Girls – 5×09/10 Love Stories & I Love you Baby

Girls – 5x09/10 Love Stories & I Love you BabyGirls chiude questa annata con due episodi meravigliosi, sicuramente i migliori della stagione e, forse, dell’intera serie. La controversa creatura di Lena Dunham ha raggiunto un livello di coerenza e sviluppo tale che, sia che ci si trovi tra i sostenitori che tra i detrattori, è impossibile negare la qualità di un racconto capace di rapportarsi al reale attraverso prospettive non usuali.

Senza didascalismo o retorica, Girls è sempre stata in grado di riflettere sui rapporti umani, sui sentimenti personali o sulle intime debolezze tramite un filtro espositivo capace di restituirne tutte le contraddittorietà, insegnandoci come la percezione della realtà sia spesso offuscata da un velo di consuetudini che occorre squarciare per comprendere il giusto peso delle cose. Sin dall’intento iniziale, Girls si è addentrata nell’analisi di una generazione di donne immobilizzate in una condizione esistenziale che riflette, enfatizzandole, le stesse ambiguità dello stato sociale contemporaneo. Tuttavia, la forza di Girls non sta nelle tematiche affrontate ma nelle modalità narrative messe in atto per raccontare una storia che fa parte della vita di tutti i giorni: Lena Dunham ha focalizzato il racconto addentrandosi nelle viscere dell’intimità dei suoi protagonisti, mostrandoci una porzione di realtà con la quale difficilmente qualcuno vorrebbe confrontarsi.
Così sono passati cinque anni, e nonostante l’indolenza dei vari protagonisti molte cose sono cambiate, non solo a livello tematico, ma anche a livello di costruzione del racconto: quest’ultimo, pur non perdendo le sue caratteristiche fondanti, è riuscito ad allargare lo spettro d’analisi raggiungendo un grado ancora maggiore di coesione e completezza narrativa.

Girls – 5x09/10 Love Stories & I Love you BabyGirls è stato più volte definito come uno show generazionale, e spesso tale definizione ha assunto un’accezione limitante, secondo cui la serie sarebbe capace di parlare solo a quella generazione di millennial a cui appartengono i vari protagonisti. Per quanto questa affermazione non sia del tutto fondante, in queste cinque annate ci sono stati momenti in cui tale impressione si è spesso rivelata calzante, soprattutto in tutte quelle occasioni legate all’indagine del contesto professionale o all’enfatizzazione di una svogliatezza a volte così marcata da risultare fastidiosa. Lasciando da parte la consuetudine analitica secondo cui se un universo narrativo riesce a provocare fastidio, o addirittura odio, vuol dire che è stato in grado di costruire caratteri dotati di una forte pregnanza, dobbiamo ammettere che in questa ultima annata si ha come l’impressione di trovarsi di fronte a un racconto più universale, capace di approcciarsi al reale con una forza che riesce ad andare al di là di ogni limite, generazionale o meno, ergendosi a filtro per comprendere le contraddizioni proprie dell’animo umano. Questo aspetto narrativo raggiunge il culmine in queste ultime due puntate, dalla struttura diegetica pressoché perfetta, strettamente correlate nell’espletamento di un crescendo emozionale che raggiunge il culmine nei minuti finali durante il racconto di Hannah.

Girls – 5x09/10 Love Stories & I Love you BabyGuardando questi due episodi diveniamo prigionieri di una domanda tanto banale quanto imponente: quando guardiamo a noi stessi, quante volte ci definiamo secondo l’immagine che gli altri hanno di noi? La risposta a questo quesito arriva secondo numerosi esempi, fornendoci molteplici accezioni personali e situazionali con cui porsi in relazione: Tally e la sua ansia da complimenti e polemica che sfama ogni giorno cercando su Google ciò che gli altri pensano di lei; Marnie e la decisione di portare Ray in tour per opporre qualcuno all’ingombrante presenza di Tandice; Jessa che non riesce a riconoscersi nell’immagine di ruba-fidanzati; Elijah che si rende conto di non avere nessun obiettivo solo dopo averlo sentito da Dill; Shoshanna che usa l’apparenza e l’immagine sociale facilmente riconoscibile per creare un brand. E poi c’è Hannah, che si mette in relazione con l’immagine che gli altri hanno di lei nel modo più costruttivo possibile, riuscendo a essere completamente se stessa pur non seguendo quel copione prestabilito dalle aspettative altrui.

«So, you’re writing again?»
«I don’t know, but I have something to say.»

Girls – 5x09/10 Love Stories & I Love you BabyEgocentrismo, manipolazione, invidia, indolenza sono le caratteristiche principali con cui di solito si definisce Hannah Horvath, protagonista incontrastata del composito universo di Girls. La splendida evoluzione che il personaggio ha avuto nel corso delle ultime annate, pur non annullando questi aspetti del suo carattere, ha dilatato lo specchio d’indagine permettendoci di vedere Hannah anche secondo altre prospettive.
Il casuale e profetico incontro con Tally dà la scossa definitiva a un turbine emotivo con cui la giovane donna lottava già da un po’, ancor prima di venire a conoscenza della relazione tra Jessa e Adam, che comunque le dà il colpo di grazia. La vita percorsa fino a questo momento le piomba addosso con una potenza così devastante che farne un bilancio completo significa aprire un baratro dentro cui nascondersi. Il blocco creativo, i sentimenti per Adam e per Jessa, l’affetto che nonostante tutto prova per entrambi sono tutti fattori che la destabilizzano al punto da farle perdere l’immagine chiave con cui valutare se stessa. Ma è proprio da questo stato di totale crisi identitaria che Hannah ritrova un’ancora a cui appigliarsi, rendendosi conto che la sua vita non può essere valutata soltanto attraverso ciò che è riuscita ad ottenere – come lei dall’esterno giudica la vita di Tally –, ma piuttosto dall’intensità con cui successi e sconfitte sono stati vissuti, interiorizzati, superati o accantonati.

Girls – 5x09/10 Love Stories & I Love you BabyGrazie a questa consapevolezza, Hannah ritorna a scrivere, trovando rifugio in quella pacifica esigenza di chi ha davvero qualcosa da dire. Da ciò deriva una diversa percezione dei suoi impulsi che la porta verso la matura accettazione di un evento – la relazione tra Jessa e Adam – che, per quanto dolore possa creare, non può essere considerato come un suo fallimento personale, perché è una cosa che sfugge al suo controllo – I can only control the mayhem that I create around me. A questo punto, la conclusione, personale e narrativa, della storia arriva attraverso una decisione completamente diversa rispetto a ciò che chiunque avrebbe potuto aspettarsi dall’irruenta ed egocentrica Hannah: un cesto di frutta, un accorato biglietto – Good luck. I mean it sincerely. In perpetuity, Hannah. Un’azione che proprio nel suo contravvenire alle aspettative generali diventa un modo per affermare se stessa, o meglio un tentativo di ribadire che Hannah è sempre Hannah, a prescindere dalla capacità di poter far scoppiare una crisi nucleare con le sue emozioni o di quella, più semplice, ma non riduttiva, di stare calma e regalare un cesto di frutta a qualcuno.

«You’re gonna make a great therapist, because you’re fucking insane»
«And you’re gonna be an amazing actor, because you’re a narcissist and a sociopath!»

Girls – 5x09/10 Love Stories & I Love you BabyUno degli aspetti più interessanti di questa stagione è stata la gestione del cliché “la mia migliore amica e il mio ex-ragazzo”, che viene scardinato dalla tipologia di racconto che il tema assume di solito. Infatti, questa parte della storia è narrata non attraverso la prospettiva classica della donna ferita che giura vendetta, ma mettendo in atto un inedito focus sulla coppia ‘colpevole’. La relazione tra Jessa e Adam, oltre ad assumere un ruolo importantissimo nella crescita di Hannah, è un espediente per scandagliare l’universo emotivo dei due ragazzi coinvolti, raggiungendo notevoli picchi di introspezione psicologica. Adam ne esce come un personaggio incapace di provare empatia, e di conseguenza di comprendere il vero valore del concetto di amicizia. Rigido e distaccato rispetto ai sentimenti provati in passato, si configura come vittima di un rabbioso egocentrismo, che diventa l’unico filtro attraverso cui riesce a rapportarsi al presente e di conseguenza ai suoi forti sentimenti per Jessa.

Girls – 5x09/10 Love Stories & I Love you BabyDall’altro lato, abbiamo invece l’indagine di un senso di colpa che si fa talmente opprimente da diventare anch’esso conferma di una forte spinta egocentrica da sfamare: Jessa non riesce a far pace con l’immagine di quella donna che ruba i fidanzati alla gente, con una foga che diventa speculare alla rabbia di Adam. La sequenza della lite acquista una potenza devastante grazie ad un intreccio narrativo costruito a regola d’arte: aver assistito a urla e mobili distrutti prima di sapere del gesto di pace di Hannah defocalizza il diverbio dalla sua causa scatenante e si ferma a riflettere sull’instabilità di base su cui versa la coppia. Da un’unione del genere può nascere tutto e il contrario di tutto: sono complementari e distanti allo stesso tempo, ma, come ci indicano le sequenze finali, tra di loro persiste una forza magnetica che non potrà spegnersi facilmente.

Le girls sono cresciute, non solo come donne, ma soprattutto come personaggi. In questi ultimi due episodi, suggello di una stagione strepitosa, l’inno al cambiamento e alla rinascita è stato sviluppato con una completezza, una varietà e una naturalezza tale da raggiungere punte di lirismo che riescono a toccare anche le corde dello spettatore più scettico. È encomiabile come uno show giunto alla sua quinta annata riesca a sviluppare una tale organicità di racconto senza perdere nessuna delle sue caratteristiche principali, rimarcando che, molto spesso, il cambiamento è la più grande necessità da soddisfare per continuare a rimanere se stessi.

Voto episodio 9: 8/9
Voto episodio 10: 9+
Voto Stagione: 9

 

1 Risposta

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Complimenti Francesca, ottima recensione.
    Dopo questa somma stagione due cose mi vengono da dire:
    1) riuscire ad essere narrativamente così vitali al quinto anno di produzione è una cosa rarissima, che conferma il genio di Lena Dunham e la lungimiranza di Judd Apatow (co-autore del season finale, e si vede);
    2) Il panorama comedy ha acquisito una complessità difficilmente eguagliatile dai drama, questo perché il genere (e spesso anche il formato più breve e flessibile) si presta molto di più a ibridazioni e sperimentazioni.
    Una complessità e un’importanza in cui ormai non solo è impossibile distinguere tra comedy e dramedy, ma ha anche poco senso distinguere tra comedy e drama, specie se alla prima viene attribuito un leggero – ma molto comune – pregiudizio negativo.
    Facciamo un esempio: Inside Amy Schumer è stato (anche secondo le classifiche di Seriangolo) il migliore show comedy della stagione. Quanti sarebbero disposti a dire che è stato il migliore show in generale? Pochi. Perché? Solo per il pregiudizio verso le comedy e quell’handicap che queste hanno nel giudizio altrui.
    Girls quest’anno ha infilato praticamente tutti capolavori, facendo un discorso di grandissima maturità, per cui io non farei alcuna fatica a dire che Girls per ora e per me, è la migliore serie dell’anno.

     

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