Game of Thrones – L’angolo dei Lettori (episodi 8-10)

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Anche quest’anno Game of Thrones è giunto al termine, lasciandosi alle spalle una stagione che mai prima d’ora aveva preso le distanze dalla saga martiniana in maniera così netta e decisa.

Avvertenza: L’articolo contiene informazioni e riferimenti a tutta la saga di George R.R. Martin, fino alla fine dell’ultimo libro pubblicato, “A Dance with Dragons” (in italiano “La Danza dei Draghi”). Se siete non lettori e non volete spoiler di nessun tipo, vi sconsigliamo vivamente di continuare la lettura di questo articolo.

Fin dal suo esordio, la trasposizione di A Song of Ice and Fire sul piccolo schermo si è posta come un’operazione estremamente interessante – e per certi versi inedita – proprio per il suo andare a lavorare non su un’opera compiuta, bensì su un materiale in divenire, ben lungi dall’epilogo. Questa situazione è andata, col passare del tempo, a creare una peculiare dinamica di osmosi e interscambio tra il medium cartaceo e quello televisivo che ha finito con l’investire non solo il fruitore ma anche gli stessi autori e che in questa annata è giunta alla sue estreme conseguenze.

Se fino all’anno scorso era ancora possibile parlare di Game of Thrones come di una trasposizione – a tratti più fedeli, a tratti più libera – dei romanzi di Martin, a oggi la serie sembra infatti aver definitivamente acquisito una sua autonomia narrativa, spesso profondamente divergente dal materiale di partenza, quando non addirittura in anticipo su questo – andando quindi paradossalmente a capovolgere la presunta gerarchia dei medium e sollevando una lunga serie di quesiti sul futuro della saga letteraria, che ne sarà inevitabilmente influenzata.

Quest’anno in particolare, l’estrema complessità del racconto martiniano – che in A Feast for Crows e A Dance with Dragons si va a unire a un’eccessiva proliferazione di storie e personaggi – si è rivelata spesso inadatta al piccolo schermo, spingendo gli autori ad allontanarsene in nome di una maggiore sintesi e coesione della trama, ma con risultati alterni. Dopo la visione di “Mother’s Mercy” appare infatti evidente che se in alcuni casi il racconto martiniano ne è uscito rafforzato, in altri la necessità di semplificare e di stupire ha preso il sopravvento sulla coerenza del racconto.

Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio gli ultimi tre episodi seguendo come sempre la suddivisione geografica da nord a sud e da ovest a est.

La Barriera

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Come abbiamo detto, il minimo comune denominatore di tutti i cambiamenti apportati al materiale martiniano è stata la necessità di semplificare la complessità – in alcuni casi effettivamente eccessiva – della trama letteraria. La storyline di Jon Snow non fa eccezione, e nonostante qualche pecca – ad esempio il modo fin troppo sbrigativo con cui è stata gestita la vicenda della sua elezione a Lord Commander ­– gli autori sono riusciti a mettere in scena in modo più lineare ma comunque convincente il percorso di crescita del personaggio e soprattutto le difficoltà di conciliare Guardiani e Bruti in vista dell’avanzata degli Estranei. L’epica battaglia di Hardhome ha rappresentato senza ombra di dubbio il miglior esempio delle capacità di Benioff e Weiss usare il materiale di Martin come punto di partenza per espandere e arricchire il racconto sia dal punto di vista della spettacolarità che dell’evoluzione della trama.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Quello che nel libro è un semplice – ma comunque inquietante – resoconto della tragedia che giunge a Snow via lettera, qui si trasforma in uno scontro vissuto in prima persona, arricchendosi inoltre di dettagli che potrebbero rivelarsi fondamentali per il futuro della saga, sia letteraria che televisiva. Non è infatti solo la dimensione epica ed emotiva a rendere memorabile lo scontro di Aspra Dimora, ma anche l’inserimento di dettagli inediti come la conferma diretta del potere dell’acciaio di Valyria contro gli Estranei (nel libro Sam lo apprende da un libro) e soprattutto il ritorno di un personaggio tanto misterioso quanto potenzialmente fondamentale: il Night’s King. Quello che nella saga di Martin è ­– almeno per ora – un semplice personaggio leggendario vissuto durante l’Era degli Eroi, nella serie diventa il leader degli Estranei, dando vita a un corto circuito narrativo in cui le due versioni vanno a integrarsi tra loro nella mente del fruitore che quindi, grazie allo “spoiler” del nome uscito sul sito di HBO lo scorso anno, può ipotizzare una sovrapposizione identitaria delle due figure.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Ma giungiamo a quello che, sia nei libri che nella serie, costituisce forse il colpo di scena più sconvolgente e inaspettato dell’intera saga: la morte di Jon Snow, uno dei personaggi da sempre considerati fondamentali – e quindi non sacrificabili – nell’economia del racconto. Pur seguendo a grandi linee le dinamiche descritte da Martin, la sequenza presenta alcune alterazioni che hanno ricadute sia sulla percezione dell’evento stesso che sui suoi potenziali sviluppi. In A Dance with Dragons la decisione di Snow di marciare verso Grande Inverno in seguito alla lettera di Ramsay Bolton – rompendo quindi il suo giuramento – andava infatti a concorrere alla creazione di una situazione molto più sfumata, in grado di far guadagnare una maggiore umanità ai personaggi. A ogni modo la scena, anche grazie al buon utilizzo del personaggio di Olly, non perde dal punto di vista della sua carica emotiva il confronto con il corrispettivo cartaceo, sfruttandone anzi a pieno le potenzialità visive con la bellissima e struggente inquadratura finale, che lascia ancora meno dubbi delle parole di Martin sulle sorti del Lord Commander.

Se quindi da un lato la morte di Snow pare confermata al di là di ogni possibile dubbio, dall’altro il puntuale ritorno di Melisandre al Castello Nero (che nel libro invece non ha mai lasciato) andrebbe a rafforzare l’ipotesi secondo cui sarà proprio la sacerdotessa a riportarlo in vita. Restano comunque alcune incongruenze e forzature, come ad esempio l’inspiegabile assenza di Ghost (che nel libro è invece motivata) e quell’a dir poco tempestivo arrivo di Melisandre, che non possono non far storcere il naso allo spettatore più attento, pur non andando nel complesso a inficiare la forza della scena.

Grande Inverno

A Winterfell si sono concentrate alcune delle deviazioni dalla saga letteraria più consistenti, nonchè le sequenze più discusse di quest’annata di Game of Thrones.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Al di là delle polemiche – spesso fuori luogo – scaturite dalla controversa scena di stupro ai danni di Sansa, queste ultime puntate non hanno fatto altro che confermare come la decisione di riportare la giovane Stark a Grande Inverno sia stata una delle scelte più felici tra quelle compiute da Benioff e Weiss quest’anno, a dimostrazione del fatto che l’allontanamento dal materiale originario non è necessariamente un male. Ciò infatti non solo ha permesso di restituire al personaggio una centralità che nei libri è assente, ma anche e soprattutto di portare avanti in maniera coerente il suo percorso di crescita, facendole incarnare le speranze di rivalsa racchiuse in quel “The North Remembers” che molti sperano avverarsi presto. A questo va aggiunta l’ottima costruzione del rapporto con Theon, il quale ha giovato a sua volta di questa deviazione dal libro: l’incontro ha avuto il pregio di metterli di fronte alle conseguenze delle loro azioni, rendendo il percorso di espiazione e riacquisizione dell’identità di Theon ancora più efficace e permettendo al tempo stesso a Sansa di venire a conoscenza della sorte dei suoi fratelli minori.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)L’altro personaggio che ha certamente giovato dell’arrivo di Sansa a Grande inverno è Brienne, la cui storyline originaria è tra le le più sfilacciate e meno coinvolgenti dell’intera saga. Se infatti nei libri vediamo la donna girovagare a vuoto nelle Riverlands alla ricerca della Stark fino all’incontro a sorpresa con Lady Stoneheart, nella controparte televisiva la sua missione ­– pur restando in stand-by per diversi episodi – acquista una concretezza inedita, andandosi inoltre a unire al progetto di vendetta nei confronti di Stannis. Ed è proprio questo a prendere inaspettatamente forma nel finale, a discapito del salvataggio di Sansa (con cui presumibilmente si incontrerà nella prossima stagione), donando al suo personaggio una sorte ben più fortunata della sua controparte letteraria.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Lo stesso purtroppo non può dirsi di Stannis Baratheon e della storyline che l’ha visto protagonista. Ad aver suscitato scalpore, e non solo per il suo tono particolarmente cruento, è stata innanzitutto la decisione di fargli sacrificare Shireen al Dio della Luce. Il modo in cui è stato costruito questo plot-twist infatti sembra prediligere il colpo di scena alla coerenza del racconto e alla costruzione del personaggio, risultando abbastanza illogico, dato che Shireen è la sua unica erede, e snaturante nei confronti del personaggio che ci è stato presentato finora – non solo nei libri ma anche nella serie. Stannis infatti non ci è stato mai stato mostrato come un fanatico del Dio della Luce, bensì come consapevole dei poteri che questo è in grado di offrire e disposto a sfruttarli ma solo quando gli interessi del dio coincidevano con le sue convinzioni; con la morte di Shireen avviene invece un deciso allontanamento dall’intransigente senso di giustizia che lo ha da sempre guidato.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)In quest’ottica “Mother’s Mercy” non fa che ribadire la completa autonomia della serie rispetto al racconto di Martin. Per quanto in A Dance with Dragons la situazione di Stannis prima dell’attacco a Grande Inverno fosse tutt’altro che rosea e il suo risultato incerto, quella che ci viene presentata nella serie è una situazione totalmente disperata, e quindi insensata dal punto di vista strategico-militare. Oltre ai chiari limiti di budget, la battaglia tra Bolton e Baratheon paga le conseguenze del mancato approfondimento della situazione del Nord post Nozze Rosse, che nonostante la sua complessità forse avrebbe meritato di essere affrontata, in quanto avrebbe donato allo scontro un respiro ben più ampio. La morte avvenuta per mano di Brienne costituisce per certi versi una giusta conclusione della parabola di Stannis – soprattutto della sua versione televisiva –, in quanto si ricollega a quello che è stato il primo grande cedimento di Baratheon ai poteri del Dio della Luce per perseguire i suoi scopi: l’uccisione del fratello Renly.

Nella serie la conferma della sua dipartita (che al contrario in A Dance with Dragons è testimoniata solo dalla lettera di Ramsay) va non solo a eliminare quello che insieme a Danaerys era considerato tra i più favoriti nella corsa al trono, ma giunge inoltre a estinguere la casata dei Baratheon (almeno i componenti “purosangue” della famiglia) e a consegnare al latitante Balon Greyjoy la vittoria morale della guerra dei cinque re. È chiaro che ciò avrà delle conseguenze molto pesanti per quanto riguarda il rapporto tra serie e libro, che forse mai come in questo punto avevano preso traiettorie così diverse.

Approdo del Re

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Anche le vicende di Approdo del Re hanno generalmente giovato delle modifiche, qui molto meno consistenti che altrove, introdotte da Benioff e Weiss. La Cersei televisiva ha difatti mostrato un maggiore acume politico e per certi versi una maggiore umanità della sua controparte letteraria, ma non abbastanza da evitarle l’arresto e l’umiliazione. A restare intatte sono state però la sua superbia e la sete di potere, che hanno finito con l’alienarla dagli altri Lannister ­– anche se in maniera meno grave e definitiva che nei libri – e a fidarsi delle persone sbagliate, nell’errata convinzione di poter superare in furbizia e ingegno tutti i suoi presunti nemici e alleati.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Nonostante l’impossibilità di comunicare in maniera adeguata la paranoia che prende progressivamente possesso di Cersei (che costituisce il fil-rouge dei suoi POV), gli autori sono riusciti – soprattutto grazie alla sempre ottima performance della Headey – a portare sullo schermo la parabola discendente dell’ex-regina in maniera soddisfacente. In questo senso la lunga e straziante sequenza della camminata verso la Fortezza Rossa, ottimamente girata e recitata, rappresenta l’apice di questo percorso, che nel complesso si è mantenuto abbastanza fedele alla sua controparte cartacea, andando semplicemente a sfoltire alcune delle lungaggini martiniane. A mutare in maniera ben più significativa sono invece i potenziali sviluppi di questa storyline: la morte di Myrcella infatti andrà presumibilmente a rompere in modo definitivo gli equilibri tra Lannister e Martell, ma soprattutto avrà delle pesanti ripercussioni proprio sul personaggio di Cersei.

Dorne

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Giungiamo quindi a quello che da molti, lettori e non, è stato giustamente considerato uno dei maggiori passi falsi di questa stagione: l’introduzione di Dorne. Se inizialmente l’inserimento di Jaime e Bronn in questa storyline aveva fatto ben sperare nel suo sviluppo, le speranze si sono presto infrante di fronte a una rappresentazione che non è stata per niente in grado di comunicare il fascino e le potenzialità della cultura dorniana – profondamente diversa da quella degli altri Regni – e dei personaggi femminili che la popolano. A mancare è stata proprio la ventata femminista di Dorne, che nel testo di Martin aveva contribuito in maniera determinante a rendere A Feast for Crows un’interessante racconto di guerriere e regine.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Giunti al termine della stagione, solo il disvelamento della segreta alleanza di Doran con i Targaryen avrebbe potuto, almeno in parte, riscattare la mediocrità di questa storyline, ma anche in questo caso gli autori hanno preferito optare per un plot-twist più eclatante: l’uccisione di Myrcella va a infrangere i delicati equilibri creati da Martin senza però riuscire a compensare la pochezza di ciò che lo ha preceduto. La decisione di rimandare – se non di eliminare del tutto –la scoperta del piano di Doran non solo va a indebolire il suo personaggio, le cui motivazioni non acquisiscono mai la giusta pregnanza, ma finisce col ribaltare l’esito stesso del racconto, segnando in maniera inaspettata il successo delle Sand e aprendo di conseguenza scenari inediti riguardo i rapporti tra Martell e Lannister.

Il caso di Dorne è emblematico dei rischi che l’operazione di semplificazione e sintesi attuata da Benioff e Weiss porta con sé, ma la speranza è che una volta superato lo scoglio dell’introduzione i due riescano ad aggiustare il tiro nella prossima stagione.

Braavos

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Il percorso di Arya, forse per la sua maggiore linearità, è stato tra i più fedeli al testo di Martin, pur non rinunciando a qualche alterazione e inversione degli eventi. Nello specifico va ammesso che il materiale letterario non era dei più ricchi, e ciò ha costretto gli autori a spingersi fino alla messa in scena del capitolo dedicato alla Stark che anticipa The Winds of Winter: “Mercy”. Anche grazie alla sostituzione di Raff The Sweetling con Meryn Trant e alla furba decisione di posticipare il cliffhanger di A Feast for Crows a chiusura della stagione, le sequenze dell’uccisione del cavaliere della Guardia Reale e della conseguente punizione della ragazza colpiscono nel segno, andando anche in questo caso a costituire efficacemente l’apice di un percorso che, per quanto geograficamente isolato dal resto della narrazione, vi si è spesso ricollegato in maniera intelligente dal punto di vista tematico. Benioff e Weiss hanno saputo sfruttare al meglio le evocative descrizioni di Martin sotto l’aspetto della messinscena, riuscendo inoltre ad amplificare la risonanza emotiva delle vicende tramite l’inserimento di Jaqen e di Trant, reo dell’omicidio del primo mentore di Arya: Syrio Forel.

Meereen

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Fin dalla decisione di eliminare Barristan Selmy e di non introdurre i personaggi dei Griff e di Quentyn, è parso chiaro che l’intenzione degli autori fosse quella di mantenere un passo decisamente più spedito rispetto a quello di Martin, che al contrario in A Dance with Dragons diluisce fino all’inverosimile il racconto ambientato nel continente orientale. La conseguenza più importante di questa scelta è stata certamente l’incontro tra Daenerys e Tyrion, tanto atteso ma non ancora avvenuto nei libri. La relativa facilità con cui il Folletto e Mormont si riuniscono a Khaleesi ha inevitabilmente suscitato sentimenti contrastanti nei lettori, ma al di là di ciò va ammesso che in “Hardhome” gli autori sono stati in grado di gestire in maniera ottimale uno snodo così importante e inedito, sottolineando i punti di contatto e al tempo stesso la complementarietà dei due caratteri e regalandoci due splendidi dialoghi che non ci hanno fatto rimpiangere troppo l’assenza di quelli martiniani.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)L’altro momento fondamentale e molto atteso dai lettori era certamente quello ambientato nella fossa di Daznak. Qui Benioff e Weiss, come spesso accade, hanno deciso di compensare la fisiologica minore introspezione figlia del cambio di medium con una maggiore azione e spettacolarità, introducendo un vero e proprio attacco dei Figli dell’Arpia. Se nel libro la tensione e il pericolo erano generati proprio dall’arrivo di Drogon a caccia di cibo, qui invece il drago sembra giungere a soccorrere Daenerys, depotenziando quindi in un certo senso il momento dell’interazione tra i due. Pur non essendo tecnicamente perfetta, la sequenza del volo conferma il coraggio di osare degli autori, che giunti alla quinta annata non vogliono – e non possono – più tirarsi indietro di fronte alle scene più spettacolari.

Game of Thrones – L'angolo dei Lettori (episodi 8-10)Così come A Dance with Dragons, anche “Mother’s Mercy” chiude il percorso di Daenerys con l’incontro con i Dothraki: un finale aperto e anti-climatico a cui però si accompagna l’inedita presenza di Tyrion e Varys a tenere in mano le redini di Meeren. Se da un lato la situazione descritta nella serie appare generalmente meno critica grazie all’assenza dell’assedio e dell’epidemia e alla mancata liberazione di Viserion e Rhaegal, d’altro canto la morte di Hizdar getta un’ombra ancora più oscura sull’identità dell’Arpia, lasciando presagire che i nuovi reggenti della città non avranno vita facile.

Nel complesso quest’ultima stagione di Game of Thrones ha dimostrato come l’allontanamento dal materiale di partenza possa dar vita a risultati interessanti quanto disastrosi, suggerendoci che forse non esiste una versione migliore o peggiore dell’altra, ma semplicemente due racconti paralleli e al tempo stesso complementari che vanno a inserirsi in uno stesso universo narrativo transmediale, a cui il lettore/spettatore può attingere liberamente al fine di costruire la sua personale “migliore versione possibile” della saga creata da Martin.

Nota
Per tutte le notizie sulla serie, seguite la pagina Game of Thrones – Italy.

33 Risposte

  1. Jack scrive:

    L’impossibilità di dare un significato alla realtà secondo le normali categorie di causa-effetto e di bene-male non deriva da un nichilismo da due soldi tanto di moda di questi tempi,soprattutto in certe serie tv;ha origine invece da un ateismo profondo,disperato e mai compiaciuto,dalla convinzione che “se anche esistesse un Dio Egli ha distolto lo sguardo dalle cose terrene”. Svegliatevi che GOT non è niente

     
  2. Pogo scrive:

    Questa stagione, invece, ha dimostrato proprio che più ci si allontana da ciò che ha scritto Martin, più si fanno danni. Anzi, direi che c’è una correlazione nemmeno inversamente proporzionale, ma addirittura alla N potenza. Sembra una legge di Murphy.
    Benioff e Weiss si sono rivelati due incapaci a maneggiare un materiale perfetto per una saga televisiva.
    A parte che da grande saga sul genere umano (vera e propria metafora) è diventata una soap opera trash di basso livello – solo con tanti soldi da spendere – l’incoerenza regna sovrana.
    Incoerenza interna: nel senso di lasciar perdere proprio i libri e valutare solo l’esistenza della serie televisiva; pessima. Stannis è proprio l’esempio migliore, ma tutta la serie è un corto-circuito logico dal punto di vista narrativo. I personaggi fanno cose a caso che servono solo a portare la narrazione dal punto A al punto B (ricorda molto Lost in questo), tutto l’opposto dei personaggi di Martin, che si muovono secondo delle logiche interne e coerenti con le loro singole aspirazioni e esigenze.
    Insomma, indifendibili (una delle cose più ridicole di tutta la serie è l’uccisione di Barristan Selmy da parte di quattro imbecilli armati di temperamatite). Un fallimento totale.
    Al buon zio George tutto questo non può che giovare, visto che si ritrova libri “non bruciati” ancora da pubblicare e può allungare la saga a 8 libri come da tempo si vocifera.
    Per me spettatore, invece, non giova affatto. Perché sto tanto atteso The Winds of Winter non arriva e della sesta stagione non me ne può fregar di meno, ormai.

    Due parole sulla Walk of Shame e Lena Headey: a parte che l’ingaggio di una delle attrici più scarse della storia del piccolo schermo è già di suo incomprensibile, visto che è di una mono-espressione perenne, alla luce del non voler affrontare scene di nudo è doppiamente incomprensibile. Si vedeva lontano (il proverbiale miglio) perfino con un occhio non attento che fosse una controfigura. E il realismo va a farsi benedire.
    Se un attore o una attrice non vuole apparire in scene di nudo* liberissimo/a di farlo, ma la produzione dovrebbe essere attenta a non scritturarli. Soprattutto se poi sono degli attori/attrici scarsi.

    *io personalmente appartengo alla vecchia scuola cinematografica/narrativa, per la quale si mostra solo ciò che è necessario a far progredire la narrazione, pertanto trovo superflui il 99% dei nudi (e anche della violenza) che si vede ai nostri giorni in televisione o al cinema. Detto questo, se un attore/attrice non è in grado o non vuole sostenere scene di nudo – e la Walk of Shame aveva un senso ed era importante – non è attore/attrice da tenere in considerazione.

    P.S. Sansa a Winterfell è proprio la cosa più vergognosa di tutto il cambiamento apportato da B&W.

     
    • Berto scrive:

      Anche se non ero d’accordo, stavo leggendo il tuo commento con interesse e comprendendo le tue motivazioni. Ma quando sono arrivato al punto in cui dici che Lena Headey è un’attrice scarsa sono scoppiato a ridere e hai perso tutta la credibilità che avevi acquisito nelle prime righe del commento.

       
      • Pogo scrive:

        Mi fa molto piacere che ti sei fatto tante risate. Ridere fa bene. E quindi mi hai rallegrato la giornata, perché almeno ho fatto una buona azione.

        Sulla credibilità di una persona ci andrei più cauto, ma comunque non sono un tipo che se la prende.

        Detto questo, tieniti pure Lena Headey come grande attrice. Io preferisco le attrici che sanno recitare, a quelle che sanno scegliere le agenzie giuste.

         
    • Simona Maniello scrive:

      Ciao Pogo,
      per quanto riguarda la mancata scena di nudo della Headey a quanto pare è stata motivata dal suo essere incinta e pesantemente tatuata più che da un suo categorico rifiuto a girarla. http://www.telegraph.co.uk/culture/tvandradio/game-of-thrones/11681725/Game-of-Thrones-everything-we-know-about-Cerseis-naked-walk-of-shame.html
      Io personalmente alla prima visione non ho notato la presenza della CGI e oltre a ciò la trovo una brava attrice, quindi nel complesso la scena mi è piaciuta molto, ma questi sono gusti.
      Quello che ho cercato di spiegare nell’articolo è che per quanto io da lettrice apprezzi la complessità del racconto di Martin questo non lo rende come dici tu “materiale perfetto per una saga televisiva”, anzi. Se Martin può permettersi di chiedere implicitamente al lettore di consultare le quasi cento pagine di Appendice che alla fine di ogni libro riportano le genealogie delle casate, piuttosto che di tenere d’occhio la cartina di Westeros e Essos per capire i vari spostamenti dei personaggi (cosa che ho fatto io per prima più che volentieri), Benioff e Weiss non possono permettersi di fare altrettanto. Detto questo non li reputo infallibili, ma credo che qualche buona intuizione l’abbiano avuta, vedi per esempio il caso di Sansa, che al di là degli sviluppi (simili o completamente diversi) che la sua storyline avrà poi nei romanzi a mio parere resta un buon arco narrativo.

       
      • Joy Black scrive:

        E aggiungo… di tutti quelli con cui ho parlato che non sapevano della questione del “nudo montato” di Cersei (a differenza del sottoscritto) non si sono minimamente accorti di nulla. Anche io in diretta ho faticato a vedere la cosa e lo sapevo, poi ad una seconda visione si nota molto di più.

         
      • Pogo scrive:

        Ciao Simona.
        Il caso di Sansa lo trovo come emblematico dello sviluppo a caso che B&W stanno portando avanti.
        Littlefinger non farebbe mai una cosa così illogica. E infatti nel libro non la fa.
        Il problema non è distaccarsi dai libri. Il problema è che anche valutando GoT senza l’esistenza dei libri, come se non fossero mai stati scritti, si possono individuare numerosi buchi neri di logica e coerenza interna. Compreso Stannis.

        Comunque per me le cose più gravi della scrittura di B&W sono tutte figlie della faciloneria con la quale portano avanti la storia immergendo i personaggi all’interno di un contenitore già deciso, anziché muovere i personaggi delineando così la storia.
        Per dire, Ghost è lì per salvare il simpatico Tarly, ma non c’è per salvare il suo padrone, quando ci è stato mostrato nella prima stagione (scena di Bran e il suo Summer che lo salva) che i Direwolf vivono in simbiosi per il loro “padrone” e che percepiscono il pericolo.

        La mia impressione è che lo sviluppo della storia sia più vicina al modus operandi di Lost che all’effettivo potenziale esprimibile dalla saga di Martin (che invece è perfetta per per una saga televisiva, se anziché restringere, si ha il coraggio di osare evitando semplificazioni).

        P.S. prima ancora che accorgersi della CGI, è nella scena nella cella, quando Cersei è lavata prima in piedi e poi fatta sedere, che ti accorgi che stanno usando una controfigura.

         
        • Simona Maniello scrive:

          L’attaccamento morboso di Ditocorto nei confronti di Sansa cozza un po’ con il suo momentaneo abbandono, ma del resto non sappiamo ancora di preciso quale sia il suo piano quindi per il momento sospendo il giudizio. A me comunque pare che politicamente parlando abbia senso sposare la sua protetta alla casata che attualmente governa il nord. Per quanto riguarda i metalupi sono perfettamente d’accordo, anche perchè la questione del rapporto tra loro e gli Stark è forse la cosa che più ho apprezzato nei libri. Anche in questo caso però credo che il motivo per cui sono stati assenti in questa stagione sia di tipo produttivo più che creativo. Anche a me l’assenza ingiustificata di Ghost ha fatto arrabbiare parecchio ma possiamo presumere che sia stato imprigionato da qualche guardiano di cui si fidava, in maniera simile a quanto accade nel libro (dove però se non sbaglio è lo stesso Snow a farlo).

           
    • Kris scrive:

      Mi sto chiedendo che tipo di libri tu abbia mai letto in vita tua.
      La saga di Martin è tutt’altro che perfetta, in senso generale (anzi negli ultimi libri diventa addirittura mediocre), ancor meno lo è per essere adattata al mezzo televisivo.
      Riguardo i commenti su Lena Headey, puoi benissimo dire che non ti piace, ma affermare che sia un’attrice scarsa, dimostra che di recitazione te ne intendi poco.

       
      • Pogo scrive:

        La saga di Martin è perfetta per essere adattata al grande schermo perché ha una stratificazione e un intreccio che superano di gran lunga la fabula, che va avanti per racconti parziali (ha preso spunto da Rashomon, che voglia ammetterlo o meno, tra l’altro).
        Mi piacerebbe sapere quale legge le impedisce di essere perfetta per essere adattata al mezzo televisivo (è invece problematico adattare l’intera ASOIAF al mezzo cinematografico, cioè un lungometraggio).

        Su Lena Headey, non avendo mai frequentato una vera scuola di recitazione, le magagne di portamento e espressione, si vedono tutte. È così in ogni film che fa, che sia comico, da teen ager o GoT.
        Ma accetto lezioni sulla recitazione. C’è sempre da imparare nella vita.

         
  3. Kaiser scrive:

    *più che “old school” me sa tu sei proprio “old style”… nell’accezione più negativa e fastidiosamente bacchettona del termine.

     
    • Pogo scrive:

      Ma figurati (e poi qui noto che vi piace sparare giudizi a caso eh?).

      Io avrei girato la Walk of Shame con un piano sequenza di almeno 3 o 4 minuti, con Headey nuda come mamma l’ha fatta, per dare l’idea di umiliazione totale del personaggio Cersei, spogliata dei suoi averi reali, mostrando quindi una nudità totale, vera, coerente con quando avviene nei libri, dove l’evento ti prende come un pugno nello stomaco, anche se il personaggio di Cersei è in cima alla lista di Arya (lista che uno approva in pieno).

       
      • Kaiser scrive:

        Ah bhè, se Pogo l’avrebbe girata in piano sequenza (!) e scelto n’altra attrice che ce faceva vedere le tette, allora ce tocca alzare le mani. Aho, ma pensa te, avevamo Scorsese su un blog e non ce n’eravamo accorti.

        Peccato che alla ggente, quella che paga un canone per guardarsi in santa pace l’eic-bi-o, mediamente, non frega una cippa di come l’avrebbe fatta Pogo. Ecco perché quei due “incapaci” stanno a Hollywood, le attrici come la Headey in villa con piscina, mentre te, sui forum, a rosicare.

         
        • annamaria scrive:

          Io credo che Pogo abbia ragione.
          Dire che la Headey è brava perché sta in villa con piscina è una stupidaggine.
          Pogo rosica?
          E perché?
          Mica fa l’attrice (!), che io (o tu) sappia.
          E che la Hadey abbia sempre la stessa espressione è un FATTO, non un’opinione
          Riguardati un po’ di puntate e poi sappimi dire.
          Ha perennemente l’espressione scazzata di chi c’ha il mondo “in gran dispitto”.
          Tranne che nella Walk of Shame dove in effetti ha recitato (ed era anche ora!).
          Quanto al nudo l’umiliazione doveva essere piena (siamo lettori, no? si può dire), sostituirla con trucchi vari per far vedere che le tette le stanno ancora su (abbastanza) è un po’ da poveretti.
          Cercei non è una ragazzina e ha avuto tre figli.
          Nel libro anche questo fa parte della punizione, essere costretta a mostrarsi com’è, senza trucchi né orpelli.
          Comunque la scena è venuta bene, secondo me, anche se lei non mi ha fatto pena per niente, ma non per l’attrice, perché odio Cercei ed era da mo’ che aspettavo questo momento.

           
        • La Redazione scrive:

          Siete caldamente invitatati a mantenere toni pacati e a rispettare le opinioni altrui. Ci riserviamo di prendere provvedimenti qualora tale rispetto venisse a mancare.

          La redazione

           
        • Kris scrive:

          Dubito che la Headey viva in una villa con piscina!

           
  4. Boba Fett scrive:

    Una cosa avrei lasciato in un modo più fedele fra le due versioni, la sconfitta della strategia di Cersei e il tragico isolamento dove si va a cacciare con i pesanti rifiuti alle disperate richieste di aiuto, su tutte, quella del fratello Jaimie.
    Invece chiedo a voi lettori se vi è chiara la questione Brienne, non avete avuto anche voi la sensazione di una falla narrativa fra il cappio e la missione? Come interpretare la cosa?

     
    • Simona Maniello scrive:

      Dovrebbe aver accettato l’offerta di Lady Stoneheart all’ultimo momento per salvare Podrick e quindi essere stata risparmiata (oppure, ma è meno probabile, potrebbe essere stata “portata indietro” da Thoros).

       
  5. zoidberg scrive:

    Ho seguito da spettatore “puro” le prime 3 stagioni recuperate tutte di fila, poi mi sono letto i libri. Diventato un “lettore” la quarta stagione mi è pesata tantissimo.
    Anche perché “Storm of Swords” è stato il mio libro preferito, e l’adattamento quando fedele mi è parso inferiore, quando diverso mi ha lasciato un po’ Meh.
    Invece questa stagione l’ho apprezzata parecchio, con i suoi pro e contro.

    Pro
    – Tutti i personaggi maggiori hanno avuto un arco narrativo completo. Restano giustamente molte situazioni in bilico (Daenerys, Sansa, Jon “nonpuòschiattare” Snow) ma tutti hanno avuto un minutaggio adeguato a sviluppare la propria storia.

    – Asciugare la trama (oltre al risparmio sul casting) ha tolto quasi tutti i tempi morti, che negli ultimi libri erano diventati biblici. Alcune delle trame uscite da questo processo sono state migliori e credo più coerenti di quelle del libro.
    Tyrion e Daenerys su tutti, anche Sansa a winterfell non mi è spiaciuta (sempre meglio che farle scendere una scalinata per 15 capitoli con il lord tremarella)

    – Tutta la manfrina degli uomini di ferro è anche interessante, spero di vederla la prossima stagione; come l’assedio di Meeren (di cui purtroppo martin non si è degnato di scrivere una battaglia)

    -Le scene di massa. Scene di Massa! Finalmente! Il budget lievitato ci ha fatto la grazia di assistere a battaglie e campi larghi degni di questo nome. Dal punto di
    vista della messa in scena, gli ultimi 20 minuti della 5 08 sono una perla action.

    -L’alto passero è uscito davvero bene come personaggio

    -La scelta di Stannis, pur orribile, non è stata out of character. Se leggiamo il sacrificio della figlia non nell’ottica di conquistare il trono, ma in quella di evitare l’annientamento dei suoi uomini bloccati in una posizione impossibile, allora l’uomo più triste del mondo ha fatto il suo dovere.
    Mi pare che farlo spirare in modo dignitoso sia stata la sorte più giusta all’uomo più sfigato di tutta Westeros.

    Contro
    – La trama di Dorne è una roba buttata lì per necessità. Dovendo asciugare a tutti i costi hanno catapultato Jaime e Bronn nel ridicolo. Peccato perché Jaime nei libri non era messo male come trama “comiche”: a Riverrun tra la forca gigante, zii buffi, frey ubriachi. Il fatto poi di uccidere Myrcella invece che provare a incoronarla è utile a semplificare il racconto ma insensato.

    – Avrei voluto qualche scena in più del Dominio della Regina con Cersei strabordante, il Lord della Tosse, l’amica “lesbo”. Ma non si può avere tutto.

    – i Tyrrel sono stati quasi totalmente decorativi

    – Missandei (che nel libro ha 11 anni) e Verme Grigio piccioncini non si possono vedere proprio.

    – Melisandre che se la fila spaventata è stato molto out of character oltre ch buttato lì.

    – Non si può tagliare il fantastico “Sir, my Lady?” di Podrick

     
  6. Kaiser scrive:

    Ad Annamaria: che la Headey sia una brava attrice perché ha fatto li sordi, è un’equazione a cui, chissà come, sei arrivata tu. Non è però quello che ho scritto io. Anche se apprezzo il tuo maldestro tentativo di farmi passare per un banalotto.

    Ho detto piuttosto che l’utente Pogo rosica perché il “rosicamento”, la gelosia, l’invidia, quelli sono in genere quel tipo di sentimenti, molto umani e assai comuni, che animano interventi pieni di astio e sospettosamente rancorosi come quello di cui sopra, per cui un pinco pallino qualunque si sente in diritto di andare su un forum a dire “io l’avrei fatto sicuramente meglio di quei 2 incapaci”.

    Se Benioff e Weiss continuano ad essere generosamente stipendiati da HBO per padroneggiare un materiale così narrativamente complesso e commercialmente così redditizio, mentre l’utente Pogo scrive sui forum, un motivo ci sarà e non credo che dipenda solo dalle diverse collocazioni geografiche delle loro rispettive agenzie. Poi magari sbaglierò io, ma intanto, ‘O Rosicone, voli basso, che non fa mai male. Anche perché, che abbia ragione o torto, qui non credo sia importante. Molto più importante del “prendetene e mangiatene tutti”, è saper confrontare le opinioni, a proposito delle quali, non è tanto quello che uno dice, ma anche come lo dice, altrimenti avrai torto comunque ed i dislike degli altri utenti sono qui a testimoniarlo.

    Sul ciglio mono-espressivo della Headey, che nessuno qui ha mai paragonato alla Marlene Dietrich, di certo non io, potrei anche replicare che, a dispetto dei presunti FATTI, prima di questa stagione, anche il suo personaggio ha rischiato di esserlo, mono-dimensionale. Volendo, per esempio, riassumere Cercei Lannister in un mono-aggettivo, credo che qui siano davvero in pochi a poterle confutare il suo essere dannatamente STRONZA. Superbia, fierezza, ipocrisia, ostentazione della propria forza per nascondere una solo apparente fragilità, non sono state altro che le naturali declinazioni di quell’essere superbamente stronza che i tratti fisici e caratteriali della superbamente stronza Lena Headey hanno sempre restituito alla perfezione. Ne è la prova che quando la “Walk of Shame” ha potuto finalmente permetterle di suggerire allo spettatore una gamma di sentimenti e di sensazioni assai diverse da quelle provocate prima di quel momento, anche quegli spettatori che non si lasciano ricattare così facilmente, come il sottoscritto, un po’ di quella umana pietas, sono invece riusciti a provarla. E per il personaggio, e per l’attrice, alla quale, non essendo questa la Dietritch ma nemmeno una pinco pallina, non mi verrebbe mai in mente di chiedere né addirittura di esigere, anche per una sua personale dignità di professionista maturata sul campo, che mi mostrasse a tutti i costi la sua nuda verità…, la quale, almeno nel mio caso, non avrebbe comunque cambiato la potenza visiva ed emozionale di quella scena di una virgola.

     
    • Pogo scrive:

      Esprimere uno dei modi che avrei usato per girare la scena, era per difendermi dall’accusa di essere bacchettone, perché un piano sequenza avrebbe mostrato il nudo (attore o attrice che fosse) obbligatoriamente.
      Certo, errore mio nel pensare che un pensiero logico ma non espresso, possa essere recepito senza ulteriori significati.
      Logica che manca anche nella correlazione tra Benioff e Weiss e la regia, correlazione che ancora non ho ben afferrato.

      Capacità, tuttavia, di comprendere l’Italiano: visto che la frase “si sono rivelati due incapaci a maneggiare…” significa che – voglio venirti incontro – non sono stati all’altezza del compito di trasportare in televisione l’opera di Martin. Se poi scriveranno, per un nuovo lavoro, una sceneggiatura da Oscar, buon per loro. A me non cambia nulla.

      Bella poi la considerazione che hai mediamente di chi scrive su un forum (e molto Italiana anche l’argomentazione di colpire il dito e lasciar perdere la luna, probabilmente perché in effetti per parlare della luna bisogna essere preparati, per colpire il dito basta buttarla in caciara, come si dice a Roma): uno può anche venir qui a rilassarsi e divertirsi leggendo cosa si dice su un forum dell’ultima stagione di GoT. Il tempo libero lo si può impiegare come più si ritiene opportuno, giusto?

      Se proprio ci tieni, comunque, possiamo attrezzarci pure per la regia. Dopo il 15 dicembre, però. Prima ho da fare.
      Anzi, facciamo il 16. Perché il 15 vado a ritirare qualcosa con i punti accumulati con tutti i dislaic che sto prendendo. Che dici, una foto di Marlene riuscirò a prenderla?

       
    • winston smith scrive:

      Non sono un lettore della saga letteraria e, sebbene abbia letto recensione e commenti, preferisco non introdurmi nella discussione – immotivatamente accesa, a mio parere – sui contenuti pertinenti all’oggetto della contesa avendolo già fatto nella sezione dei “profani” (se qualcuno di voi dovesse esservi interessato, ben venga).
      Mi intrometto, dunque, solo per correggere una lieve imprecisione nel commento di Kaiser al quale rispondo: la pietas latina è il sentimento di devozione verso gli dei, verso i genitori e verso la patria e ben poco ha a che vedere con la pietà italiana intesa come sentimento di compassione, financo di solidarietà, che si prova verso un soggetto in evidente difficoltà, che, esaminando il contesto, credo proprio fosse ciò a cui volevi riferirti tu.
      Perdonate la pedanteria, ma immagino che nessuno se l’abbia a male nella rettifica di un errore. 😉

       
    • Kris scrive:

      Condivido quanto da te affermato sull’interpretazione della Headey. Cersei Lannister è certamente uno dei personaggi più sgradevoli creati da Martin. Compito di Lena era riprodurre questa impressione di estrema sgradevolezza: doveva essere altera, fredda, superba, falsa, subdola, in una parola STRONZA (termine che secondo me riassume, anche se in maniera un po’ semplicistica, la sua personalità). Doveva farsi odiare e rendersi invisa al pubblico (perchè, in fin dei conti, è questo il compito del suo personaggio, essere l’antagonista, una dei Villain). Direi che Lena ha assolto il suo compito perfettamente, dato che, anche gli spettatori non lettori sono giunti a detestarla proprio come coloro che i libri li hanno letti. A parer mio è riuscita a riprodurre perfettamente l’essenza di Cersei Lannister. Forse l’ha resa più umana di quanto non sia nei libri, ma questo può anche essere dovuto ad una precisa scelta degli sceneggiatori.
      Adesso si può certamente esprimere la propria opinione dire “a me Lena Headey non piace”, ma dire che non sa recitare mi sembra un po’ azzardato. Dire che ha sempre la stessa espressione facciale lo è ancor di più. Non è per nulla un dato di fatto! Se la sua prevalente espressione facciale denota….come dire….. uno stato d’animo …vogliamo chiamarlo scazzato? scoglianato? è perchè questo le veniva richiesto. Perchè Cersei è profondamente scazzata!
      Mi risparmio le mie considerazioni sulla complessa personalità di Cersei e sul perché, benché sia stronza, io non riesco ad odiarla. Dato che sono mie considerazioni, del tutto personali, ve le risparmio, altrimenti questo post diventerebbe lungo come uno dei tediosi romanzi di Martin.
      L’interpretazione di Lena headey nella walk of shame invece dimostra chiaramente che, laddove richiesto, lei sappia esprimere un’ampia gamma di emozioni, anche con i soli occhi.
      Da lettrice dai libri di Martin credo sia riuscita perfettamente a far trasparire i sentimenti di Cersei. E’ ovvio che per rendere alla perfezione la scena sarebbe stata necessaria una voce fuori campo che avrebbe dovuto esprimere tutti i pensieri che si annidavano nella sua mente in quel momento.
      Non credo che l’uso della controfigura abbia tolto nulla alla sua interpretazione. Se poi uno pensa che una attrice non è veramente tale se non è disposta a fare una scena di nudo…bhe … qui alzo le mani, perchè abbiamo evidentemente una concezione ben diversa di cosa significhi essere un attore/attrice.

       
      • Pogo scrive:

        Ho detto che non merita considerazione (cioè non va presa in considerazione per un determinato ruolo). [quand’è che eviteremo, soprattutto su un forum, dove c’è solo la fredda parola, di cambiare significato a ciò che uno scrive?].

        Il fatto che per me non vada presa in considerazione mai è poi un altro fatto, ma semplicemente perché è un pezzo di legno. Lei e quell’altro che fa Jon Snow (il peggiore attore di tutta la serie GoT e in il personaggio più importante di ASOIAF).

         
  7. annamaria scrive:

    A me pare che qualcuno se n’è già avuto a male, vedi pollicino giù.

    Comunque preferisco evitare flame perché vengo da un sito che nell’ultimo anno era diventato un ring e che temo sia defunto anche per questo.
    Mi auguro che qui non accada la stessa cosa.
    Avere opinioni diverse è il sale della terra ed esprimere le proprie senza azzannare l’avversario non è solo questione di educazione, è proprio una necessità di sopravvivenza.
    A me GOT piace comunque, anche se ne vedo tutti i difetti, mi diverte, ma apprezzo ugualmente l’opinione di Pogo che conosco da anni e che so essere un sincero appassionato e un utente sempre educato anche se a volte (eheheh!) piuttosto tranchant nei giudizi che magari non condivido (non del tutto, almeno) ma che leggo sempre con piacere.

     
  8. annamaria scrive:

    @ Simona Maniello

    Grazie per la premura.
    Se Podrick si è salvato, piccino!, posso solo esserne felice.
    Aspettiamo che il vecchiaccio ci illumini (e non solo su questa “morte”, cavolaccio!)

     
  9. Brita scrive:

    Personalmente quest’anno vedo più ombre che luci (e tendenzialmente sono uno che ha sempre trovato ridicoli le critiche per le variazioni rispetto ai libri).
    Giusto, e persino ovvio visto il mezzo, sfoltire le sottotrame. Ottima la battaglia di Hardhome. Ritengo interessante la variazione su Sansa (che altrimenti sarebbe rimasta al palo come Bran), anche se effettivamente scelta un po’ assurda di Littlefinger. Su Dorne, inutile commentare: pessima!

    Quel che però mi lascia soprattutto perplesso sono le storyline al nord: Stannis e barriera.
    In questo sono d’accordo con Pogo, non c’è logica e sembra semplicemente che si faccia una cosa e poi esattamente il contrario pur di arrivare allo scopo. Qui si vede appunto come in assenza di una trama guida sottostante, ci si sia persi, rafforzando il senso di GOT come una serie dove ci sono continui colpi di scena. Solo che qui appaiono gratuiti e senza logica.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *