Più di due anni fa si svolgevano le prime audizioni per Glee. Presentatosi per il ruolo di Artie, un certo ragazzino femmineo, che gli stolti credono eunuco, impressionò talmente tanto gli autori da farsi cucire addosso un nuovo personaggio ad hoc: il suo nome è Kurt e finora è il personaggio meglio concepito dell’intera serie. L’intento del Glee Project è stato proprio quello di scoprire un nuovo Chris Colfer, ovvero un performer così carismatico e unico da ispirare questi autori dalle idee incerte, almeno per sette episodi. L’impresa non sembra essere riuscita…infatti i vincitori del talent show sono ben quattro.
Infarinatura “necessaria”: ogni episodio termina con un’eliminazione e inizia con un’esibizione di gruppo davanti ad uno special guest che sceglie chi merita visibilità maggiore nel video musicale di metà puntata. Tra gli ospiti arrivati dal set di Glee: coach Beaste, Puck, Tina, Dave, Lauren, Mike, Artie, Blaine…e Shelby, come se Idina Menzel non avesse di meglio da fare. Nelle varie fasi della competizione (tra riprese, registrazioni in studio ed esibizioni solo) si testano voce, talento, carisma, attitude, compatibilità con gli altri e con la serie, appeal e (ogni tanto) le abilità recitative. I tre peggiori di ogni prova settimanale si susseguono sul palco cercando disperatamente di guadagnare l’attenzione di Ryan Murphy, la Regina di Glee che ne decide le sorti in base a criteri arbitrari e altalenanti, nonostante il termine Underdog fosse un suo tormentone (…Loser fa così 2009!). Man mano che la competizione si fa più ardua le uscite patetiche da reality show, come confessioni inutili, rivalità immancabili e pianti esasperanti, non mancano. Ve le risparmio, anche perché la mia storica tolleranza verso il format mi ha costretto a relegarle in quel piccolo sgabuzzino cerebrale definito “rimosso” e anche perché volete sapere chi sono questi “incredibili performer” (sarcasm!) che ci sorbiremo nella prossima stagione di Glee.
Ecco una rapida panoramica sui concorrenti, secondo l’ordine con cui sono stati rispediti al mittente.
BRYCE, il figaccione
Punto di forza: Lo charme da meta di turismo sessuale
Punto patetico: Voce non pervenuta
Perché è andato via: Vedi sopra
Perché sarebbe potuto rimanere: Vedi ancora più sopra
ELLIS, la mocciosa
Punto di forza: Voce e atteggiamento da diva di Broadway
Punto patetico: Shirley Temple e Barbra Streisand sono meno stronze
Perché è andata via: Perché è una diva
Perché sarebbe potuta rimanere: Perché è una diva
EMILY, la meretrice
Punto di forza: Puttanella sfacciata e divertente
Punto patetico: “Mi sento una puttana”: Ridondante
Perché è andata via: Santana ce l’abbiamo già
Perché sarebbe potuta rimanere: Bitch is fun
MCKYNLEIGH, il cadavere
Punto di forza: Non pervenuto
Punto patetico: Si muove come una ritardata sotto eroina
Perché è andata via: Glee non è un sonnifero
Perché sarebbe potuta rimanere: Perché ormai ho deciso di scrivere un motivo per tutti.
MATHEUS, il puffo palestrato
Punto di forza: La voce rock
Punto patetico: La disperazione caotica sul palco. Ruba la coca a Gargamella.
Perché è andato via: Per darsi una calmata
Perché sarebbe potuto rimanere: Perché nella botte piccola c’è l’urlo rock
MARISSA, la fregna
Punto di forza: Bella, rossa.
Punto patetico: Facilmente fuori tono
Perché è andata via: Se l’ultima esibizione non fosse stata devastante forse sarebbe rimasta
Perché sarebbe potuta rimanere: Perché è figa
CAMERON, il finto nerd
Punto di forza: Il fascino indie
Punto patetico: “Devo tornare a casa da mammà”. Amen
Perché è andato via: Perché il suo bagaglio cattolico è incompatibile con la recitazione. Non è uno scherzo: è stato l’unico concorrente a mollare lo show, dopo una telefonata in lacrime alla madre. Il motivo? Un bacio improvvisato da Lindsay, l’attention whore, durante una prova
Perché sarebbe potuto rimanere: Perché è indubbiamente materiale da Glee/teenage dreams
HANNAH, la simpaciccia
Punto di forza: Radiosa
Punto patetico: “Non posso ballare sono grassa”. Lo vediamo, zuccherino.
Perché è andata via: Il cerchio si è ristretto e non ci passava.
Perché sarebbe potuta rimanere: Perché è solare, perché è “gleeful”
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Dopo questa carrellata di poveri illusi concludo con i TOP 4 che hanno effettivamente vinto degli archi narrativi nella stagione 3. Il momento che tutti temevate.
ALEX (2 episodi)
Punto di forza: Drag queen con voce (vera) esorbitante
Punto patetico: Tristezza e pigrizia totalizzanti. Si sveglia solo davanti ad un microfono
Cosa ha: Ha “GLEE” scritto in faccia e Kurt e Mercedes nella borsetta
Cosa non ha: Un po’ di carisma in più
Esibizione: And I am telling you
LINDSAY (2 episodi)
Punto di forza: Il vocione da popstar
Punto patetico: Superbia e arroganza. La tracotanza incastrò Prometeo, bitch
Cosa ha: Un futuro da tirapiedi di Sue Sylvester nelle Cheerios
Cosa non ha: Un vocione DAVVERO sensazionale. Urlare non basta, strega
Esibizione: Defying Gravity
DAMIAN (7 episodi)
Punto di forza: L’accento irlandese, stando a chiunque tranne me
Punto patetico: “Sono lontano da casa”. Puoi sempre tornarci. Confido nelle offerte aeree
Cosa ha: Un’epica faccia da culo
Cosa gli manca: Una faccia che non ispiri istinti omicidi
Esibizione: Jesse’s Girl
SAMUEL (7 episodi)
Punto di forza: L’occhiataccia tenebrosa
Punto patetico: L’occhiataccia tenebrosa
Cosa ha: Un po’ di indie rock sfumato agli angoli
Cosa non ha: Un insegnante di recitazione e un buon hairstylist che gli sistemi i dreadlocks.
Esibizione: Animal
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Cosa abbiamo imparato da questo show? Che le vie finanziarie della Fox sono infinite e che il coreografo di Glee è in realtà una dolce fangirl.
Cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima stagione di Glee? Un ingrassato stuolo di ragazzine urlanti, a quanto emerge dalle scelte di Queen Murphy in persona.
Speriamo bene che la sceneggiatura non pecchi di crimini seriali già visti nella stagione due, come gli accoppiamenti incessanti e le storyline nate per compiacere le fan under 12. L’esito di questa ricerca in forma di reality non mi ha lasciato ottimista a riguardo. Staremo a vedere se il successo permetterà ancora le punte brillanti raggiunte solo saltuariamente nell’ultima stagione o se il vero intento dei produttori è quello di far arrapare le ragazzine.
Ne riparleremo dal 20 Settembre.
Spassosissima recensione 🙂 Mi fate morir dal ridere!
Grazie, ma è tutto merito loro. Io sono solo il tramite del trash 🙂
Tutte le descrizioni sono azzeccatissime e fanno sbellicare! XDDDD
Bravissimo!
Mi unisco ai complimenti, concordo sull’ “epica faccia da culo” dell’irlandese, e rilancio deciso su Lindsay: è assolutamente inascoltabile!
A “Glee non è un sonnifero” su McKinleyigh sono caduto dalla sedia. Mi dispiace che l’autore però sia contro Lindsay. Nonostante il suo egocentrismo, trovo che la sua voce sia meravigliosa.