Victoria – 1×01/02 Doll No 123 & Ladies in Waiting


Victoria – 1x01/02 Doll No 123 & Ladies in WaitingITV ritira fuori crinoline e merletti e, lasciate le ormai celeberrime colline di Downton Abbey, ci porta a Buckingham Palace, con uno show incentrato su una delle più grandi regine di tutti i tempi: Alexandrina Victoria. Serie dai toni leggeri, Victoria si presenta come un biopic dal forte tono nazional-popolare, condito da sano romanticismo e una cospicua dose di intrighi e cospirazioni di corte.

Una tra le figure regali più complesse e controverse della Storia, la regina Victoria, in carica dal 1837 al 1901, è stata la protagonista di un periodo di grandi cambiamenti sociali, economici e tecnologici. Lo show parte dal momento della sua incoronazione, alla tenera età di diciotto anni, e si concentra sulle difficoltà che Victoria ha dovuto affrontare proprio in virtù della sua giovinezza.
Date le premesse della serie – dramma d’impostazione storica che ripercorrere uno dei periodi cruciali della storia del Regno Unito, mediante la focalizzazione su uno dei suoi personaggi chiave –, il rischio di cadere nel ridondante e nel già visto è alto, sia in virtù delle varie trasposizioni filmiche sulla regina Victoria (L’amore di una grande regina di Ernst Marischka, Mrs. Brown di John Madden e The Young Victoria di Jean-Marc Vallée, Oscar per i migliori costumi nel 2009), sia a causa del silente confronto che si viene a creare con lo show simbolo di ITV: Downton Abbey. La creatura di Fellowes, per quanto nelle ultime stagioni abbia perso gran parte del suo smalto, è stata una delle pietre miliari della rete per molti anni, assumendo nel tempo un’importanza tale da divenire punto di riferimento di un genere televisivo che strizza l’occhio alla soap opera, edulcorandola elegantemente.

Victoria – 1x01/02 Doll No 123 & Ladies in WaitingDopo la visione di questi primi due episodi, l’inevitabile paragone è nettamente a favore delle colline dello Yorkshire: il fascino sconfinato di Buckingham Palace non basta a tenere in piedi un racconto che sembra non avere una direzione precisa a cui tendere. Gli innumerevoli difetti di Downton Abbey si sgretolavano di fronte alla perfetta strutturazione di alcuni personaggi, su tutti Lady Violet, portavoce del cardine tematico della serie dagli esordi fino alla sua conclusione: quel tempo che si consuma inesorabilmente cambiando l’assetto delle cose senza però mutarne la sostanza. Qui, finora, non abbiamo niente di simile, né sul piano dei personaggi, né tantomeno sul piano drammaturgico. Se Downton Abbey ci ha mostrato come i grandi stravolgimenti della Storia influiscono sulla vita dei singoli, Victoria dovrebbe incentrarsi sui tormenti privati degli artefici di tali stravolgimenti. Tuttavia, per quanto visto fino a ora, il racconto del rapporto tra i personaggi e la Storia sembra l’ultima delle preoccupazioni dello show, che a volte sfugge a una precisa caratterizzazione storica, fatta eccezione per l’aspetto prettamente visuale.
Gli accenni alle dispute politiche sulle nuove leggi varate dalla Camera, così come l’opposizione tra Tory e Whig, sono mostrate in maniera sommaria e solo per contestualizzare l’affezione di Victoria nei confronti del Primo Ministro Lord Melbourne. Sebbene il periodo che va dall’incoronazione di Victoria fino alle prime crisi affrontate venga riportato quasi didascalicamente, il racconto si forgia di una superficiale leggerezza, esaltando un drammatico tono da soap opera che, nonostante sia perfettamente in linea con il genere, avrebbe potuto essere leggermente mitigato e ridimensionato.

“How sharper than a serpent’s tooth it is to have a thankless child.” – King Lear, William Shakespeare

Victoria – 1x01/02 Doll No 123 & Ladies in WaitingUn altro difetto non trascurabile sta nella piatta costruzione dei vari personaggi, spesso affettati e bidimensionali: ogni aspetto d’interrelazione o eventuali evoluzioni caratteriali non vengono mostrati attraverso azioni o avvenimenti, ma sono veicolati per mezzo di lunghe spiegazioni che cedono spesso a una facile enfasi. All’interno dell’ampia gamma di caratteri coinvolti non mancano alcune caratterizzazioni quasi caricaturali, come per esempio il Duca di Cumberland e la moglie, che assumono spesso sfumature comiche mostrandoci un arrivismo cospiratorio da operetta. Ma coloro i quali risultano ancora più inchiodati nella piatta traduzione di uno stereotipo sono La Duchessa di Kent, madre di Victoria, e il suo fedele consigliere Sir John Conroy: due figure completamente appiattite dalla rabbia per un desiderio di potere che non riescono a soddisfare.
Agli intrighi di corte dell’upstairs si contrappongono le vicende di un downstairs in preda al conflitto tra nuove e vecchie tecnologie. Tuttavia non mancano i sotterfugi, favori volti a ingraziarsi chi detiene più potere o segreti inconfessabili, preludio di futuri ricatti. Come accadeva in Downton Abbey anche qui la dicotomia tra up e downstairs funziona da specchio d’ingrandimento per quegli stilemi comportamentali che non hanno classe sociale, che si ripetono uguali sia tra lo sfarzo di una sala da ballo che tra i fumi di una cucina.

I do believe in the British constitution in all its tattered glory, and nothing, not even my devotion to you, will stop me from upholding it.

Victoria – 1x01/02 Doll No 123 & Ladies in WaitingLeggermente diverso è il discorso sulla protagonista, personaggio più strutturato e convincente: Jenna Coleman incarna perfettamente quell’innata dignità regale attribuita alla giovane e ingenua regina che sogna di poter governare seguendo senza remore le sue simpatie. Tuttavia, lo script ha le sue lacune e, per quanto l’attrice possa essere brava, a volte il passaggio da uno stato d’animo all’altro risulta affrettato e superficiale. L’eccessiva enfasi data alla giovinezza della regina e di conseguenza alla sua frivolezza e sconsideratezza sembra più un cliché della classica rappresentazione di una giovane sovrana che un elemento volto a caratterizzare il personaggio.
Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per Lord Melbourne. Buona la prova di Rufus Sewell (The Man in the High Castle), ma come per il resto dell’entourage anche il suo personaggio risulta scevro di sfumature: Lord M. ha la duplice funzione di enfatizzare le debolezze di Victoria e, in quanto Primo Ministro legato alla Regina, di esaltare il sacro legame tra Corona e Parlamento.

Victoria – 1x01/02 Doll No 123 & Ladies in WaitingBrevi accenni al suo passato o alla controversa condizione psicologica in cui si trova adesso lasciano presupporre un’interessante caratterizzazione su cui, finora, si è preferito sorvolare. Tuttavia, nel corso del secondo episodio l’enfasi perentoria sull’imparzialità politica che una Regina dovrebbe avere ha dato luogo a una sottile, quasi impercettibile, dimostrazione di come principi monarchici indissolubili possano essere aggirati con astuzia e testardaggine, dando un fugace assaggio di cosa una serie del genere potrebbe essere, o diventare.

Tuttavia, nonostante i difetti delineati, Victoria si forgia di una storia fluida e scorrevole, capace anche di suscitare un certo interesse. Le perplessità non sono poche, ed è troppo presto per decretare giudizi definitivi, ma, anche nel caso in cui lo show dovesse persistere negli stilemi già preannunciati nei primi due episodi, il ritmo semplice e accattivante del racconto rende la novità di ITV un prodotto gradevole, con le potenzialità di assurgere al titolo di miglior guilty pleasure dell’anno.

Voto: 5/6

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