontro di boxe, il primo vero momento in cui Bill si era aperto con lei. Che mazzata. Io, ripeto, ci sono rimasta malissimo!

      Non parlo nemmeno di Lilian perché sto ancora elaborando il lutto.
      In compenso Libby la prenderei a ceffoni dal mattino alla sera, però credo che ci darà parecchie soddisfazioni questa storyline!

       
  3. Dreamer88 scrive:

    Cito un mio vecchio commento su Masters of Sex (la puntata in questione è la 2×02, “Kyrie Eleison”):

    “Per me Masters of Sex, per come riesce a descrivere (in maniera impeccabile) i tratti psicologici dei suoi personaggi, ora come ora non ha nulla da invidiare a prodotti come Mad Men o come i grandi drama della HBO.”

    Sembrava un commento azzardato il mio ma alla luce degli episodi che si sono succeduti non cambio di una virgola quello che ho detto un mese fa, Masters of Sex si sta candidando a diventare il vero prodotto di punta di Showtime (capito Homeland?). Per il resto mi trovo d’accordo con quanto detto da Attilio (ottima recensione come sempre), è stato un altro episodio grandioso e la cosa fantastica è che siamo ancora a metà stagione!

     
    • Federica Barbera scrive:

      Io mi trovo sempre un po’ in difficoltà a paragonarla a Mad Men perché il lavoro che è stato fatto con Don Draper per me è da manuale di psicologia, ed è un personaggio su cui mi sono trovata a lavorare così tanto nelle mie recensioni che per me rappresenta un lavoro quasi inarrivabile (al secondo posto c’è Gregory House. E sì, qualcuno storcerà il naso, ma la costruzione del suo personaggio e del suo percorso è stata una delle cose su cui l’attenzione è stata davvero impeccabile)

      Tornando a noi, Bill Masters sta arrivando sul podio. E’ stranissimo, l’anno scorso non l’avrei detto e pure Michael Sheen non mi ha mai dato l’impressione di poter dare tanto, eppure quest’anno si sta dimostrando eccezionale, e il suo personaggio di una complessità e fragilità bellissime. Anche Virginia è stata approfondita molto di più e c’è qualcosa in questo suo evidente tirarsi indietro dalla storia con Bill che sta ad indicare ulteriori fragilità e fratture.

      L’unica cosa che manca davvero in questa stagione è la parte della ricerca, io personalmente trovo che sia un peccato. Poi, capisco l’esigenza di andare a fondo nelle relazioni tra personaggi, di dover creare una condizione di instabilità lavorativa, però insomma, la ricerca è fondamentale. Così è un po’ spiazzante.

       
  4. Annalisa M. scrive:

    Veramente un bell’episodio che ricalca l’inizio molto positivo della stagione. Rispetto all’anno scorso c’è stato un grande miglioramento, e i 60 minuti di puntata scorrono molto più velocemente e si guardano con più interesse. Merito sia della storyline, ma soprattutto del lavoro meticoloso fatto sui personaggi: questa settimana in particolare il personaggio di Virginia, la sua relazione con la DePaul, assumono una luce diversa, e la stessa, da personaggio “so tutto io” della prima stagione, acquista a tutti gli effetti quel “quid” che le mancava. Menzione d’onore per Libby e Coral; non avrei immaginato che una storyline quasi banale come si prospettava ad inizio stagione potesse trasformarsi nel motore della caduta definitiva di Libby. Per quanto riguarda quest’ultima, ogni volta che la guardo mi trovo a pensare a Betty e questo pensiero non riesco a togliermelo più dalla mente proprio dopo questi episodi! Episodio veramente bello 😀

     
  5. SerialFiller scrive:

    Congratulazioni per la recensione.
    Insieme alla 2×03 questa è stata decisamente la migliore puntata di tutta la serie e non solo della seconda stagione.
    Quanto mi ero affezionato a Lillian…mi ha fatto davvero male vederla morire cosi su quel letto. Libby mi sta sui nervi ma le sue emozioni e reazioni alla vita solitaria e inutile che vive sono trattate in maniera eccellente, cosi come viene trattato in maniera eccellente il periodo storico. Se poi ci aggiungi Sheen, la kaplan e quella sorpesona finale sull’uscio di casa Johnson beh ottieni una puntata da 9+++

     

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