Person of Interest – 1×12 Legacy


Person of Interest - 1x12 LegacyLa prima parte di questa serie TV, per quanto ben costruita, non mi aveva entusiasmato particolarmente. Ritenevo ottima l’idea, ma non così efficace la sua rappresentazione. Evidentemente tutto ciò era stato in parte programmato dagli autori o almeno corretto in corso d’opera, perché già da qualche tempo la qualità è notevolmente aumentata, permettendo allo spettatore di assistere ad un episodio, questo, davvero molto ben congegnato.

Bene ha fatto la CBS a chiedere che Carter fosse “inserita” nel gruppo ben prima di quanto ideato dagli autori (che parlavano di fine stagione). Tale personaggio era sembrato sin dall’inizio ben strutturato e capace di donare ai due “eroi” quello scatto in più di cui si sentiva la necessità. Adesso, si può ben dire, sta entrando definitivamente all’interno della “gang”, seppure tenuta ancora all’oscuro dell’esistenza della Macchina (che, paradossalmente, è sconosciuta anche per noi telespettatori).

A partire dal caso singolo, questo episodio è stato lavorato in maniera ottimale. La stessa Andrea, il nuovo numero che la Macchina ha creato, è un personaggio molto interessante, con la straordinaria capacità di riuscire ad attrarre l’interesse su di sé. La storia che la coinvolge è da un certo punto di vista il fulcro del buonismo – l’uomo imprigionato per errore, con un figlio a carico che viene dato ad una pessima famiglia affidataria; nulla di troppo originale, in verità, ma ciò non significa che sia noioso, anzi. Si inserisce perfettamente all’interno dell’armonia della serie, senza né appesantirla né renderla scontata.

Person of Interest - 1x12 Legacy

Per quanto riguarda, invece, gli “aiutanti”, bisogna ammettere che vedere Lionel Fusco preoccupato per Reese è piuttosto divertente. In particolare mi riferisco alla scena in cui si accorge che Carter parla di nascosto al telefono con qualcuno, ignorando che si tratti proprio di Reese. Si prefigura un momento esilarante quando entrambi scopriranno di lavorare per la stessa persona. Il Detective Carter, che qui inizia a collaborare in maniera più attiva con Reese (seppure ancora nei canali della legalità), non perde assolutamente smalto. Viene temporaneamente sospesa la trama che la riguarda – ossia le indagini della CIA sul giusto sospetto che lei abbia permesso a Reese di fuggire quando fu ferito  – ma questo non significa spostarla sullo sfondo, anzi. Le interazioni tra i personaggi sono di grande efficienza, senza un momento morto.

Inutile dirlo, ma Michael Emerson giganteggia in questa puntata. Il suo Finch è alle prese con il nipote adottivo, il figlio di Nathan, l’uomo che abbiamo scoperto essere grande amico e collaboratore di Finch durante la creazione della Macchina. Qui l’uomo è molto diverso da come siamo soliti vederlo: è più umano, a tratti persino amorevole, con quel giovane. Interessante l’epilogo di questa storia: adesso il figlio di Nathan è intenzionato a scoprire cos’è successo al padre, portando una nuova ventata di scoperte e, di conseguenza, un maggior respiro alla trama.

Person of Interest - 1x12 LegacyReese è il solito Reese, seppure faccia un certo effetto vederlo a terra, inizialmente battuto dal galeotto che mirava ad uccidere Andrea. Certo, si riprende in breve tempo, ma c’è un piacere sadico nel sapere che anche Terminator può essere battuto. È evidente che adesso miri ad avere delle risposte, capire qualcosa di più preciso circa quel capo tanto misterioso quanto sospetto. In questa chiave di lettura, diventa alquanto stimolante saperne di più: d’altronde l’episodio si chiude con Lionel che segue Finch su ordine di Reese.

In definitiva si può dire che questo episodio possiede tutte le caratteristiche necessarie a dotare quei 40 minuti di grande fascino. I personaggi, con i propri ritmi e le proprie modalità, sono ora corredati di quel potenziale nuovo che in partenza non sembravano possedere. Con un forte mix d’azione e di ironia, la puntata scorre senza grinze, aprendo nuove trame più o meno secondarie che vanno ad aggiungersi a quelle che ancora necessitano risposte.

Voto: 7 ½ 

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

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