Looking – The Movie 3


Looking - The MovieCancellata ufficialmente dalla HBO, la serie Looking ha comunque avuto la possibilità di concludere il proprio racconto con un film TV finale che ha dovuto tirare le somme delle due stagioni precedenti e ha mosso le vicende degli amici di San Francisco verso nuove indefinite incognite.

Sulla scia di quel Queer as folk che ha rappresentato il primo successo dello sceneggiatore di Doctor Who Russell T. Davies (il quale ha continuato brillantemente l’approfondimento delle tematiche gay nel trittico Cucumber, Banana & Tofu), la serie di Michael Lannan ha saputo inserirsi e ritagliarsi un proprio spazio narrativo sincero ed estremamente interessante all’interno di questa tematica umana. Nonostante i difetti che non sono mancati – soprattutto nella gestione di alcuni personaggi nella seconda stagione –, la particolarità di Looking è stata quella di saper parlare di personaggi gay senza però rinchiudere la loro esperienza nelle strette maglie dell’orientamento sessuale, riuscendo in più ad intavolare un discorso sull’amore e sull’amicizia che fosse quanto più condiviso dai propri spettatori. Il risultato è stato l’aver dipinto con mano leggera dei personaggi pieni di difetti, incredibilmente umani ed estremamente realistici. Gli ascolti, però, non sono mai stati granché persino per la HBO, che di solito non si preoccupa troppo al riguardo; tutto questo ha quindi portato all’inevitabile cancellazione che ha però trovato una parziale consolazione in questo film TV al quale hanno partecipato gli interpreti delle stagioni precedenti; in cabina di regia Andrew Haigh ha poi portato il proprio personalissimo tocco che non solo ha confermato la continuità visiva con il passato, ma ha anche arricchito lo sguardo con alcuni leggeri e precisi giochi registici che spostano ancora più in alto il livello generale.

And you can’t help but feel… I don’t know, validated. Even though I know we shouldn’t need that validation. Because just because you feel you shouldn’t need something, it doesn’t mean you don’t.

Looking - The MovieLe prime due stagioni di Looking hanno avuto la capacità di raccontare la vita di tre (e più) amici gay di San Francisco nel loro relazionarsi con l’amore e l’amicizia, non escludendo però altre tematiche della quotidianità che incidono sulla persona, come il lavoro e la soddisfazione personale; Lannan ha creato un trio di personaggi in grado di non essere dei semplici simboli atti a raccontare qualcos’altro, ma personaggi a tutto tondo con sogni, desideri, difetti enormi come case. Patrick, Dom, Agustín, Doris, Richie, Kevin: ciascuno di loro a modo proprio ha rappresentato un differente essere umano alla costante ricerca di qualcosa, looking for una chance nella vita di realizzazione personale, qualsiasi fosse il campo nel quale si muovevano. Questa ricerca è stata poi estremamente rafforzata dallo stile visivo e narrativo che con estrema naturalezza ha voluto raccontare senza censure la vita intima di personaggi che si sono dovuti confrontare costantemente con gli sgarbi della vita e le barriere imposte dai propri caratteri e dai propri difetti. Un racconto così realistico di un gruppo di personaggi gay, nella televisione americana, è ben poco rappresentato.

Looking - The MovieQual è dunque il compito di questo film? Chi sperava in una chiusura doveva trovarsi fuori strada ed in effetti è proprio così: questo finale non conclude assolutamente nulla, perché la vita di questi personaggi è ben lungi dall’essere terminata. Certo vengono chiusi alcuni capitoli, alcune persone che han gravitato intorno alla vita dei protagonisti finiranno necessariamente per scomparire, così come non mancano momenti di emozione, in un campo o nell’altro. Ma era chiaro sin dall’inizio che uno dei temi che interessava maggiormente lo spettatore era capire la scelta di Patrick in campo amoroso, ossia se avesse scelto di riprovarci con Kevin o con Richie. Questo film risponde a tale interrogativo, ma il modo in cui lo fa – ricalcando alcuni dei problemi della seconda stagione – non può dirsi interamente soddisfacente.

Riportando al centro della narrazione il personaggio di Patrick come protagonista principale, in uno stile molto simile a quanto avvenuto nella scorsa stagione e che non sempre ha funzionato, il racconto lo vede ritornare a San Francisco dopo un anno trascorso a Denver per tentare di sfuggire al caos che aveva creato nella città californiana. L’aver chiuso le porte con il passato, però, è stato soltanto una pausa temporanea: tornato infatti per il matrimonio di Agustín, si ritroverà contro gli stessi drammi e gli stessi meccanismi ad attenderlo. La sua non è stata altra che una fuga dai problemi che avrebbe dovuto affrontare, prima o poi: è forse questo a spingerlo a confrontarsi con i demoni da cui aveva cercato ristoro, demoni che avevano assunto la forma di Kevin e Richie, suoi compagni nelle due differenti stagioni precedenti.

You’re a coward.

Looking - The MovieNon deve stupire più di tanto come è andata a concludersi la storia con Kevin: nonostante un Russell Tovey che dimostra di non aver perso la presa sul proprio personaggio, Kevin, tornato in quella storia folle e tormentata con Jon –porto sicuro nei momenti di difficoltà –, dimostra comunque d’aver afferrato appieno Patrick e le ragioni per cui la loro coppia non ha funzionato; ai suoi occhi Patrick è un codardo, costantemente terrorizzato da ogni cosa che possa metterlo in una situazione da lui non controllabile direttamente. Infatti, pur sognando il grande amore e spaventato dall’idea di rimanere solo, il giovane programmatore è sempre sembrato incapace di lasciarsi andare fino in fondo, non ha mai voluto dare una chance alla sua storia con Kevin perché non ha fatto altro che cercare motivi e possibilità per sabotare la loro relazione ancor prima che partisse davvero. La discussione con Kevin è molto efficace non tanto perché è la chiusura definitiva di ogni possibile riconciliazione, cosa che sembrava ormai destinata a fallire già dallo scorso anno, ma perché permette persino a Patrick di rendersi conto che di tutti i personaggi di Looking lui è, per assurdo, quello che è cambiato di meno dalla prima stagione. Un ragazzo insicuro e sempre pronto alla fuga, spaventato dal reale confronto e dall’impegno verso qualcosa che non può gestire e manovrare a proprio piacimento.

Looking - The MovieBasta tornare con la memoria alla prima stagione e alla sua relazione con Richie per rendersi conto di quanto questo fosse un tema già affrontato quell’anno, con i suoi tentativi di manipolare i sogni ed i progetti del compagno di allora. La storia con Richie si è sempre mossa su altri binari rispetto a quelli con Kevin: Richie infatti è sempre stato molto più “passivo” nel suo relazionarsi con Patrick, una figura meno dominante ed aggressiva di quanto potesse essere l’inglese. Bloccato in una relazione con Brady in cui si era chiuso per insicurezza o per quieto vivere, Richie ha cominciato a sognare qualcosa di proprio, arrivando anche lui, come Patrick in precedenza, a vagheggiare di andarsene da San Francisco, da quel piccolo mondo a cui la florida realtà gay sembra sempre più destinata a girare intorno. È dunque Richie la persona adatta a stare accanto a Patrick? Nonostante il momento romantico che li vede coinvolti e i sogni di gloria, la risposta tarda ad arrivare: Patrick non sembra affatto cambiato e spinto dall’onda dell’emozione decide di nuovo di accantonare la propria vita – e la possibilità lavorativa – per gettarsi in qualcosa che, inevitabilmente, lo terrorizzerà. Nonostante il quadretto idilliaco finale, infatti, non sembra splendere un gran bel sole nemmeno su questa relazione.

– Remember in that movie “2012” when California sank into the Pacific?
– You really think it would have been that bad?

Looking - The MovieMolto meglio del tema amoroso, però, funziona quello dell’amicizia che sotto vari aspetti e punti di vista realizza il meglio della scrittura di Lennan; nelle relazioni d’amicizia si sviluppano alcuni degli argomenti umani più potenti e condivisibili. Certo, è qui che si notano i problemi di questo film TV perché la decisione di condensare una terza stagione in un unico film significa porre troppo l’accento solo su Patrick lasciando i comprimari meno definiti nella propria indipendenza. Così il tema di Dom che si è chiuso alle relazioni sentimentali per gettarsi anima e corpo nel lavoro, che complica anche il suo rapporto con Doris con la quale sembra non sentirsi da tempo, non ha il giusto respiro per svilupparsi (trovando anche una risoluzione di comodo non all’altezza del resto della scrittura) e si deve solamente immaginare come figlia delle cocenti delusioni ricevute sinora. Quel che brilla, però, sono le relazioni di Dom con i suoi due migliori amici: da un lato la sempre troppo poco sfruttata Doris, alle prese con un progetto di maternità tutto da sviluppare e che cementerà ulteriormente anche l’amicizia con zio Dom, dall’altro lo splendido rapporto con Patrick che trova nel loro bacio a letto il momento più alto e divertito, forse uno degli apici dell’intero film. A partire da un what if che avrebbe totalmente potuto cambiare il loro rapporto, Patrick e Dom sono i due delusi dall’amore che per un attimo si domandano se questo non dev’essere un segnale per aprirsi l’uno all’altro: non è una sbandata, è solo una via di fuga desiderata da entrambi ma troppo irreale per concretizzarsi.

Looking - The MovieAltrettanto efficace il rapporto che lega Patrick ad Agustín: il ragazzo, che è anche il personaggio che più di tutti è cambiato e maturato in queste stagioni, è alle prese con il proprio matrimonio e i dubbi sul futuro che lo assillano. Ancora una volta gli autori non si concentrano solo sulle storie sentimentali, ma aprono ai problemi concreti che affannano le giornate degli esseri umani: Agustín si ritrova in quello che certo non è il lavoro della sua vita, incapace ancora di riprendere a creare arte e nel frattempo terrorizzato dalla prospettiva del matrimonio, qualcosa che fino a qualche anno fa doveva sembrargli totalmente irreale. In effetti Agustín è molto cambiato da quel ragazzo odioso ed insopportabile che abbiamo conosciuto nella prima stagione: è maturato moltissimo, è mutato ed ha smussato con intelligenza alcuni lati oscuri del proprio carattere. La sua amicizia con Patrick trova la propria forza nel passato vissuto insieme e nella sicurezza che ciascuno di loro, nonostante la distanza fisica, è pronto a darsi supporto in caso di necessità.

Looking - The MovieLooking The Movie è però anche l’occasione giusta per affrontare alcuni temi sociali di grande impatto, venendo anche dopo la storica decisione della Corte Suprema Americana circa i matrimoni gay. Si parla finalmente di matrimonio (ironico che a non volerlo affrontare sia l’unica coppia eterosessuale della serie), si percepisce costantemente l’approdo ad un passo storico che trasforma e trasformerà anche in futuro il racconto televisivo sui personaggi gay. Approfittando di questa storica apertura, Haigh e Lannan sfruttano il tema amoroso tanto importante in questo racconto per rivolgere per la prima volta l’attenzione verso la realtà matrimoniale trattata con sincerità e leggerezza, con lo stesso sguardo crudo e sincero che ha caratterizzato tutto il resto del racconto. Perché Looking è stato soprattutto questo, l’aver dato del mondo gay – di una specifica realtà gay di San Francisco, beninteso, anche se per la frequenza delle scene nei locali il pensiero non poteva non essere di tanto in tanto accostato al Pulse – una definizione precisa e senza orpelli, inedita nell’aver mostrato ansie e paure, desideri ed eccessi. La chiusura di Looking lascia la televisione americana priva di un racconto sulla realtà omosessuale che non scivoli costantemente verso l’eccessiva drammatizzazione o la troppo facile banalizzazione; consapevoli che l’asciuttezza nel mostrare gli amori gay non troverà pari in altri show televisivi, possiamo dire che la chiusura di Looking sia la fine di un racconto imperfetto ma vivo, l’ultimo saluto a dei personaggi così pieni di difetti ed errori che è impossibile non essersene un po’ innamorati.

Voto: 8

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3 commenti su “Looking – The Movie

  • Giggioneggio

    Film pessimo, con tutti i difetti della seconda stagione.

    Un beautiful però con le storie d’amore gay e le telecamere indie, quindi automaticamente per tutti diventa da 8.

    è stato meglio per tutti chiudere qui questo show.

     
  • Teresa

    Premetto che sono molto grata alla HBO per aver dato una conclusione alla serie. Grazie HBO, ancora grazie.
    Detto questo, il film non mi è piaciuto neanche un po’. L’unico momento in cui ho riconosciuto la “mano” di Haigh, è stato quando Patrick dialoga con la sua one night stand. Lì ho riconosciuto quel tocco che mi ha fatto tanto amare film come “Weekend” e “45 anni”, e anche “Looking for the future”, l’episodio migliore della serie.
    Per il resto, una roba banale e prevedibile al massimo.
    Il fondo secondo me si è toccato con la sparata del fidanzato di Richie, che lo mette fuori gioco per l’inevitabile happy ending. Neanche in Beautiful si ricorre più a certi artifici di sceneggiatura, davvero.
    Salvo giusto la scena con la one night stand, come ho detto, il “because I love you” di Kevin, che lo nobilita, e ovviamente gli scambi tra Dom e Doris, che sono la coppia migliore della serie. Quando lei ha detto: “pensavo che un figlio lo avrei fatto con te” mi ha quasi spezzato il cuore.
    Pensateci: non è strano che alla fine la coppia più significativa della serie sia quella che non sarà mai, quella tra un gay e la sua amica del cuore?
    Io Patrick e Richie in Looking for the future li avevo amati. Ma poi cosa c’è stato tra loro nella stagione 2, tranne qualche sguardo furtivo? Niente. E ora me li ritrovo che progettano un futuro insieme. Bah.
    Capisco il discorso portato avanti su Patrick, che da tizio concentrato esclusivamente su se stesso, diventa una persona che mette i bisogni dell’altro davanti ai suoi. Ma lo diventa off screen, ecco il problema.
    Allora, se proprio si doveva fare il time jump, forse secondo me sarebbe stato meglio mostrarci Patrick e Richie già in una relazione all’inizio del film, tempo dopo la fine della stagione 2. E poi mostrare la maturazione della relazione. E invece no, abbiamo avuto il fidanzato stronzo, la scena madre, la dichiarazione finale e così via.
    No, pollice verso.
    Come la solito, la colonna sonora invece è da applausi. Forse la migliore in circolazione, perché quelle delle serie mainstream fanno schifo, e quelle delle altre serie sono ridicolmente hipster.