
Uno dei meriti principali dello show è quello di inserirsi in maniera efficacissima nel cosiddetto Y2K revival, ovvero il ritorno di alcuni elementi estetici e culturali che hanno caratterizzato i primissimi anni del nuovo millennio, a metà tra la celebrazione nostalgica e la rilettura critica degli aspetti più problematici.
Girls5Eva ha infatti come protagoniste le (ex)componenti dell’omonima girl band e racconta i loro tentativi di tornare sulla cresta dell’onda dopo il fugace successo di fine anni Novanta/inizio anni Duemila. L’occasione si presenta quando un noto rapper decide di usare un sample di una delle loro hit, portandole a riallacciare i rapporti interrotti da anni e a tentare di reinserirsi nell’industria musicale.
Come per ogni girl band che si rispetti, la caratterizzazione di ciascun membro del gruppo è fondamentale. La band è composta da quattro donne sulla quarantina – la quinta componente è morta in un incidente nel 2004: Dawn (Sara Bareilles) è la leader della band, ora mamma e impiegata nel ristorante di famiglia; Summer (Busy Philipps) è la bionda con la testa tra le nuvole trascurata dal marito; Gloria (Paula Pell) è la sportiva del gruppo (in realtà lesbica), ora divorziata e dentista a tempo pieno; Wickie (Renée Elise Goldsberry) è una Beyoncé wannabe che non ha mai smesso di cercare il successo (con scarsi risultati).
Tale premessa permette di portare alla luce la profonda tossicità della cultura pop dei primi anni Zero, attraverso un linguaggio comico ma al tempo stesso puntuale: il sessismo imperante, la necessità di nascondere il proprio orientamento sessuale e di aderire a rigidi canoni estetici emergono sia tramite numerosi flashback che attraverso le considerazioni delle protagoniste, che solo ora, e in maniera graduale, sembrano finalmente prendere coscienza di quello che sono state costrette a subire e di quanto tutto ciò fosse sbagliato. Questa operazione di rilettura può essere paragonata a quella che, in tempi recenti, è stata portata avanti su personaggi cardine di quel periodo, come Britney Spears e Paris Hilton, le cui storie, grazie ai documentari Framing Britney Spears e This Is Paris, sono state finalmente raccontate attraverso una lente, se non femminista, perlomeno priva del sessismo che le impregnava.

In quest’ottica lo show di Scardino segue l’onda del successo di diverse comedy con protagoniste femminili che hanno fatto dell’ibridazione con il musical il loro tratto caratteristico: pensiamo ad esempio a Crazy Ex-Girlfriend, con cui Girls5Eva presenta molti punti di contatto dal punto di vista della gestione della componente musicale, ma anche a Zoey’s Extraordinary Playlist – dove però troviamo cover di celebri canzoni pop.
La serie ha raccolto buone recensioni da parte della critica statunitense, ricevendo una nomination agli Emmy per la scrittura dell’episodio pilota, senza però ottenere un grande successo di pubblico. Nonostante ciò, Peacock (la piattaforma streaming della NBC) ha fortunatamente deciso di rinnovarla per una seconda stagione, forse considerando che al momento il suo catalogo di prodotti originali è ancora limitato. In Italia purtroppo lo show è ancora inedito, ma la speranza è che, forte del rinnovo, nei prossimi mesi venga rilasciato anche nel nostro paese.
Girls5Eva è in definitiva una bella storia di amicizia tra un gruppo di quarantenni (una cosa che di certo non capita spesso di vedere in tv). Se siete cresciuti ascoltando le Spice Girls e le numerose girl band che popolavano il panorama musicale al volgere del millennio, la serie di Scardino sarà un bel tuffo nel passato, un’occasione per gettare uno sguardo divertito ma anche critico su quella fetta di cultura pop che ci ha regalato i jeans a vita bassa e Bald Britney. Per tutti gli altri, in particolare gli amanti della comicità di Tina Fey e del nuovo genere della commedia musicale al femminile, lo show rappresenta comunque una validissima aggiunta ai recuperi seriali delle migliori novità di questo 2021.
