
La serie si ispira a quella che è stata l’esperienza reale del produttore del film, Albert S. Ruddy – nel suo curriculum c’è anche il film vincitore dell’Oscar per il miglior film Million Dollar Baby di Clint Eastwood –, che ha passato diverso tempo insieme al creatore Michael Tolkin (Escape at Dannemora) ripercorrendo gli eventi che hanno caratterizzato la lavorazione de Il Padrino a cavallo tra la fine degli anni sessanta fino alla sua uscita nel 1972 e che hanno appunto dato la base di partenza per The Offer. A interpretare Ruddy c’è Miles Teller, che ha sostituito in corso d’opera Armie Hammer, uscito dal progetto dopo le accuse di molestie sessuali nel gennaio 2021. In cabina di regia, invece, almeno per le prime due puntate e quindi con il compito di settare l’impronta estetica di The Offer, c’è Dexter Fletcher, l’occhio dietro a film di successo come Bohemian Rhapsody e Rocketman, quest’ultimo proprio prodotto da Paramount.
Oltre a Teller, il cast è composto da una lunga serie di attori più o meno conosciuti, come Juno Temple, Dan Fogler – che interpreta Francis Ford Coppola –, Colin Hanks e Giovanni Ribisi, quest’ultimo nei panni del famoso boss mafioso Joe Colombo. Si tratta di un progetto per il piccolo schermo in cui è chiara l’intenzione dello studio di mettere in scena qualcosa di un certo livello che aspira a rivaleggiare con i grandi prestige drama ad altissimo costo degli ultimi anni. Il valore produttivo è alto e la cura nel ricreare location, costumi, e dettagli dell’epoca, a parte qualche raro caso di evidenti green screen non proprio eccellenti, è davvero apprezzabile. Eppure, nonostante queste basi decisamente promettenti, alcune delle sensazioni negative che si erano già respirate con l’uscita del trailer, vengono confermate da queste prime tre puntate.

Purtroppo, però, The Offer fallisce quando allarga il suo punto di vista a tutte le figure che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con il film e la sua lavorazione ma che non hanno avuto la stessa importanza dei vari Ruddy, Coppola e Puzo. Dal gruppo di mafiosi che vogliono boicottare la pellicola perché pensano che il film metta in scena uno stereotipo negativo degli italo-americani, all’eccentrico Robert Evans – capo della Paramount con un ego smisurato –, sono tutte linee narrative che in piccole dosi e vissute solo attraverso gli occhi di Ruddy e il suo team avrebbero anche funzionato, ma che risultano incredibilmente poco interessanti e a tratti noiose perché ricche di tutti quegli elementi che caratterizzano la narrazione gangster, nel primo caso, e quella legata al mondo del cinema nel secondo, visti e rivisti e qui trattati in maniera superficiale. C’è poi anche il grande problema delle strizzatine d’occhio ai fan – la prima arriva dopo neanche trenta secondi –, che non sarebbero un problema all’interno di un racconto davvero avvincente, ma che qui stonano perché danno la sensazione che il team creativo si sia preoccupato di più a rassicurarci che conoscessero il film e a memoria invece di offrire un racconto davvero avvincente e che rendesse giustizia a una pellicola importante come Il Padrino.

Voto 1×01: 6
Voto 1×02: 6
Voto 1×03: 6 ½

Caro sig Ivan, é sicuro di aver visto questa serie ?
In attesa di moderazione da un giorno ?
Ciao Peter,
un paio di informazioni:
– sì, può succedere che un commento rimanga in approvazione per un giorno: questa è un’attività parallela al nostro lavoro e può capitare che un commento non venga approvato seduta stante.
– nel tuo caso specifico, lamentarsi di una mancata approvazione per un commento che è una pura e semplice provocazione (niente di più, niente di meno: certo che Ivan ha visto le puntate analizzate nella recensione, se non sei d’accordo con lui puoi anche dire che non sei d’accordo e addirittura argomentare, volendo) fa tutto il giro e diventa anche piuttosto maleducato. E a noi la maleducazione su Seriangolo non piace.
Non abbiamo mai censurato nessuno a meno che non ci fossero davvero gli estremi per farlo, ma, come succede da più di 11 anni su questo sito, quello che portiamo avanti è uno spazio sicuro per tutti per discutere, parlare, confrontarsi anche con le idee più diverse del mondo.
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La Redazione