
Ancora una volta, il narcisismo e le patologiche insicurezze di Hannah prendono il sopravvento sulla sua tanto agognata ricerca di una stabilità nella propria vita, e se il rapporto con i genitori è ormai compromesso a partire dal quinto episodio, ad essere messa in discussione è ora la sua relazione con Fran. L’ostentata esibizione di Hannah della propria femminilità e indipendenza (il rimando a Basic Instinct nel prologo non poteva essere più azzeccato) altro non è che un indice della sua immaturità e incapacità di guardare se stessa con occhio critico: Fran lo comprende, ma la sua reazione è simile a quella di un padre possessivo e severo, quanto di più lontano da quello che Hannah ha sempre cercato in una relazione.

È sufficiente captare un incrocio di sguardi perché la verità venga a galla, e così la stabilità di Hannah crolla come un castello di carte e lascia spazio libero alla paranoia e al dolore. Le due testimonianze di cui la ragazza è protagonista si sovrappongono e portano con sé un interrogativo comune: com’è potuto accadere tutto questo senza che nessuno se ne accorgesse? La vecchia Hannah prende di nuovo il sopravvento, scarica la propria frustrazione su Marnie solo per dare sfogo al proprio dolore ma trattiene dentro di sé la rabbia alla vista di Adam e Jessa che se ne vanno assieme. L’attaccamento a Fran nella scena finale è preceduto da un automatico gesto di rifiuto nei confronti del ragazzo: perfino il corpo e la mente di Hannah sono in totale disaccordo su ciò che realmente vogliono, non riesce a confidarsi con lui ma lo tiene stretto a sé per non restare da sola; l’ambiguità della protagonista torna a dettare le proprie scelte, e la fine della sua relazione appare, di conseguenza, sempre più inevitabile.

Hello Kitty mette il dito nella piaga delle difficoltà relazionali dei personaggi coinvolti e lascia presagire enormi sconvolgimenti dei rapporti di forza che li tengono uniti. Lena Dunham appare più cinica e ispirata che mai nel suo grande racconto di formazione, e questo episodio è un ulteriore prova della sua rinnovata sagacia nel rappresentare il disagio della sua generazione.
Voto: 8½
