Girls – 4×05 Sit-In

Girls - 4x05 Sit-InRaramente Girls ci ha lasciati con una voglia così intensa di sapere come si sarebbero evolute le vite delle sue protagoniste e, fortunatamente, anche grazie al cliffhanger di “Cubbies”, ha saputo accendere nel pubblico un enorme interesse, ripagato con uno degli episodi più belli di sempre.

Pensare a “Sit-In” come ad un episodio singolo dimezzerebbe il suo valore all’interno di tutto l’arco narrativo della quarta stagione: a tutti gli effetti potremmo considerarlo il secondo tempo di una puntata più lunga, che ha inizio con “Cubbies” e che ci aiuta a capirlo meglio in un’ottica non solo narrativa, ma anche tematica. Questa coppia di episodi inizia ad affrontare in modo diverso una storia che lentamente sta cambiando insieme alle persone che la vivono: la maturazione dei protagonisti è sia il motore che manda avanti le vicende, sia il volante che fa cambiare direzione.

Girls - 4x05 Sit-InGià da “Iowa” era chiaro l’intento della Dunham ad affrontare un’evoluzione personale che era nell’aria, ma in “Sit-In” troviamo lo strappo definitivo, quel momento in cui il velo davanti agli occhi cade, facendoci vedere com’è veramente la realtà e spingendoci al cambiamento. L’insoddisfazione artistica in “Cubbies” aveva preparato il terreno a questo evento, che con la comparsa di Mimi-Rose conquista la scena al suo massimo. Il rapporto delle protagoniste con la crescita è la conseguenza di una serie di fallimenti che le investono come un tram: Hannah fallisce in ambito lavorativo e poi amoroso, ma nonostante non sia l’unica a farlo, è quella che ci sbatte la faccia con più violenza, trovandosi da un momento all’altro con nulla in mano e senza casa. Dopo un’esperienza del genere rimanere gli stessi non è possibile e maturare viene quasi naturale: Hannah sta crescendo e con lei i suoi problemi che, pur essendo gli stessi di sempre, ora vengono declinati in altro modo, più adulto e per questo più doloroso. Il percorso di crescita iniziato dalla premiere di questa stagione non è concluso ed anzi è un qualcosa in divenire, che si sta trasformando e che modifica continuamente coloro che ne vengono investiti. Infatti le motivazioni del fallimento di Hannah non sono ancora chiare: lei si trova davanti ad una perdita, ma non è ancora abbastanza matura per capirne le motivazioni e tanto meno per trovare delle soluzioni. Che sia cambiato qualcosa però è chiaro: Hannah rifiuta l’appellativo “kid” (But maybe don’t call me “kid” anymore) e uscita dalla porta di casa prende coscienza, forse per la prima volta, di essere cresciuta, affrontando la perdita in modo diverso, più composto. In questo modo Girls diventa un ritratto dei poco più che ventenni di oggi ancora più efficace di quanto non lo fosse prima, proprio perché sta iniziando a raccontarci l’evoluzione di questo mondo che sembra fermo ma non lo è affatto.

Girls - 4x05 Sit-InNonostante il cambiamento e la crescita mettano in luce una generazione di eterni Peter Pan che si pensava non fossero in grado di evolvere, Girls non si scorda i loro difetti, né di mostrarli. La generazione più egocentrica di sempre è incarnata da una Hannah che torna ad essere un buco nero, centro del suo universo e di chi le sta attorno; lei è tutto un ripetersi di me, I, my mentre i suoi amici vanno a consolarla. Tutti devono mettere in pausa le loro vite per dedicarsi a lei: sia le sue amiche, che la vanno a trovare come se partecipassero ad una processione; sia una Caroline incinta che deve rinunciare al massaggio a piedi; sia Ray che cerca invano in Hannah un’amica pronta ad ascoltarlo. Durante la sua assenza le vite dei componenti del gruppo sono andate avanti in modo normale, facendo affrontare loro paure e fallimenti; dal momento in cui Hannah è tornata a Brooklyn, gli unici problemi esistenti sono tornati invece ad essere i suoi. Anche durante gli incontri faccia a faccia, Hannah non perde questo vizio: con Shoshanna continua a rispondere al singolare a domande poste al plurale; nel confronto con Jessa la sua individualità è ancora più visuale: le ragazze sono divise in due camere separate, che prima non esistevano neppure. Il loro allontanamento, che vede le sue origini in “Iowa”, è enfatizzato dalla location cambiata ad hoc: la stanza di Hannah non è più la stessa, così come la ragazza è diversa da prima. Le due vanno e vengono attraversando il grosso buco nel muro, movimento che fanno non solo fisicamente, ma anche emotivamente; questa dinamica però non risolve le cose tra le due amiche, che si congedano con due sberle.

Girls - 4x05 Sit-InLa costruzione degli incontri tra Hannah ed i suoi amici aggiunge punti a “Sit-In”: i personaggi che conquistano la scena lo fanno in modo quasi teatrale, entrando e uscendo autonomamente dal set. Non è la telecamera che cerca i personaggi in giro per la città, ma sono loro a entrare nel vivo del racconto, uno per volta, dopo un momento di buio (generalmente Hannah che si copre con le lenzuola o si sveglia), come se fosse un suggerimento che è finito un atto e ne sta iniziando un altro. Le musiche utilizzate per dividere le tre maxi-sequenze del racconto e la luce che da sola entra o meno dalle finestre, senza darci la possibilità di vedere cosa stia succedendo al di fuori, scandiscono il tempo in modo particolare, facendoci capire che le ore passano, ma lasciandoci l’illusione di stare sempre fermi nello stesso istante, che alla fine passa e scorre con Hannah che esce dalla porta di casa. Ogni personaggio che entra in scena ha la funzione di specchio per lei, che vede un riflesso diverso a seconda della soluzione che le viene proposta per andare avanti. L’unico incontro davvero utile è quello con Adam, che trova una Hannah ferita dentro e fuori e che, per non farla soffrire più del dovuto, le dice l’unica cosa che avrebbe dovuto dirle: la verità. È ironico che sia proprio Adam a dare il via a quel processo che porterà la ragazza a non soffrire più, sia emotivamente che fisicamente, proprio lui che è anche la causa del suo malessere. Il cerchio si chiude, fatto sottolineato dall’uscita simbolica di Hannah dalla fermata della metropolitana di Clinton–Washington Avenues, in cui ritorna il termine Clinton, cognome citato per la prima volta da Shoshanna nel colloquio di lavoro all’inizio di “Cubbies”.

Con questa puntata la Dunham alza l’asticella in primo luogo rispetto a se stessa, visto che nessun altro al momento sta portando avanti uno show che tratti gli stessi temi con la stessa forza. “Sit-In” può essere considerato, se non il migliore, comunque nella top tre degli episodi che per costruzione estetica, contenuto e modalità di racconto hanno reso Girls uno show unico, insostituibile e memorabile nel tempo.

Voto: 9

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

1 Risposta

  1. Federica Barbera scrive:

    Chi mi conosce sa che non amo Girls: certo, continuo a guardarlo a differenza di molte altre serie che ho mollato nel frattempo, però c’è sempre qualcosa che mi dà i nervi in una maniera che va oltre la “giusta” provocazione, che mi fa chiedere spesso a fine puntata “ma perché lo sto guardando?”

    Non so se queste due puntate (e questa in particolare) siano davvero indice di un cambiamento globale per Girls, però questa Sit-In è stata una puntata eccezionale.
    Oltre a ciò che dice Davide nella sua ottima recensione – l’impostazione teatrale e la suddivisione in atti in primis – credo che il confronto tra Hannah e Adam sia una delle cose meglio scritte di tutta la serie, e i due sono stati eccezionali nel rendere con delicatezza un momento davvero terribile.
    Da non sottovalutare anche il discorso di Marnie, che se in genere prenderei a sberle nell’80% delle situazioni, questa volta si è comportata da vera amica. Certo, in quel suo “lascialo andare” è di sicuro influenzata dalla sua esperienza con Desi e quindi può esserci un po’ troppo filtro personale nella sua visione, ma è sincera in quello che dice e lo è senza essere crudele, benché dica una cosa che di certo Hannah non vuole sentire. C’è molta durezza e molta tenerezza in questo episodio, e credo che la Dunham abbia qui trovato tra questi due elementi l’equilibrio perfetto.
    Ottima, ottima puntata.

     

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