
Ambientata nel vicino 2024, la serie introduce questi argomenti mostrandoci la vita della protagonista Saara Parvin (interpretata da Hannah Khalique-Brown), una giovane e brillante stagista che inizia il suo percorso presso il Government Communications Headquarters (GCHQ), l’agenzia governativa britannica che si occupa principalmente della sicurezza nell’ambito delle comunicazioni. L’esordio di Saara nel GCHQ la porterà, fin dal suo primo giorno, nel centro di una crisi via via sempre più profonda del governo britannico che si trova vittima di un attacco informatico che porterà ad uno shutdown di alcune delle principali funzionalità della rete, conducendo immediatamente il paese nel caos non solo sociale, ma anche economico.
Risulta chiaro fin da subito l’intento di Kosminsky di indagare non solo le conseguenze dannose che le nazioni incontrerebbero subendo attacchi del genere, ma anche e soprattutto le implicazioni ancor più catastrofiche che seguirebbero nel caso di una risposta offensiva della stessa portata a questo tipo di aggressione: uno scenario che comporterebbe una vera e propria guerra sotto il segno di attacchi informatici che, in quanto tali, minaccerebbero i punti vitali delle nazioni e sconvolgerebbero le basi dei sistemi che concorrono a mantenere l’equilibrio economico e sociale. Sarebbe, questa, una forma di guerra più silenziosa (undeclared appunto), ma combattuta con armi dalla portata forse ancora più distruttiva di quelle convenzionali. Saara riesce subito a distinguersi nel GCHQ proprio perché è lei a scovare un ulteriore attacco nascosto in un’infinita lista di codici che, se ignorato, avrebbe messo il paese in ginocchio. Sarà proprio il calibro di questa seconda minaccia sventata a spingere il governo alla decisione di contrattaccare, dando il via a quella che nei prossimi episodi si configurerà come una vera e propria cyber-war.

Il ritmo equilibrato dell’episodio e il desiderio di Kosminsky di offrirci una visione la più realistica possibile di un tale scenario sono indubbiamente aspetti positivi, ma espongono lo show a quel rischio che accomuna un po’ tutti i prodotti che raccontano questo tipo di conflitti: a differenza delle guerre combattute con spade, fucili o bombe, le guerre informatiche si combattono stando seduti davanti ad un computer, scrivendo e spulciando innumerevoli codici. Una situazione che, dal punto di vista della rappresentazione televisiva, non è coinvolgente come può esserlo la visione di uno scontro all’ultimo sangue, specialmente se non si è esperti o appassionati di informatica. E tuttavia, come si è detto in precedenza, una cyber-war può potenzialmente avere un impatto ancor più distruttivo e totalizzante di una guerra “tradizionale”; la sfida, dunque, per Kosminsky è proprio quella di dare giustizia alla portata di conflitti del genere, portando sullo schermo gli elementi che non solo differenziano le guerre informatiche dalle altre ma che, soprattutto, riescano ad accendere l’interesse di un pubblico più vasto e, in quanto tale, non sempre esperto.

Si tratta di una soluzione, questa, che nella sua semplicità risulta molto efficace e ci permette di seguire le azioni di Saara passo dopo passo anche quando è seduta di fronte a quei codici che, ad un primo sguardo, possono apparire per noi poco significativi. Nel seguire Saara nel suo lavoro, invece, gli spettatori sono in grado di capire effettivamente cosa stia facendo, eliminando dunque il rischio di una mancanza di coinvolgimento che non renderebbe giustizia al linguaggio informatico.
Per concludere, la prima puntata di The Undeclared War introduce con equilibrio gli elementi principali della sua trama, cercando di offrire al pubblico uno sguardo chiaro e realistico del complesso mondo informatico senza, per ora, scadere in inutili esagerazioni. L’impressione è di trovarsi di fronte a un prodotto interessante, ma ancora non del tutto entusiasmante. Restano, infatti, alcuni dubbi riguardo la rappresentazione della personalità dei personaggi e della sua protagonista, messi forse un po’ troppo in secondo piano per dare pieno spazio alla visione dei primi e significativi eventi che inaugurano l’imminente cyber-war. Se i prossimi episodi saranno in grado di sopperire a questa mancanza, c’è la possibilità di trovarsi di fronte un prodotto avvincente, a patto che sarà in grado di reggere la sfida di rappresentare eventi tanto complessi e impattanti con lo giusto spessore.
Voto: 6/7
