Outcast – 1×01 A Darkness Surrounds Him 5


Outcast - 1x01 A Darkness Surrounds HimRobert Kirkman, papà di TWD, torna in TV e lo fa con un nuovo show senza zombie ― ma, sia chiaro, questo non vuol dire che possiate dormire sonni tranquilli. Outcast, questo il titolo del drama, continua il viaggio dell’autore nell’horror, genere che, sia sul piccolo schermo che sulla carta stampata, l’ha visto protagonista negli ultimi anni.

Non solo il genere, però, unisce questi due drama — entrambi tratti da dei comics — che attingono ad una tipologia di horror tradizionalmente splatter e la uniscono a elementi drammatici moderni, per elevarne la natura rendendola più matura per creare qualcosa che possa avere una vita abbastanza lunga da essere serializzata: questo sembra l’obiettivo di Kirkman, che firma l’episodio pilota. Outcast racconta la storia di Kyle Barnes (Patrick Fugit, Almost Famous), un uomo poco più che trentenne misterioso e solitario; di lui sappiamo solo questo, fino a che non viene chiesto il suo aiuto per curare un bambino che sembra sia posseduto dal diavolo. Kyle non è del tutto cosciente del suo potere e ha paura di usarlo, a causa di alcuni avvenimenti del passato che lo hanno portato ad essere un reietto ― l’outcast del titolo. Il nostro protagonista, affiancato dal Reverendo Anderson (Philip Glenister, Life on Mars), userà i suoi poteri da esorcista per tentare di salvare il bambino, facendo partire una lunga guerra con il diavolo che è sulle sue tracce.

Outcast - 1x01 A Darkness Surrounds HimQuesto show di Cinemax non mette in scena banalmente degli esorcismi per far saltare sulla sedia lo spettatore, ma ha l’obiettivo ambizioso di occuparsi della lotta tra bene e male che alberga in ognuno dei soggetti posseduti e non; è ancora presto per dire se abbia centrato l’obiettivo e anche se sia sulla strada giusta, visto che l’episodio pilota decide di procedere con una certa calma e senza affrettare i tempi, a costo di risultare anche abbastanza lento. Kirkman non entra subito nel vivo dell’azione, ma decide di costruire l’universo di Outcast un tassello alla volta, suggestionando il pubblico con scene forti ma brevi, flashback molto violenti e un velo di mistero che lascia passare un po’ di luce solo nel finale. L’atmosfera cupa e triste, che fa da sfondo all’inquietante trasformazione del giovane indemoniato Joshua, introduce, senza bisogno di spiegazioni, quello che vedremo in questo universo, che ancora deve espandersi e lo farà in stretta relazione all’incombente lotta tra Kyle e i demoni che combatterà. In questo viaggio sarà centrale la figura del Reverendo Anderson, che fungerà non solo da supporto sul campo di battaglia, ma soprattutto da guida spirituale per i malcapitati che si troveranno faccia a faccia con il male e anche per Kyle, l’ennesima anima persa alla ricerca di una strada da seguire per redimersi una volta per tutte.

Outcast - 1x01 A Darkness Surrounds HimLa costruzione del pilota tenta di raccontare le origini di Kyle, aiutandosi con il racconto del passato e del presente per far capire allo spettatore cosa spinga il nostro protagonista a voler intervenire in aiuto del ragazzino e ad aver paura di farlo. I flashback disseminati per tutto l’episodio mettono a confronto i demoni che Kyle si trova a affrontare nel presente con i problemi che ha dovuto subire in passato e che era troppo giovane e debole per superare. La voglia di riscatto di Kyle sarà un grande motore che lo porterà ad aprire gli occhi dopo tanto tempo e finalmente a rendersi conto di avere uno scopo nella vita.

Outcast - 1x01 A Darkness Surrounds HimPer questo motivo Kyle Barnes è il grande protagonista dell’episodio, anche se riesce a diventarlo involontariamente; sembra quasi voler rifiutare quel ruolo, che gli si appiccica addosso nonostante la sua alienazione auto-imposta. Il suo comportamento dimesso e quasi apatico — rafforzato da Fugit, che rende bene queste emozioni con la sua recitazione — alimenta il magnetismo del protagonista, turbato da un passato che ancora non conosciamo in ogni dettaglio, ma che ha saputo sconvolgere una cittadina intera, quella di Rome in West Virginia, dove sono ambientate le vicende. Pochi sono i dettagli sul suo presente e ancora meno quelli sul passato, rimanendo in linea con il comic da cui è tratto, anch’esso restio a svelare indizi prima del tempo.

La differenza più grande tra la versione televisiva di Outcast e quella cartacea è il diverso coraggio nella regia e la scelta di cosa mostrare allo spettatore: nella versione con attori in carne e ossa manca il guizzo di genio che invece nel fumetto è presente (degli esempi li trovate qui o qui); è carente l’attenzione all’estetica che rende unica la graphic novel di Kirkman. Sebbene le atmosfere siano curate e molto fedeli a quelle originali, per il resto l’adattamento televisivo segue le regole classiche dell’horror in TV, senza distinguersi in nessun modo — almeno per il momento — da tutti i film di genere pubblicati fino ad ora.

Dopo la visione dell’episodio pilota di Outcast è impossibile gridare al capolavoro, ma non si rimane neanche delusi da un prodotto che ci ha solo introdotto quello che andremo a vedere e che ancora rimane barricato dietro alla misteriosa vita del suo protagonista. La serie, già rinnovata da Cinemax per una seconda stagione, avrà tutto il tempo per dipanarsi e trovare una sua dimensione, a cavallo tra l’horror e un più tradizionale drama psicologico.

Voto: 7

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 commenti su “Outcast – 1×01 A Darkness Surrounds Him

  • Boba Fett

    Sarà che se ne parlava da mesi, con tanto di teaser sparato a raffica, sarà per la Cinemax, sorellina della Hbo, che ha prodotto e produce autentici gioiellini (The Knick, tanto per citarne uno a caso), ma io qualcosina in più me lo aspettavo… Certo, di indemoniati dinoccolati ne abbiamo visti così tanti che è praticamente impossibile essere originali, ma questo Pilot, a differenza di quello dirompente di The Walking Dead, mi è sembrato moscetto. Ovviamente sappiamo benissimo quali e quanti limiti si devono rispettare per poter trasmettere un horror in prima serata, però “sentire” che si viaggia continuamente col freno a mano tirato in un genere che dovrebbe sorprendere o addirittura sconvolgere, non è piacevole.

     
    • Davide Canti L'autore dell'articolo

      Ciao Boba Fett! Sono d’accordo con te sulla questione freno a mano, ma per essere sinceri, anche il fumetto omonimo da cui è tratta la serie è abbastanza lento, almeno all’inizio. Cinemax avrebbe potuto (e dovuto) dare uno sprint in più a questo pilot? Sicuramente sì. Secondo me — e te lo dico da lettore del fumetto — nelle prossime puntate la storia potrebbe crescere molto, o anche rimanere sullo stesso livello e quindi tradire un po’ le aspettative.

       
      • Rorschach

        Dal mio punto di vista invece è stato meglio così. Non sono un fan dell’horror, di solito mi infastidiscono perché cercano in tutti i modi di farmi spaventare e riescono solo ad annoiarmi, esempio American Horror Story che ai miei occhi risulta ridicolo. Preferisco quando le scene forti siano poche ma intense e soprattutto che si siano fatte attendere, in modo che quando arrivano io sia realmente in tensione