
Come un pugile esperto che dopo averle prese duramente sul ring riprende fiato e passa al contrattacco, così questa puntata dopo un inizio non così entusiasmante riprende fiato e ci lascia, come sempre, con la fame di sapere che cosa succederà.
La puntata di oggi parte svelandoci il primo omicidio di cui eravamo venuti a sapere quando la famiglia Harmon era arrivata nella Casa, nel Pilot: vediamo la coppia gay alle prese con i preparativi per Halloween e ci mettono una cura ed un’attenzione tipico dello stereotipo omosessuale. Qui l’abilità dei nostri sceneggiatori gay preferiti raggiunge contemporaneamente picchi di comicità (vederli intagliare e discutere sul tema delle zucche è semplicemente geniale) e di drammaticità per la situazione in cui sono capitati: non si amano più, non c’è più quella passione che gli aveva portati ad investire tutti i loro risparmi nella casa e ora che la crisi immobiliare è nel pieno della sua virulenza i due si ritrovano a vivere come dei separati in casa, alla ricerca di qualcuno che possa comprare la casa e farli andare ognuno per la propria strada. Se però l’agente immobiliare aveva detto a Ben che si trattava di un omicidio-suicidio, veniamo a scoprire che in realtà sono stati uccisi da un’entità ancora sconosciuta, presumibilmente la stessa con cui Vivien ha avuto un rapporto nella seconda puntata, sempre nel costume in Latex. Quindi viene da chiedersi immediatamente: chi è il vero mostro? Chi è, insomma, il cattivo?
Finora stiamo vedendo sempre e solo vittime, dirette o indirette, del male della casa, persone che sono state uccise o sono state portate a uccidere dalla Casa e dalla presenza che la domina. Ma chi è questa presenza? Forse il famoso bambino di cui parla Tate a Violet nel seminterrato quando racconta la storia della casa? Che sia lo stesso Tate, visto che lo vediamo indossare la stessa tuta in Latex? I dubbi si moltiplicano mentre le risposte si fanno sempre più vaghe.

Se i morti tornano in vita, c’è anche chi se ne va nell’Aldilà, almeno apparentemente: Addy infatti, mentre gira nel quartiere per fare dolcetto o scherzetto, viene investita da un pirata della strada, e la madre Costance la riporta sul prato di casa “prima che sia troppo tardi”. Che possa tornare in vita? Che coloro macchiati del sangue e della violenza della casa siano destinati a vivere per sempre, commettendo sempre gli stessi errori in una sorta di girone dantesco moderno, con al posto dell’inferno la periferia di Los Angeles? Non è l’unica a morire in questo episodio: la governante Moira infatti uccide la madre in una scena profondamente drammatica, staccando i tubi che la tengono in vita. C’è chi se ne va e chi arriva, come il figlio di Ben e Vivien: quando vanno a fare la visita dal dottore per controllare se è tutto regolare, la dottoressa sviene di botto lasciandoci nel dubbio che come in Rosemary’s Baby il loro bambino sia il figlio del demonio, in questo caso rappresentato nella figura dell’uomo in latex (?). In tutto questo andirivieni tra morti e vivi, arriviamo alla fine della puntata, che è infatti stata suddivisa in due parti. A fine di questa prima parte ecco che torna a farsi vivo il vecchio Larry, venuto a riscuotere il suo compenso per aver liberato Ben dall’ex amante. Questa volta sembra veramente intenzionato a farsi valere, a differenza della prima volta che ha chiesto i soldi a Ben. In casa c’è solo Violet. Dietro di lei l’uomo in latex. Con questa immagine, agghiacciante, si chiude l’episodio, come a confermare quello che dicevo all’inizio: non una goccia di sangue, ma continuamente a nervi tesi, in questa serie che è una sinfonia della paura.
Voto: 7
