
Questa serie Netflix non è da meno: è un prodotto ad alto tasso di fantastico, con magia e creature varie, i cui protagonisti hanno (almeno sulla carta) la stessa età del pubblico a cui fanno riferimento. La serie TV Shadow & Bone è stata ideata da Eric Heisserer (Final Destination 5, Bird Box), ma è tratta da due serie di libri di successo (in italiano Tenebre e Ossa e Sei di Corvi, parte del cosiddetto Grishaverse) entrambe scritte da Leigh Bardugo e ambientate nello stesso universo. Netflix non è certo nuova alle serie fantasy (basti citare l’ultimo suo successo, The Witcher), ma non sempre è stata in grado di reggere la pressione. Il fantasy è infatti un genere molto difficile, un complesso equilibrio alchemico di componenti diverse e spesso inadatte a stare a contatto. Non è ancora chiaro se questa serie riuscirà a bilanciare i suoi ingredienti, ma i presupposti si intravedono.
La trama è presto detta: Alina Starkov (Jessie Mei Li) è cresciuta orfana dopo la morte dei suoi genitori nel territorio d’ombra, la Faglia. Entrata a far parte dei cartografi, Alina si ritrova a dover rischiare la vita in compagnia del suo amico d’infanzia Malyen “Mal” Oretsev (Archie Renaux), solo per scoprire una verità a lei sconosciuta. A questa vicenda si incastra una banda di criminali assoldata per recuperare qualcosa di molto prezioso. L’intero episodio pilota è dedicato alla costruzione di quella che sarà la trama futura, prendendosi tutto il tempo necessario per iniziare a tratteggiare il mondo fantasy nel quale le vicende andranno a svilupparsi. Il vero e proprio inizio della serie è il finale di questo episodio introduttivo.
Quello di Shadow & Bone è un universo narrativo che unisce luoghi e stili molto diversi – in quello che è per ora il pregio più evidente della serie. Esteticamente, infatti, questo Shadow & Bone parte in modo molto forte, non solo perché la CGI sembra funzionare a dovere, ma soprattutto per l’interessante costruzione visiva degli ambienti, ispirati alle città europee dei secoli scorsi. L’ambientazione russa del diciannovesimo secolo, ad esempio, permea l’intero mondo in cui si svolgono le avventure di Mal e Alina, con quella dose di steampunk che rende il tutto ancor più gradevole e originale. Una nota di merito va inoltre al comparto abiti, da cui ci aspettiamo già grandi cose.

Per quanto riguarda gli attori, si notano delle buone scelte, in particolare con i due amici Alina e Mal: circa la prima si segnala il cambiamento rispetto alla trama del libro nel darle un’identità mista – è infatti interpretata da un’attrice asiatica, una scelta che si rispecchia nell’ambientazione, in cui il personaggio di Alina è visto negativamente da alcuni per la presunta appartenenza al nemico Shu Han. Questo non solo ci porta a constatare l’attenzione che Netflix ha sempre dimostrato verso un cast diversificato, ma ci inserisce anche nelle stesse dinamiche all’interno della serie, in cui le questioni e divisioni etniche sembrano altrettanto rilevanti. Alla base di molti dei problemi dei nostri personaggi, infatti, risiede una costante condizione di stato di guerra dovuta proprio al territorio incontrollato della Faglia, un luogo di enorme pericolo.

Voto: 7
