Stranger Things – 1×01 Chapter One: The Vanishing of Will Byers

Stranger Things - 1x01 Chapter One: The Vanishing of Will ByersChiudete un attimo gli occhi e immaginate di prendere un pizzico di Spielberg, una goccia di Stephen King e la magia unica e irripetibile degli anni ’80. Mescolateli a fuoco lento e quando riaprirete gli occhi vi ritroverete nel mondo di Stranger Things. E di sicuro non ve ne pentirete. 

Hawkins, Indiana, 1983: mentre quattro amici preadolescenti si buttano addosso tutta la loro sana nerditudine, poco lontano da loro si consuma qualche strano esperimento del governo in cui evidentemente qualcosa va storto. Dalla vicina centrale si sprigiona così qualcosa di inimmaginabile, che porta al rapimento di uno dei quattro amici e che dà il via alle ricerche e all’immersione totale nella trama sci-fi della serie.
Stranger Things - 1x01 Chapter One: The Vanishing of Will ByersUna trama che più semplice di così non si può, ma che ci riporta immediatamente ai racconti e ai film di fantascienza per ragazzi che vedevamo da bambini: le atmosfere sono quelle che J.J. Abrams ha cercato di riprodurre nel suo Super 8, come omaggio a quel filone fantascientifico degli anni ’80 che ha appunto segnato l’immaginario collettivo e fatto crescere una generazione all’ombra di avventure epiche e sognanti.
Stranger Things prende a piene mani da quel genere e fa di tutto per farlo sembrare un prodotto davvero girato negli anni ’80: il font utilizzato nei titoli di testa e la loro disposizione a schermo richiamano perfettamente i prodotti americani di trent’anni fa, facendo immergere completamente lo spettatore in quelle atmosfere.

Stranger Things - 1x01 Chapter One: The Vanishing of Will ByersOltre alle evidenti influenze cinematografiche – che spaziano da E.T. a Incontri ravvicinati del terzo tipo – sono meno evidenti ma non per questo meno forti le influenze letterarie, su di tutti Stephen King. King, proprio in quel periodo, scrisse il suo libro più bello e probabilmente uno dei migliori romanzi degli ultimi tre decenni: IT è ovunque in questo pilot. La storia che il Re finì di scrivere nel 1986 parla appunto di un’amicizia incrollabile (quella della gang dei Perdenti), ragazzini preadolescenti che vengono svezzati dal mondo in maniera brutale ma necessaria: un compendio sull’amicizia che si ritrova specchiato alla perfezione in Mike, Dustin, Lucas e Will, con le loro inseparabili “Silver” a scorrazzarli per le strade della città.
Ma non solo IT: è evidente come il racconto Il corpo (o per meglio dire: Stand By Me di Rob Reiner) sia forse la reference più azzeccata per trovare l’influenza più forte che ha colpito i fratelli Duffer. Attenzione, con questo non vogliamo dire che i creatori abbiano copiato qua e là e poi incollato tutto per trarne un nuovo prodotto, anzi. Sono stati molto intelligenti nel prendere il massimo dalla produzione di e su quel periodo per creare un nuovo show che ha già colpito milioni di persone in tutto il mondo.

Stranger Things - 1x01 Chapter One: The Vanishing of Will ByersWinona Ryder è sicuramente il nome più di spicco del cast: madre lavoratrice single, nevrotica, un personaggio perfettamente nelle sue corde, che già da questi primi minuti di serie sembra a suo agio con il ruolo e che porterà di sicuro un valore aggiunto al racconto.
David Harbour invece è lo Sceriffo che si occuperà della scomparsa di Will: qui il personaggio sembra un po’ troppo stereotipato, con pochissima voglia di lavorare – anche perché in paese non succede mai niente –, disordinato, menefreghista, ma che si mette subito di buona lena quando si accorge che quello che ha davanti non è una ragazzata.
Anche i quattro giovanissimi più Millie Bobby Brown (che interpreta la misteriosa ragazzina Eleven) colpiscono subito l’immaginario e ci riportano a quell’età dove tutto era possibile e sognare non costava niente.

Stranger Things - 1x01 Chapter One: The Vanishing of Will ByersCon Stranger Things, Netflix sembra aver di nuovo colpito nel segno: anche se solo con il pilot, il prodotto sembra infatti di ottima qualità. Tutta la costruzione del prodotto è tesa a ricreare le atmosfere che tanto ci hanno fatto sognare da bambini, ma sarebbe riduttivo e sbagliato sottolineare solo questo aspetto: la serie si piazza tra l’horror e il fantascientifico, e ha tutte le carte in regola per regalarci anche qualche brivido, con la classica trovata del “non vedo” per incutere ancora più timore in chi guarda.
A proposito di King: a sostegno della nostra tesi sulle sue forti influenze culturali su questo prodotto, proprio lui è rimasto piacevolmente sorpreso dallo show, tanto da lodarlo sul suo seguitissimo profilo Twitter.
Insomma, può essere considerata già come una serie-evento dell’estate? Assolutamente sì. Se poi siete fan degli anni ’80 e della fantascienza, vi risulterà assolutamente imperdibile.

Voto: 7½

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.

21 Risposte

  1. Prusso scrive:

    Il tema musicale della sigla mi ricorda tantissimo lo stile di “Big Trouble in Little China”.

     
  2. Eugenia Fattori scrive:

    Bellissima recensione Ste! C’è più King qua che in qualsiasi altro vero adattamento di King, ma perché solo 71/2?

     
    • Ste Porta scrive:

      Ciao Eugenia, come sai sono molto tirchio quando si parla di voti. :)
      Diciamo che è un ottima puntata, ma il vero e proprio esplodere di tutte le sue potenzialità si vede dalle puntate successive.
      Calcola che per me un 8 dato a qualcosa di nuovo e alla prima puntata è tipo il top, quindi nella mia scala il 7,5 è alto. 😀

       
      • Eugenia Fattori scrive:

        ci rivediamo per il finale (e per la mia rece di approfondimento in cui come immaginerai parlerò di tu-sai-chi)

         
  3. Giacinto Portato scrive:

    Usa meno parole inglesi. Per una buona metà esiste una traduzione accurata in italiano.

     
  4. Attilio Palmieri scrive:

    Bravo Ste, recensione perfetta che riesce a resistere alla tentazione di non fare spoiler ma restituisce tutta l’anima di un pilot emozionante.
    Come sempre nei pilot si tende a dare una valutazione più misurata in attesa della prova del nove.
    Ai lettori che hanno visto solo l’episodio pilota oppure neanche quello dico: andate avanti, anzi, finitela tutta d’un fiato perché si tratta di un instant cult come ce ne sono stati pochissimi negli ultimi anni.
    Stranger Things è un lavoro fatto da due ragazzi giovani che dimostrano una maturità eccezionale nel tenere in equilibrio tutto (tra nostalgia e rilancio) ma al contempo fanno valere la vitalità e l’entusiasmo della loro giovane età.
    Una serie davvero straordinaria, dove la fantasia ritorna al potere come accadeva una volta al cinema, una mosca bianca in un panorama cinematografico e televisivo in cui (salvo rare eccezioni) le grandi serie viaggiano sempre su binari molto simili.

     
    • Ste Porta scrive:

      D’accordo come sempre su tutto, Attì.
      Hanno sfruttato al massimo l’elemento nostalgia che è già di per sè molto forte, ma non sono stati ruffiani da utilizzare solo quello, lo hanno inserito in un contesto molto più ampio.
      Poi come sai le citazioni mi mandano ai pazzi, se sono di King poi… :)

       
  5. Massimo scrive:

    manca una citazione a Matthew Modine

     
  6. Artax scrive:

    Come faccio adesso a commentare solo il pilot quando, come ormai credo tutti quelli che se lo sono visto, ho ingurgitato gli altri 7 episodi come neanche fossero acqua nel deserto?! :)
    La consiglio vivamente, soprattutto per i 30/40 enni è imperdibile!
    I Goonies non me li hai citati? :)

     
  7. Straitz scrive:

    Serie godibilissima, per chi è nato negli anni 80 come me è un gran tuffo nell’infanzia.
    Mi ha fatto venire in mente anche Explorers con River Phoenix e Ethan Hawke.

     
  8. Teresa scrive:

    aspettavo la recensione per decidere se iniziarlo o no. Mi resta un dubbio residuo: l’elemento sci fi è preponderante o no? Perché se lo è, allora passo.

     
    • Ste Porta scrive:

      Ciao Teresa, è per forza preponderante, trattandosi appunto di una serie sci-fi. Ma fidati, le atmosfere e tutte le citazioni su quegli anni e le opere che ho elencato, se sei nata come me negli anni ’80, ti faranno sentire a casa. :)

       
  9. Luigi Podesta' scrive:

    C’ e’ anche un pochino dei film adolescenziali di john hughes (tipo bella in rosa) molto in auge negli anni 80.

     
  10. Ambrosia scrive:

    Io vedo anche molti collegamenti con la serie The Whispers che vidi l’anno scorso. Prodotto di qualità nettamente inferiore ovviamente ma noto tantissimi punti in comune…. I bambini protagonisti, una mamma che non si arrende nella ricerca del figlio, sparizioni misteriose, una creatura aliena che parla attraverso le luci, ecc…. insomma….

     
  11. Michele scrive:

    Bellissima puntata!
    Ti prende facilmente e si fa vedere bene, senza impegno, facendoti sentire a casa (anche io sono nato negli anni ’80 :-)).

    Molto bella la recensione, bravo Ste!
    E’ vero, pensandoci ci sono un sacco di citazioni da Stephen King, il modo di fare cinema degli anni ’80, il tipo di caratteri del testo, il mistero, i giochi di ruolo, quell’aria di magia e spensieratezza di quando il mondo era semplice e si sapeva chi erano i buoni e chi i cattivi, prima che tutto cambiasse.

    Faccio notare una chicca di meta-fiction: quando Winona Ryder ha il flashback in cui parla con Bill di portarlo al cinema a vedere un film e gli chiede se non avrà paura per caso ad andare con Bill che risponde che no, oramai è cresciuto. 😉

    Buon divertimento!

     
  12. Teo scrive:

    Sono d’accordo sul giudizio positivo inerente al prodotto in se ,sceneggiatura interpretazione ,fotografia ,ecc. , rimane però una serie che pesca a piene mani nel cinema per ragazzini degli anni ’80 e a quel pubblico è indirizzata. Non che sia un difetto sia chiaro, ma vista nell’ottica di chi negli anni 80 non era piu un adoscelente, immune quindi all’operazione nostalgia, il giudizio puo cambiare, personalmente dopo 1 episodio ho mollato e cancellato la serie dall’hd.

     
  13. andrea scrive:

    Dopo aver visto le prime due puntate mi permetto di dissentire, e di definire questa serie un minestrone banale, pieno di luoghi comuni, babau e dalla trama debole e poco originale.

     
  14. Ellis scrive:

    Sì è vero…tutto già visto, stravisto e rimescolato. Proprio in questo è perfetto! Come un risotto al salto del vecchio Gualtiero Marchesi! Nessuno come lui ha saputo farlo eccellente e farlo pagare il doppio, il giorno dopo, proprio perché riscaldato e saltato in padella il gusto è tutto nuovo!

     

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