Person of Interest – 5×13 Return 0 11


Person of Interest - 5x13 Return 0Can you hear me? If you can hear this, you’re alone. The only thing left of me is the sound of my voice. I don’t know if any of us made it. So let me tell you who we were… and how we fought back.

Cinque anni fa faceva la sua comparsa sulla televisione generalista una serie tv che si presentava come un innovativo procedurale con tinte fantascientifiche e numerose influenze culturali. Una scommessa ambiziosa che attrasse il pubblico soprattutto per i nomi coinvolti, da JJ Abrams a Jonathan Nolan, fino a Michael Emerson, quest’ultimo al ritorno in televisione dopo il successo e i premi di Lost.

Person of Interest - 5x13 Return 0La delusione iniziale di fronte a quello che, pur con una sua carica sperimentale, non faceva altro che ricalcare i canoni di un genere che non sembrava avere più nulla da dire, soprattutto in un’epoca in cui i prodotti televisivi avevano subito un’evoluzione esponenziale, è stata presto sostituita da un cauto ottimismo a mano a mano che il progetto mostrava le sue potenzialità. Nel tempo, combattendo tra le proprie ambizioni e le restrizioni della CBS, Person of Interest perdeva spettatori ma si guadagnava lentamente il titolo di cult, non solo creando personaggi e mitologie che presto si sarebbero imposte sull’immaginario collettivo, ma soprattutto riuscendo a creare, come pochi sono riusciti a fare, un prodotto generalista e di intrattenimento in grado anche, come le grandi narrazioni, di parlare al grande pubblico di economia, politica, tecnologia, filosofia e antropologia.

Person of Interest - 5x13 Return 0Martoriato da una scellerata programmazione, Person of Interest giunge così alla sua conclusione, con un episodio che innanzitutto si prende tutta la libertà di concedere poco spazio all’azione e al plot (Samaritan è stata già praticamente distrutta, manca solo una copia di backup che potrebbe riportarla in vita), puntando invece sul proprio discorso significante, all’impatto emotivo della propria poetica, all’elegia della propria riflessione esistenzialista. È come se la serie si sganciasse parzialmente dal tempo e dallo spazio, lasciando i propri personaggi (o le loro rappresentazioni virtuali) a dialogare tra loro sul senso di tutto ciò che hanno vissuto; una decisione che, anche nel background musicale scelto che mescola suoni elettronici e pianoforte, ricorda molto il finale (discusso) dell’altrettanto filosofico Neon Genesis Evangelion (e si sa quanto Nolan sia debitore tanto al fumetto, quanto all’anime giapponese).

Person of Interest - 5x13 Return 0Ciò di cui Person of Interest però ci ha anche parlato, e che in questo finale emerge in tutta la sua potenza, è inaspettatamente di fede e religione. In un mondo in cui “God is The Machine”, la rappresentazione di Dio che la serie dà è quella di un’esistenza immateriale che ci osserva: qualcuno può avvertire la sua chiamata (Shaw nel finale), qualcun altro no, altri dubiteranno persino della sua esistenza. Ma quello che è ancora più importante, è che il Dio di Person of Interest è un Dio imperfetto, è un Dio che professa la sua vicinanza all’essere umano (“56 million people die in this world every year, and I was there with all of them“) ma allo stesso tempo ammette la sua incapacità di potere salvare tutti (“There were so many people I couldn’t help“), perché è un Dio che non può intervenire nelle decisioni umane e che deve lasciare che il dolore, la morte, la frustrazione, la perdita esistano come condizione insita della natura umana, come conseguenza del nostro libero arbitrio e del caso, al fine di poter preservare il senso della vita (“I come to appreciate it. The beauty of it“).

Person of Interest - 5x13 Return 0“Return 0” è l’episodio che celebra quindi la nascita di Dio, che dopo essere stato creato, si è incarnato (Root), ha vissuto con gli uomini, ha creato i suoi apostoli, ha commesso errori, ha sfidato la propria nemesi demoniaca (Samaritan) per poi sacrificarsi per essi e dopo risorgere finalmente come divinità compiuta, una divinità slegata da qualsiasi controllo umano e in grado di osservare il mondo intero e, talvolta, intervenire. Non è un Dio che vuole elevare l’umanità o proteggerla da se stessa: vuole solo capirla, aiutarla, starle vicino (soprattutto nel momento della morte). Perché in questo in fondo sta la bellezza dell’effimera natura umana, qualcosa che la tecnologia non potrà mai sostituire o incarnare.

Person of Interest - 5x13 Return 0Del resto, Person of Interest è anche stata la storia del profondo legame tra i suoi personaggi, così forte da sfociare nel sacrificio in nome non solo di un bene comune, ma soprattutto della salvezza degli altri. La morte di John, infatti, ricalca in parte quella di Root e si compie per lo stesso scopo: salvare Finch, donargli quella vita che lui si era negato vivendo per anni nell’ombra. E il ritorno da Grace costituisce così per Harold quella sorta di resurrezione cui la stessa Machine va incontro. Il calvario per lui è finito e può ora proseguire, libero da tutti i fardelli, con quella vita che i suoi amici gli hanno regalato, adempiendo a quello che era il loro principale scopo. Rimangono Shaw e Fusco a prendere (forse, chi lo sa) i ruoli di agenti della Machine, non a caso i due personaggi che hanno subito il maggiore cambiamento nel corso della storia – il primo nel suo percorso dalla corruzione alla giustizia, la seconda dalla sociopatia fino all’amore. In entrambi i casi, ciò che hanno vissuto li ha portati alla scoperta della loro umanità.

Person of Interest - 5x13 Return 0Come già aveva preannunciato la premiere di questa ultima stagione, sono infatti i ricordi della nostra vita e di ciò che abbiamo testimoniato a dare il senso di quello che siamo. Il muoversi nel tempo della Machine, lo stesso concetto di “now” che sparisce tra gli ultimi ricordi prima della morte, tutto restituisce l’indissolubile legame tra vita e morte, la malinconia unita alla pienezza che si raggiunge in quei minuti che ci separano dall’addio. Da mero meccanismo tecnologico, la Machine muore da essere umana, per poi distaccarsi dal suo creatore e vivere nella solitudine di creatura onnisciente, che conosce gli umani ma che non può essere parte di loro. E nel diventare il simbolo di ciò che ci accompagna fino all’ultimo istante e che custodisce il significato della vita, il suo richiamo è pronto ad offrire conforto: “Can you hear me? […] Let me tell you who we were… let me tell you who you are.

Person of Interest - 5x13 Return 0Si conclude così Person of Interest, con un episodio di incredibile intensità e coronamento di una stagione ottima, con diverse imperfezioni ed errori (come del resto sembra scontato, visti i tanti compromessi con cui la serie è dovuta scendere), ma che comunque ha saputo rendere onore al lungo viaggio dei suoi personaggi e soprattutto al cuore emozionale della serie. Quel che è certo è che lo show di Nolan verrà ricordato, insieme probabilmente a The Good Wife, come l’ultimo baluardo vero di un modo di fare televisione ormai sulla via dell’estinzione, un modo di saper intrecciare intrattenimento e approfondimento che ormai si è evoluto in altre forme e modalità. È con un pizzico di nostalgia in più del previsto che dunque salutiamo la serie tv di Nolan, un addio che sa anche ormai di inevitabile fine di un’epoca.

Voto series finale: 9
Voto stagione: 8+
Voto serie: 8½

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11 commenti su “Person of Interest – 5×13 Return 0

  • Giuseppe

    Perfettamente d’accordo, peccato che la CBS abbia fatto di tutto per rovinarla imponendo anche di nuovi i numeri per la 5 stagione. Finale maestoso e unica cosa rispetto alla tua recensione che avrei cambiato è il voto serie. Tu hai dato 8,5, io avrei messo 9.

     
  • Son of the Bishop

    Attendevo con ansia questa recensione e come sempre L’ attesa è stata ripagata con una recensione stupenda. Ho amato questa serie sin dall’ inizio, diversamente da molti, amavo i personaggi, i filler, e quel potenziale presente, ma non sfruttato, che pensavo sarebbe a breve esploso, come avvenuto con Fringe. Il finale è stata forse la puntata più riflessiva, più filosofica e più intrisa di religione di tutta la serie, una puntata che sa commuovere e riflettere senza rinunciare all’azione e ad un’ ottima conclusione del grande arco narrativo. Sono incredibilmente contento per come questa serie è giunta al suo termine con quella qualità eccelsa che aveva contraddistinto tutte le sue stagioni, ma che era venuta a mancare un pochino nella quarta. Non avrei mai pensato in un’ ultima stagione così bella, ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Fringe è arrivato alla sua ultima stagione e al suo finale stanco, privo di idee e intrappolato in tutta la mitologia e le storyline che aveva creato, ma a cui non poteva dare risposte; Person of interest dopo una caduta si è saputo rialzare e ha dimostrato di avere ancora tantissimo da dire, di saper correre ancora, e forse per questo la sua fine mi causa un dispiacere ancora più grande. Se dovessi trovare un neo alle stagioni sono le morti forse non All’ altezza delle singole delle passate stagioni, ma forse era necessario anche per analizzare e aumentare la drammaticità delle situazioni: si muore soli e non c’è tempo nemmeno per piangere i morti, la decima puntata in cui Elias e Root dicono addio alla serie in una maniera incredibilmente fredda è stato un vero e proprio colpo allo stomaco; la morte di Greer alla fine non all’ altezza del villain che è stato, l’ho trovata un pochino forzata, ma, a livello ideologico, in linea con il personaggio. Mi è piaciuta tantissimo quest’ ultima puntata prima di tutto per i discorsi presenti al suo interno, ma anche per il bellissimo finale che è riuscito a dare a tutti i suoi personaggi: l’ happy ending per Finch era quasi doveroso, ma non avevo molta fiducia a riguardo, John che si sacrifica per il suo amico e l’ importanza del salvare anche solo una vita, ma che sia la vita giusta e il flashback su John bambino mi sono piaciuti da morire, infine la porticina aperta per Fusco e Shaw, che nella scena finale indossa la giacca di Root.
    Infine bellissimo anche il finale riservato alla Macchina e come questo si ricolleghi alla scena iniziale della stagione. Mi mancherà tantissimo questa serie, per la sua storia, per i personaggi, perchè è stata una serie che ha saputo parlare di tutto e far riflettere su tanti temi importanti. La cosa che più mi fa dispiacere, è che purtroppo, come tu hai sottolineato, con la fine di Person of interest finisce un’ epoca televisiva e il tipo di televisione che più ho amato: la tv di Dr.House, la tv di Fringe, la tv di Lost, la tv di Person of interest: è la fine dell’ ultima serie TV del periodo d’ oro delle broadcast television, che se non si daranno una svegliata e non daranno vita a nuovi titoli di questo tipo sarà destinata a soccombere. Questa è la fine della tv che ho amato e della serialità televisiva che mi ha fatto entrare in questo mondo, conoscerlo ed amarlo; finisce l’ ultima serie che partendo come una serie come una serie fatta di filler è diventata poi per i suoi personaggi e per la sua storia qualcosa di meraviglioso e a dir poco appassionante ed emozionante. Il finale mi ha commosso e ce ne vuole per farmi commuovere. Spero che un giorno rivedrò in tv delle serie di questo tipo e la Bad Robot. Grazie Nolan, grazie Abrams, grazie Jim Caviezel, grazie Micael Emerson, grazie Taraji P.Henson, grazie Kevin Chapman, grazie Sarah Shahi e grazie Amy Acker, per aver dato vita a qualcosa come Person of interest.

     
  • Un fan deluso

    Le mie speranze di un finale degno per quella che un tempo era una grande serie sono state infrante da Nolan.

    Anche questa puntata è una vagonata di cose illogiche e senza senso che sviliscono la parte filosofica. Mi limito a citare le più importanti, ma la lista sarebbe più lunga:

    1) Nonostante tutto il God Mode di Finch nelle scorse puntate, la Macchina non viene localizzata, e Samaritan riesce a trovare la Macchina solo ricordandosi dopo una settimana del cadavere di Root. E la Macchina è talmente idiota da non prevedere questa eventualità, scusandosi con un patetico “non ho avuto il coraggio di cremare il corpo”. Due vere e proprie Deficienze Artificiali.

    2) Il piano di salvataggio di Samaritan è di una stupidità assurda. Invece di creare migliaia di backup in tutto il mondo, Samaritan ne crea uno solo a New York che viene distrutto con una facilità assurda da Finch e Reese. Gli agenti di Samaritan , poi, sono talmente incompetenti che feriscono Finch, Shaw e Fusco solo alla pancia o alle spalle e non riescono neanche a trovare Finch che cammina ferito in giro per New York. In pratica, Samaritan a seconda delle scene si ricorda e si dimentica di localizzare Finch & Company perché agli sceneggiatori non frega assolutamente della coerenza degli eventi.

    3) La vicenda di Reese è assurda: prima viene arrestato ritirando in ballo la storia del Man in the Suit (che in realtà era stata chiusa dall’FBI nella seconda stagione), poi viene salvato da Thornhill (che di regola non dovrebbe esistere, dato che Samaritan dovrebbe conoscerlo) poi improvvisamente Thornhill svanisce e Reese rimane da solo a sacrificarsi per Finch. Tra l’altro, la Macchina se ne frega del libero arbitrio di Finch che aveva deciso di sacrificare se stesso al posto di Reese.

    4) Alla fine come fa la Macchina a uccidere Samaritan nel satellite? La magia dell’amore che vince sempre sull’invidia e sull’odio (cit.)? Mistero.

    5) Aggiungo un altro dettaglio appartentemente stupido che dimostra in maniera grottesca l’inadeguatezza di Nolan e dei suoi colleghi: la lapide di Reese alla fine dell’episodio. In primis, non si ricordano che la data di nascita di Reese è il 1° maggio e non il 4 (vedere la prima stagione); in secundis, si sono dimenticati che nella simulazione dell’episodio precedente Reese muore e non viene identificato; in tertiis, come cavolo può essere identificato un corpo polverizzato da un missile?

    Io, però, contesto anche l’aspetto filosofico di questo finale. La cosa più grave è che è stato tradito il senso originario della serie. Il significato della serie era stato espresso da Reese nella seconda stagione “Noi camminiamo nell’oscurità, ma non vuol dire che dobbiamo farlo da soli” ed era molto elegante. Invece adesso è diventato “Tutti moriamo da soli ma il ricordo di chi ci ama ci rende immortali” (un messaggio, tra l’altro, di una banalità assoluta: dal Dio Macchina mi sarei aspettato di meglio). Trovo anche profondamente ingiusto il fatto che Finch, il personaggio che più di tutti “meritava” di morire avendo causato gran parte degli eventi negativi della serie con il suo immobilismo, ottenga un lieto fine tornando da Grace e abbandonando Shaw e Fusco che lo credono morto, mentre Shaw, che è il personaggio che ha sofferto di più in assoluto , resta da sola col cane e con la pesante responsabilità di occuparsi della nuova Macchina.

    Voto alle serie 7 per merito delle prime tre stagioni. Voto a questa stagione 4 (per metà filler per colpa della CBS, e la metà non filler fatta molto male).

     
  • DARIO

    Io ho adorato ogni puntata di questa serie anche quando all’inizio era un semplice procedurale, quindi dare voti mi sembra limitativo-
    Ha avuto vette altissime , sia grazie agli sceneggiatori (Nolan inadeguato non si può leggere) sia grazie ad un grande cast di attori.
    poi se , anche tra i fan delusi , qualcuno non si è emozionato quando Reese si è sacrificato sulle note di Metamorphosis One , mbè alzo le mani.

     
    • Un fan deluso

      Mi sono emozionato, perché questa serie l’ho amata molto. Ma quando degli sceneggiatori puntano esclusivamente sulle emozioni, fregandosene della logica della trama, non fanno altro che fare quello che si verifica nelle soap opera. Purtroppo per me quelle emozioni sono una presa in giro per nascondere il disastro narrativo. E non sono l’unico che la pensa così, basta fare un giro approfondito nel web.

       
      • DARIO

        perdonami ho poco interesse per quello che dicono gli altri o meglio per non risultare offensivo non è che cambio idea per quello.
        il mio è un punto di vista come il tuo , e di certo non una verità.
        Hai esposto una serie di critiche sulla narrazione che ci possono stare ma sono fini a se stesse per un giudizio globale su una serie, almeno per me, abbiamo un metro diverso .

        Inoltre “Noi camminiamo nell’oscurità, ma non vuol dire che dobbiamo farlo da soli” e Tutti moriamo da soli ma il ricordo di chi ci ama ci rende immortali” non possono essere in contrasto tra loro perchè parlano di cose diverse, una della vita l’altra della morte.

         
        • Un fan deluso

          Per ragioni di spazio e di tempo non ho esposto tutte le mie critiche e forse ho argomentato in maniera troppo breve certi passaggi. Personalmente ritengo che gli archi narrativi di Reese, Finch, Root e Shaw abbiano avuto una pessima risoluzione (Reese che si “apre alla vita” alla fine della quarta stagione ma finisce per mollare di colpo Iris e tornare ad essere l’agnello sacrificale; Root che prima è ossessionata dalla Macchina, poi mette al primo posto Shaw e infine diventa essa stessa la Macchina lasciando sola Shaw subito dopo la loro riunione; a Shaw, a cui hanno fritto il cervello e tolto Root, danno pochi minuti di lutto e poi torna tutto a posto, come se non fosse stata torturata per 10 mesi o non avesse perso la persona più importante della sua vita; Finch che più di tutti avrebbe dovuto sacrificarsi dopo che il suo immobilismo è costato la vita a tante persone è l’unico che ottiene un lieto fine, la stessa Macchina è stata ridotta a una patetica scimmiottatura del Grim Reaper). Ciò è avvenuto come mi pare di capire dalle molteplici dichiarazioni di Nolan perché lui è rimasto con la mente al suo piano sviluppato nella seconda stagione, mentre nella terza e nella quarta, dove lui si è assentato per altri impegni, le vicende hanno preso una piega in palese contraddizione col suo piano. Poi ci sono anche le altre critiche che ho fatto, che ribadisco sono solo una parte delle possiibili. Comunque, tutti sono liberi di pensarla diversamente.

           
  • Michele

    Rispondo solo due piccole cose. O meglio. Rispondono Renoir ed Hitchcock.
    Jean Renoir :”ogni grande arte è astratta” non verosimile.
    Alfred Hitchcock: “non posso filmare un ‘pezzo di vita’ ,perchè tutti lo possono trovare senza alcuna difficoltà a casa loro, nelle strade ed anche davanti all’ingresso del cinema.
    Lascio ai sapienti di ingegneria cinematografica lo studio minuzioso della verosimiglianza. E rispondo loro di rivolgersi altrove. Anzi. hanno sbagliato dall’inizio. Potevano dedicarsi a ben altre vette di verosimiglianza televisiva. Ed analizzarle fotogramma per fotogramma in modo da sancirne la perfezione. Io mi accontento del “preferisci essere un rumore di fondo o una sinfonia”. Ma sono irrimediabilmente ignorante. Certo non far vedere secondo per secondo il combattimento fra the machine e samaritan è proprio una jmancanza imperdonabile….. Chissà….

     
    • Un fan deluso

      Person of Interest è sempre stata una serie molto curata nei dettagli, fino alla quarta e soprattutto alla quinta stagione, dove purtroppo c’è stato il collasso. Ti assicuro che non sono il solo a pensarla così, e di certo non mi considero un sapientone di cinematografia. Sono solo un fan deluso, come dice il mio nickname. Con il tuo commento, a mio avviso, non fai altro che sminuire la serie, pensando di difenderla.

       
  • Lotar

    Non sono mai intervenuto, ma leggo sempre con interesse le vostre recensioni, pur se alle volte non mi trovo d’accordo, sono sempre un piacere da leggere, scritte alla perfezione.
    E appunto, perchè seguo questo sito da sempre, ho notato una cosa molto curiosa, neppure i commenti di episodio del calibro di Ozymandias, hanno commenti dei lettori votanti tanto quanto questi di questo episodio! Tutti i letteri di seriangolo si sono concentrati a votoare i commenti, in negativo, di questo episodio? Marò è proprio strana sta cosa, che mi dite? Sono più votati singoli commenti della recensione stessa… io chiamerei MISTERO 😀

     
    • Angy

      Vero! L’ho notato pure io! Questi sono i commenti più votati del sito 😀 😀 e i voti in particolare nelle critiche negative aumentano in modo esponenziale nel giro di pochi, alla faccia della serie poco conosciuta.
      Busillis? ahahhahahaha