The Affair – 1×01 Pilot

The Affair - 1x01 PilotShowtime soprende tutti (ma non troppo) e lancia il nuovo The Affair con una settimana di anticipo, liberando sul web un pilot che ha già dalla sua una potenza visiva e narrativa molto promettenti, andando a comporre uno dei migliori inizi di questa stagione televisiva.


The Affair
– come da titolo – è la classica storia di una relazione extraconiugale, che come succede quasi sempre prende il via per caso, con una serie di avvenimenti del tutto naturali e fortuiti.
È anche classica la suddivisione della coppia e dei “cornuti”: uomo di mezza età con famiglia rumorosa e impegnativa a carico lui; giovane, attraente e con un fidanzato violento e possessivo lei.
The Affair - 1x01 PilotCos’è allora che rende questo inizio di The Affair uno dei migliori dell’anno? Innanzitutto la costruzione del racconto, l’intreccio che costituisce la puntata e che costituirà tutte quelle a venire: la storia si dipana infatti esattamente divisa a metà, ovvero gli stessi momenti, gli stessi avvenimenti, le stesse sensazioni ma osservate dai due punti di vista completamente diversi dei protagonisti.

The Affair - 1x01 PilotQuesto è sicuramente un bel po’ di sale che aggiunge sapore ad una storia altrimenti forse troppo prevedibile: il racconto soggettivo di lui e di lei riesce a dare un colore molto particolare alle sequenze dell’episodio, con la certezza che uno dei due racconti sia falso, instillando però anche il dubbio che potrebbero essere finti entrambi.
Le prove attoriali di Dominic West e Ruth Wilson sono perfette per sottolineare la scelta di non far capire a chi guarda quale delle loro personalità sia quella vera, quale storia raccontata sia quella giusta e di come i due personaggi vivano le stesse identiche situazioni in maniera completamente diversa.

The Affair - 1x01 PilotQuesta scelta azzeccata viene accompagnata anche da un altro lato della narrazione che integra e accompagna alla perfezione tutto quello che stiamo vedendo. Infatti, la storia di The Affair è effettivamente raccontata dai due protagonisti della relazione, mentre sono interrogati da un detective anni dopo i fatti degli Hamptons.
Come è successo per la serie debuttante forse migliore di questo 2014 (True Detective), tale scelta narrativa porta ad un livello ancora superiore la profondità di quanto stiamo vedendo: c’è la relazione, ci sono i punti di vista su di essa e c’è un mistero che l’avvolge, che addirittura fa scomodare un detective. Quest’ultimo mistero – di cui abilmente non viene rivelato nulla – è probabilmente la colonna portante di tutto lo show, che striscia subdolo nei racconti già di per sé “falsati” da Noah e Alison.

The Affair - 1x01 PilotLa nuova serie di Hagai Levi e Sarah Treem inizia in maniera magnetica e interessante, rispolverando il genere delle relazioni extraconiugali “malsane” in modo diverso e complesso.
Già dopo questo pilot l’attenzione verso il prodotto è alta: possiamo intravederci una serie che spazia dal thriller al romance, passando perchè no anche da un mondo erotico non troppo velato ma che non eccede e non scade nello scabroso.
The Affair è quindi il punto di vista del concetto di punto di vista: come spesso accade nelle diatribe d’amore e non solo, la verità e le colpe non sono solo di uno dei due. Spesso però vince chi è capace di raccontare la storia migliore.

La storia la fanno i vincitori” (Anonimo)

Voto: 8

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale. Profilo FB: http://www.facebook.com/ste.porta?ref=tn_tnmn

14 Risposte

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Uno dei pilot migliori dell’anno. L’attesa era tanta per via del cast coinvolto, per l’autrice e per il canale, Showtime, che in questi ultimi tempi sta azzeccando una serie di mosse eccezionali come la seconda stagione di Masters of Sex e la paternità del ritorno di Twin Peaks.
    The Affair si presenta come il True Detective delle relazioni amorose, molti l’hanno definito il Rashomon delle relazioni extraconiugali, paragone quantomeno arrischiato ma che c’entra il punto: il lavoro che viene fatto sul tempo, sul punto di vista e sulla riproposizione di situazioni narrative è eccezionale e prende le mosse dal film di Kurosawa, vero prototipo da questo punto di vista.
    The Affair parla della depressione, della crisi di mezza età, del rapporto tra padri e figli, del lutto, del tradimento, della vita di coppia, del conflitto città-suburbia, della New York dei giorni nostri, del ruolo della memoria nelle narrazioni e molte altre questioni. E siamo solo al primo episodio.
    Più di ogni altra cosa The Affair è un dispositivo narrativo che racconta se stesso, un racconto che parla del raccontare e lo fa con uno stile di altissima fattura, con una consapevolezza della messa in scena molto rara, così come con un montaggio che per molti versi ricorda alcune opere di Terrence Malik, specie la parte ambientata negli anni Cinquanta di The Tree of Life.
    Staremo a vedere come si evolverà e soprattutto come influirà il punto di vista femminile derivante dalla giovane e talentuosa autrice.

     
  2. Scoprire nel corso della puntata che c’erano due versioni diverse della stessa storia e che quanto visto poteva essere ben lontano da come sono effettivamente andate le cose (che poi, chi può saperlo? Esiste davvero un “effettivamente”?) è stata una sorpresa più che gradevole. In questa luce ognuna delle relazioni sullo schermo potrebbe essere vista come falsata dall’interpretazione del singolo personaggio, Noah o Allison. Penso alla stereotipizzazione negativa dei suoceri di Noah, per esempio, che di primo acchito mi erano parsi troppo finti, ma che adesso vedo con gli occhi del protagonista e di cui capisco, quindi, il giudizio. Probabilmente la nonna non ha mai detto alla nipote di non mangiare, è solo quello che Noah ha sentito, sintetizzato ed interiorizzato.
    Allo stesso modo, è probabile che il dolore del marito di Allison sia più evidente di quanto lei non si accorga, o di quanto ci racconti. Ma anche no, in realtà non lo sappiamo.
    Questo tipo di costruzione, unita al mistero di fondo, rende The Affair un serie promettentissima. Credo sia il miglior debutto da…boh, per me è superiore perfino a True Detective.

     
  3. Federica Barbera scrive:

    Ho letto un’interessante intervista a Joshua Jackson (http://tvline.com/2014/10/10/the-affair-joshua-jackson-preview-cole-alison-fringe-finale) in cui dice che quando ha letto lo script ed è arrivato alla parte in cui si vedono le vicende dalla parte di lei, una parte della sua mente l’ha completamente rifiutato, catalogandolo come bugia o come suo ricordo sbagliato della vicenda appena narrata.
    Ed è verissimo! La puntata fa vedere le vicende da parte dell’uomo, e poi da parte di lei, e questo è chiaramente destabilizzante in un pilot. Ora saremo più pronti per le prossime puntate, ma credo che Joshua Jackson nel dire che sono entrambe vere ed entrambe false abbia ragione. Certo, a vederle così diverse uno si chiede “ma come è possibile che davvero entrambi ricordino queste cose come vere?” eppure sono passati evidentemente molti anni ed è incredibile come la mente lavori non solo per modificare i ricordi, ma anche per confermarli e cristallizzarli in una versione che diventa l’unica possibile per quella persona. È vero, il riferimento a True Detective è direttissimo, ma qui c’è in più qualcos’altro, che è appunto l’effetto memoria. Ottime, ottime premesse.

     
    • Ste Porta scrive:

      Sarebbe molto interessante che le puntate alternassero prima i ricordi di uno e poi quelli dell’altro, non sempre prima quelli di Noah.
      Perchè in effetti così facendo sembra che sia Alison a modificare il racconto, quando in realtà credo che entrambi lo stiano facendo per supportare la loro versione dei fatti al cospetto del detective in quanto probabilmente indagati.
      Non vedo l’ora della 1×02.

       
      • Federica Barbera scrive:

        Chiaramente siamo nell’ambito delle speculazioni, però io non credo che stiano modificando volontariamente la storia, o almeno non del tutto. Io credo che ci sia una grossa fetta legata al fatto che loro sono assolutamente convinti che le cose siano andate così. Magari sbaglio, ma come dicevo prima mi è parso che l’effetto della memoria, che ha inconsapevolmente riscritto la storia, si verifichi per entrambi, ma in momenti diversi, e sarà questo secondo me l’aspetto più interessante perché in ognuna ci sarà qualcosa di vero e qualcosa di ricostruito. Vedremo con le prossime!

         
        • Io in realtà ho avuto l’impressione che fosse il contrario, ovvero che la storia di Allison fosse quella più vera. Ma si è trattato di qualcosa di inconscio, perché a livello razionale ero certa che ci fossero più sfumature e possibili interpretazioni.

           
        • Michele Minardi scrive:

          Anche secondo me non stanno mentendo ma è come lo ricordano (o come il loro subconscio glielo fa ricordare in maniera “difensiva”). Sulla verità, credo che alcune cose siano vere da un lato e altre dall’altro, tutto sta nel capire quali.

           
    • Attilio Palmieri scrive:

      Quest’anno siamo stati davvero fortunati, anche se dovessimo prendere solo True Detective, The Knick e The Affiair tra le novità, sarebbe in ogni caso un terzetto irripetibile. I primi due si sono confermati anche lungo la stagione a livelli altissimi, il terzo lo sapremo tra poco.

       
  4. Namaste scrive:

    Passano gli anni ma Ruth Wilson sempe stupenda e John Doman sempre più stronzo. Premesse di capolavoro. Hagai Levi mi mancava.

     
    • Will Gaiman scrive:

      Citazione da Namaste:
      Passano gli anni ma Ruth Wilson sempe stupenda e John Doman sempre più stronzo. Premesse di capolavoro. Hagai Levi mi mancava.

      Mi hai tolto le parole di bocca. Poi Doman e West insieme fanno faville, fin dai tempi di The Wire.

       
  5. Pietro Franchi scrive:

    Per me, il pilot migliore dell’anno. Avete già parlato tutti del genio di quest’episodio, della qualità delle interpretazioni, della regia e della scrittura, quindi non mi resta che esprimere la mia totale fiducia per quella che (spero) sarà una delle stagioni più belle del 2014, l’ennesima aggiunta – come dice giustamente Attilio – ad una serie di novità che raramente si erano viste in televisione nell’arco di 12 mesi.

     
  6. Dreamer88 scrive:

    Bello, bello, bello. Le premesse per uno show bellissimo c’erano tutte ma non pensavo ad un livello così elevato già dal pilot (e la cosa bella è che può ancora crescere questa serie).

     
  7. SerialFiller scrive:

    Grandissimo pilot.
    mi limito solo ad osservare che nello stile questa serie urla riferimenti a true detective ad ogni scena..

     
  8. Malaka scrive:

    Dunque avendolo visto tutto in realta’ sono rimasto un po’ deluso.Ritengo l ‘idea di fondo interessante ma non straordinaria, le luci meravigliose cosi come I suoni…Devo dire che cosa mi infastidisce tanto è Il personaggio principale, Noah, che avrei affidato ad un altro attore…Lei invece perfetta. A volte vi sono cadute nel “Bello ma inutile” che rendono la serie un po’ stopposa…mi piacerebbe tuttavia vedere ina seconda serie con I punti di vista della figlia maggiore di Noah e il marito di Allison

     

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