
Anche se sono passati solo poco più di dieci anni dall’uscita della prima stagione della serie madre, è difficile giustificare un suo reboot – che ha all’attivo 7 stagioni, 160 episodi e due spin-off –, ma non impossibile, viste le tante novità che questo show porta con sé sin dal pilot, partendo dallo stile del racconto fino all’estetica, che fonde il vecchio PLL a Scream e Riverdale – che non viene citato a caso.
Pretty Little Liars: Original Sin è stato annunciato a settembre 2020 con Roberto Aguirre-Sacasa (ideatore proprio di Riverdale) che ha assunto il comando al posto di Marlene King, che ha supervisionato la serie originale e i suoi spin-off (Ravenswood e The Perfectionist). HBO Max è diventata la piattaforma della serie e ha ordinato dieci episodi per questo show che è il primo del franchise a non andare in onda su ABC Family/Freeform. Sebbene Pretty Little Liars: Original Sin orbiti attorno ai temi che hanno caratterizzato la serie originale, gli sceneggiatori hanno scelto un cast e hanno sviluppato una trama completamente differenti per dare nuova vita ad un prodotto amatissimo da una fetta importante di pubblico, composta prevalentemente da giovani e giovanissimi.

Nonostante la trama si discosti da quella della serie madre, l’unica cosa che consente a questo reboot di distinguersi in modo netto dalla serie originale è il suo livello di horror: Original Sin funziona più come serie slasher che come mistery thriller, dettaglio che soddisferà tutti coloro che hanno trovato Pretty Little Liars un po’ privo di brividi. Sebbene PLL abbia avuto alcuni momenti ad alta tensione, c’erano tanti elementi che gli autori avrebbero potuto enfatizzare per rendere migliore la base horror della serie; in Original Sin, invece, lo spettatore viene gettato letteralmente nel sangue, aumentando la posta in gioco e rendendo il nostro cattivo più minaccioso fin dall’inizio. Lo show si svolge visivamente e dal punto di vista della trama come un film slasher per adolescenti e non ha paura di ricreare omaggi ai classici del genere in alcune delle sue scene. Mentre la serie originale trasuda un senso di paranoia e inquietudine che deriva dagli eventi che le sue protagoniste devono affrontare, Original Sin fa un ulteriore passo avanti ed evoca gli aspetti horror del genere.

Detto ciò, viene naturale chiedersi se la serie reboot sia all’altezza dell’originale: dopo l’episodio pilota è difficile dirlo. In dieci episodi, la serie ha l’obiettivo di costruire le basi per diventare iconica come lo è stata la serie madre, e tutto ciò è un grande peso da sopportare, soprattutto per il continuo paragone con uno show che ha segnato una generazione di spettatori che era adolescente una decina di anni fa. Per fare questo, Original Sin non sceglie il fattore nostalgia, ma rinnova la trama e lo stile, rendendolo più moderno ma meno unico nel suo genere. I fan del franchise potrebbero non essere molto contenti di questa nuova versione della storia, ma, a volte, il paragone è la cosa più ingiusta da fare. Senza le stagioni precedenti con cui fare confronti, Original Sin sarebbe stato, probabilmente, più convincente rispetto a come è attualmente. Nonostante ciò, il forte cast di giovani attrici, l’atmosfera e le frequenti citazioni a momenti iconici del cinema horror rendono il pilot di Pretty Little Liars: Original Sin una scommessa vinta.
Voto: 7

Ora, va bene il recupero di Pretty Little Liars come fenomeno di “culto” per la generazione 90-2000, però non dimentichiamoci che era una porcheria sotto tanti punti di vista.
Ci sto con l’analisi pop e l’impatto sulle produzioni dopo, ma “Mentre la serie originale trasuda un senso di paranoia e inquietudine che deriva dagli eventi che le sue protagoniste devono affrontare”
Assolutamente no, trasudava l’incredibile stupidità e la passività col quale si approcciavano agli eventi le protagoniste. Era una serie adolescenziale, scritta per gli adolescenti, in cui l’elemento soap, già presente in altre serie teen, vedi Gossip Girl, è stata portato all’estremo.
Ciao Federica, sono d’accordo quando dici di considerare PLL una sere per adolescenti, e sotto questo punto di vista dobbiamo ammettere che lo show non ha mai fatto finta di essere altro, è sempre stato molto onesto con il pubblico. Quando parlo di senso di paranoia e inquietudine non scrivo che lo show è IL più paranoico del panorama televisivo. Secondo il mio parere lo stile di PLL e la messa in scena (quindi non ciò che accade, ma come accade) restituisce allo spettatore un senso di inquietudine e paranoia, che capisco essere molto soggettivo.