Looking 2×07/08 – Looking for a Plot & Looking for Glory

Looking 2x07/08 – Looking for a Plot & Looking for GloryQual è il desiderio più naturale dell’uomo? Cambiare, evolversi continuamente, o cambiare ed evolversi per arrivare al punto di stabilità massimo, lì dove il passato – e gli eventuali errori che racchiude – diventa il percorso necessario per arrivare al traguardo? Come si fa a capire di aver cercato abbastanza e che la meta è questa e non un’altra?

Looking ovviamente non ci dà una risposta univoca, ma materializza tutti gli interrogativi, dando vita a due episodi che in modi diversi descrivono il senso della fuga e il conseguente (probabilmente temporaneo) momento del ritorno. Esternamente, il punto in comune tra “Looking for a Plot” e “Looking for Glory” – e che li rende allo stesso tempo strani ed interessanti – è la distanza ironica che sembrano concretizzare nei confronti dello spettatore, che si fa occhio cinico di ogni situazione che coinvolge i tre protagonisti.

Looking 2x07/08 – Looking for a Plot & Looking for GloryParlare di distanza ironica non equivale ad annullare l’eventuale empatia che si può percepire per Patrick, Dom o Augustin, ma è un concetto che riguarda maggiormente un movimento interno al racconto, impercettibile e sotterraneo, eppure sostanziale: il campo visivo e narrativo ha smesso di seguirli ossessivamente, scegliendo di allargarsi sempre di più intorno a loro – prendendo pezzi e schegge di realtà rimaste finora marginali.
Il settimo episodio ne è un caso lampante: la morte del padre di Doris costringe lei e Dom a fare un viaggio nel passato, cioè tornare nel paesino di provincia in cui sono cresciuti e da cui sono poi scappati insieme. “Looking for a Plot” è il primo vero focus sulla donna, che ha sempre fatto da spalla o da contro-voce di Dom, una sorta di ombra che l’ha sempre seguito ed incoraggiato nonostante tutto. Oltre che concentrarsi su di lei, il vero e nuovo movimento è il ribaltamento di prospettiva che la riguarda: Doris sembrava un personaggio dalle caratteristiche ormai assodate, destinata a non fare mai da protagonista – neanche della sua vita – perché coperta dalle spalle di un uomo che ama (ha amato) sinceramente e le è rimasto accanto fino a diventarne la coperta di Linus. Con l’arrivo di Malik (ancora poco centrale, ma assolutamente funzionale alla narrazione), il rapporto simbiotico tra la lei e Dom sta subendo delle trasformazioni, facendo emergere di più Doris e, di conseguenza, le sembianze del loro rapporto: tra i due non c’è mai stato un semplice legame autonomia/dipendenza, ma un contemporaneo e paradossale rapporto dipendenza/dipendenza.

Looking 2x07/08 – Looking for a Plot & Looking for GloryOgnuno ha fatto da scudo contro – o da rinforzo per – la realtà, a seconda delle circostanze, e costantemente da consolazione giustificatoria per i fallimenti o le delusioni che venivano dall’esterno. Il reciproco supporto incondizionato li ha, nel corso degli anni, ingabbiati in una loro personale ed ovattata realtà, che stenta a squarciarsi persino di fronte alla morte. La giornata a Modesto ha le sembianze di una gita tra amici, che tra ricordi, battute e risate, non fanno nulla di più che scappare per qualche ora dalla grande città. Qui entra in gioco l’occhio dello spettatore che si fa cinico: il brusco stacco registico spezza con un taglio netto la giornata (e serata) passata a nuotare, ridere, ballare, per legarla per contrasto con la solennità del funerale. Questa scelta oggettivizza non tanto la misura dell’immaturità dei protagonisti, quanto la loro incapacità ad affrontare il dolore, di prendere sul serio fino in fondo la vita nelle sue espressioni definitive, e di come invece, a sorpresa, questa si possa manifestare – l’incidente a fine giornata o il pianto isterico di Patrick, ad esempio. Non per nulla, Doris riuscirà a piangere soltanto tra le braccia di Malik, pur avendo deciso di non volerlo al suo fianco: i due si amano, è palese, ma in un certo senso per la donna ammetterlo equivale a tradire Dom.

Looking 2x07/08 – Looking for a Plot & Looking for GloryIl rapporto tra Dom e Doris ci appare quindi come una prigione che si sono costruiti con le loro stesse mani, mattone dopo mattone: convinti che la gabbia fosse Modesto, si sono invece rinchiusi in una loro comoda realtà spostata di qualche chilometro e alla quale è davvero difficile rinunciare. Forse per crescere davvero non basta lasciarsi la provincia alle spalle o gridare a squarciagola davanti ad un mucchio di lapidi di essere gay per affermarsi. Serve magari avere il coraggio di scegliere: San Francisco e l’impersonalità della grande città sono state una libera scelta o la trappola dove era più facile cadere per rompere con il passato? Fuggire da un luogo non è necessariamente sinonimo di vera libertà: quella è nell’altro, nel coraggio di osare e di cambiare, di credere nelle persone che si ha accanto, di scoprirle genuinamente. La famiglia è il vero luogo in cui stare e quel posto può essere in qualsiasi punto geografico.

Looking 2x07/08 – Looking for a Plot & Looking for GloryTraite d’union tra i due episodi è il personaggio di Patrick: il ragazzo prende il viaggio con Doris e Dom come una vera e propria fuga, come un’immersione in una vita che non conosce per dimenticare momentaneamente la propria. Ma anche per lui la vita accade e le azioni da ubriaco molesto gli vengono paradossalmente ricompensate da Kevin che ha deciso di lasciare Jon e stare con lui. Con loro il movimento descritto prima prende ancora più spessore, innestando direttamente sul racconto e nei personaggi i diversi punti di vista spendibili sulla nuova coppia. La loro quotidianità trascorre di riflesso agli altri, in un ciclo di affermazione d’esistenza che sarebbe normale in qualsiasi nuova relazione, ma che per loro diventa vera e propria sostanza. Sono gli sguardi esterni a guidare il rapporto: prima con Augustin, poi a lavoro, dove, attraverso una felpa, Patrick decide di rendere pubblica la loro decisione, e infine in uno strano e fallimentare tentativo di virare di nuovo verso il passato e recuperare una versione nerd/gay del ballo di fine anno liceale che ad entrambi è mancato – perlomeno in quella forma. In ogni dimensione in cui si muovono, uno dei due, a turno, impone al compagno e agli altri la propria esistenza, la dignità di essere coppia che solo il riconoscimento pubblico può dare. All’appello non mancano gli occhi di Richie che guarda da lontano il suo ex con la nuova fiamma. Ed è lì, esattamente in questa direzione, che guardano gli occhi dello spettatore, indeciso se essere commosso per la loro tenacia, se perplesso sul loro futuro o se semplicemente speranzoso che il “ti amo” detto da Patrick a Kevin sia davvero la spontaneità dell’amore, e non l’ingenuità del ragazzino che ha ottenuto il giocattolo tanto desiderato.

Looking 2x07/08 – Looking for a Plot & Looking for GloryLooking for Glory si concentra per tutti sul concetto di paura, che sia di crescere, di essere se stessi o, ancora più difficile, la paura di ammettere di avere paura. Augustin, con la sua parabola di maturazione, arriva qui ad un punto di svolta importantissimo, che viene reso in pochi e brillanti momenti: Eddie rappresenta il suo percorso e nel contatto con la malattia – trattata con reale dolcezza – ne vediamo la massima espressione. Della stessa paura vive Dom: ha ricevuto da Doris i soldi per aprire il suo take-away ma la donna è assente, presa da una vita che adesso si svolge anche lontana dal migliore amico. Lei è stata la sua casa, la sua famiglia, la sua spalla, ma ora Dom deve compiere quel passo in più che ha avuto il coraggio di fare non seguendo i consigli di Lynn ma (e non è un caso, infatti) quelli di Doris. Negli occhi e nella presenza dell’altro, ognuno di loro sta cercando di trovare la propria strada, ma questa si concretizzerà davvero quando saranno capaci di camminare soli e sulle proprie gambe.

Insomma, Looking firma due episodi densi, spiazzanti, dove poter guardare allo scheletro stesso della serie: assieme ai passi sempre più complessi e meno ingenui dei protagonisti, anche la serie prende forma e consapevolezza delle proprie capacità.

Voto 2×07: 8
Voto 2×08: 8

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

1 Risposta

  1. Teresa scrive:

    questi due episodi mi sono piaciuti, in particolare quello del funerale del padre di Doris, dove c’è stato un equilibrio delicato tra drama e comedy.
    Io comunque continuo a sperare che ci sia qualcosa in più, oltre al triangolo amoroso, nella storia di Patrick. Non voglio credere che il tutto si riduca a questo.
    Parte del pubblico ne è ben felice, ci sono i vari #teamRichie e #teamKevin che si scannano in giro, ma insomma, io me ne frego di come si risolverà il triangolo, quello che mi interessa è se c’è un senso diverso dietro tutto questo.
    Per ora, la coppia Patrick-Kevin viene presentata come troppo perfetta per essere vera, e ciò mi insospettisce. Vedremo. Nel frattempo, pur non essendo un capolavoro, Looking mi piace sempre per la sua grazia e l’assenza di volgarità. Sì, anche nelle scene come quella di Agustin che becca una certa cosa nell’occhio.

     

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