Penny Dreadful – 2×01 Fresh Hell

Penny Dreadful – 2x01 Fresh HellNel bene o nel male, Penny Dreadful è tornata con il suo mondo pieno di mostri e creature strane e sovrannaturali, per infestare la Londra di fine Ottocento che avevamo lasciato al suo debutto quasi un anno fa. 

Gli otto episodi della prima stagione sono trascorsi accumulando tantissimi frammenti di storie, di personaggi e soprattutto di immagini sospese tra l’horror e il fantasy, nel tentativo di far diventare “carne” protagonisti presi in prestito dalla letteratura gotica ottocentesca. E ci eravamo lasciati con un bilancio sostanzialmente positivo, grazie ad episodi molto suggestivi ed affascinanti come “Closer Than Sister” o “Possession”, dove ad accomunarli c’era – non a caso – una costante molto importante: il personaggio interpretato da Eva Green, Vanessa Ives. Infatti è stato innegabile come fosse lei a fare da perno a tutto, collante unico tra i vari tasselli presenti nella serie, e come questi, se lontani dal loro baricentro, fossero meno incisivi e quindi più noiosi.

Penny Dreadful – 2x01 Fresh HellEsempio fondamentale era, in questo senso, la storia dedicata a Brona, interpretata dalla bravissima Billie Piper, e dalla poca rilevanza delle sue dinamiche assieme a Dorian Gray o Ethan (Josh Hartnett). Queste storyline hanno infatti sofferto di una marginalità che teoricamente non avrebbero dovuto avere e in cui invece si sono ritrovate schiacciate; non per nulla ritroviamo ora Brona legata ad un altro lato della storia, ed esattamente nelle mani di Victor Frankenstein. Partendo già solo con un primo confronto tra queste parti e basandoci sulle pennellate date nel primo episodio, è facile intuire come l’intenzione che pare essere alla base della seconda stagione sia un rimescolamento dei pezzi già delineati, da traghettare verso un nuovo assetto così da costruire un’architettura più compatta ed organica. Il risveglio di Brona come la sposa cadavere lega in maniera ancora più stretta le vicende di Victor a quelle del suo primogenito – cioè colui che ha preteso la donna come compagna –, e sicuramente a quelle di Ethan, per il quale l’ex prostituta è invece morta.

Penny Dreadful – 2x01 Fresh HellPer quanto la sensazione generale sia appunto quella di amalgamare meglio le storie, rimangono pur sempre dei pezzi a girovagare al di fuori del nucleo principale e che volontariamente tentano di aprire nuove storie. Troviamo quindi la creatura di Victor, il lamentoso ed orribile figlio nato dalla sua ossessione di manipolare la vita e la morte, in giro per le strade di Londra a cercare lavoro, dopo aver visto come la chiusura e la grettezza umana lo avevano cacciato dal suo amato mondo teatrale. Questo frangente sembrava ormai concluso, o meglio, finalizzato a descrivere come siano l’uomo e la sua congenita incapacità ad accettare il diverso ad essere i veri demoni che infestano la terra; l’immissione in un altro contesto e l’incontro con un altro tipo di “padrone” sono temi che invece verranno ripresi. Per il momento c’è qualcosa di ripetitivo nelle dinamiche viste: un museo degli orrori che si illumina davanti ad un “vero orrore” perché identifica in lui il fenomeno da baraccone su cui puntare. Sulla carta ne potrebbe venire fuori qualcosa di molto interessante se sviluppato bene e con i filtri visivamente forti cui Penny Dreadful ci ha abituato; ma sia nel personaggio di Rory Kinnear, che continua ad essere irritante e antipatico, che nelle premesse viste con gli stolti e stereotipati approfittatori di turno, i coniugi Putney (con tanto di figlia cieca, ma bella e gentile), non c’è molto in cui sperare.

Penny Dreadful – 2x01 Fresh HellLogico e ben lontano dall’essere deludente è invece il canovaccio principale, di nuovo presidiato da Vanessa Ives e dalla potenza espressivo/visiva che continua ad esserle riservata. Se prima c’erano Mina e il mistero dietro al rapporto pregresso con la famiglia di Sir Malcom, questa volta sembra che le questioni familiari per Vanessa siano abbandonate, anzi: giustamente abbandonate. Lo sparo di “Grand Guignol” ha chiuso definitivamente quella storia, quella ricerca spasmodica di rimediare agli errori del passato, lasciando ora lo spazio per continuare a focalizzarsi totalmente sulle forze oscure che hanno il loro crocevia dentro di lei. Certo, il perché è lasciato al non detto e non vengono date assolutamente motivazioni per cui Lucifero voglia proprio lei in sposa; eppure, per quanto possa essere anche questo uno spazio assolutamente interessante da riempire, è altrettanto vero che una serie come Penny Dreadful se ne fa ben poco del rigore logico degli eventi. Il punto di forza infatti sta totalmente in come viene reso ciò che dovrebbe essere raccontato.

Penny Dreadful – 2x01 Fresh HellA giudicare da “Fresh Hell”, la cosa più affascinante da notare è come ci sia una prosecuzione molto regolare con la scorsa stagione, che ancora di più oggi risulta essere stata la preparazione a qualcos’altro, la base necessaria a contestualizzare un mondo giocato tra fantasia e realtà, anzi, dove la fantasia coincide con la reale quotidianità. Ecco perché davanti a sequenze come quella finale, con le new entry delle streghe, decade qualsiasi voglia di sapere di più, ma vince a mani basse la voracità di voler vedere di più, di capire dove può spingersi tanto splatter prima di essere ridicolo o banale. Insomma, Penny Dreadful è puro spettacolo, è esibizione, è scena – e come tale va preso.

Penny Dreadful – 2x01 Fresh HellChi per il momento è rimasto più in ombra è Sir Malcom, che invece compie il passo di chiusura definitiva con il passato un po’ più tardi di Vanessa. Lo vediamo infatti, in una delle poche scene che lo riguardano, davanti alla tomba dell’amatissima figlia Mina, mentre rivede gli occhi tristi e arrabbiati di una moglie che tanto lo amava e adorava. Diverse e ancora confuse sono le dinamiche intorno ad Ethan. Il pistolero americano è, come avevamo già scoperto, un licantropo che aveva concluso le danze nell’annata passata, compiendo la sua trasformazione in piena notte e di conseguenza un’immensa strage nel ristorante del porto dove aveva conosciuto Brona. Intorno a lui permane invece il mistero sul suo passato, su cosa esattamente lo abbia spinto ad attraversare l’oceano e ad abbandonare suo padre e la sua famiglia. La comparsa di un nuovo detective che si occuperà degli omicidi arriva a rendere più fitta la sua storia personale, così da non lasciare il personaggio semplicemente legato a Vanessa e alle sue vicende, ma con qualcosa di proprio da portare.

Il demi-monde inglese è davvero tornato, circondato da attese che – come vuole il mondo stesso in cui si svolge – sono a metà strada tra la conservazione di ciò che ha già saputo fare e mostrare, e la voglia di vederlo evolvere, crescere, continuare a calibrare un eccessivo visivo che lo caratterizza, affinché non diventi fine a se stesso, ovvero un mero riempitivo di una sostanza che smette di esserci.

Voto episodio: 7

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

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