
Creato da Steven Levitan (Modern Family), che ricopre il ruolo anche di produttore esecutivo insieme a Danielle Stokdyk e Jeff Morton, Reboot è stata presentata come una parodia divertente, intelligente e autoironica dell’industria televisiva di oggi, priva di fantasia e ossessionata dai successi del passato, che cerca di conquistare il pubblico facendolo divertire sfruttando il divario generazionale tra i boomer di ieri e la generazione Z di oggi. La protagonista dello show è una giovane autrice televisiva, Hannah (Rachel Bloom), che decide di presentare la sua idea a Hulu per un nuovo show, il reboot di una vecchia sit-com degli anni ’90, con l’idea di renderla più intelligente e realistica rispetto alla serie madre. I membri del cast originale Reed (Keegan-Michael Key), Clay (Johnny Knoxville), Bree (Judy Greer) e l’ex baby star Zack (Calum Worthy) vengono richiamati e decidono di far parte del nuovo progetto con la promessa di Hannah che lo spettacolo sarebbe stato nuovo e al passo con i tempi; le loro vecchie lamentele e le rivalità, però, sono rimaste le stesse di una volta e seppur le loro vite sono andate avanti, loro sembrano intrappolati nell’ombra di quello che erano. L’entrata in scena del creatore originale dello show Gordon (Paul Reiser), che si mette al lavoro al fianco Hannah, mette in crisi tutto il progetto e i protagonisti stessi.

La parola scontro sembra riassumere bene questo show, che tramite i conflitti ci racconta non solo una storia di finzione, ma ci parla del modo in cui si fa spettacolo oggi; l’ironia che mette in campo, tuttavia, sembra delle più innocue e non c’è traccia di una critica vera e propria al mondo dello spettacolo di oggi, al massimo si mette in ridicolo come si lavorava in passato e questo è troppo poco per uno show con queste ambizioni. La parodia dell’industria dello spettacolo che cerca di mettere in scena Reboot purtroppo non è paragonabile ad altri show di qualità del recente passato che hanno trattato lo stesso tema (Bojack Horseman, The Comeback); addirittura con il passare degli episodi la comedy di Hulu mette sempre più da parte la satira per diventare ciò che in origine voleva demolire.

Per questi motivi possiamo dirci soddisfatti di Reboot, un esperimento tutto sommato riuscito in cui l’unione di due generi televisivi diversi e la critica verso quei generi che mette in scena si fondano alla perfezione, creando uno show godibile anche grazie al cast di attori che sembra aver trovato affiatamento sin dalla prima scena. C’è da dire che la serie non brilla certo per coraggio, Levitan con delle basi del genere e con la sua esperienza in fatto di comedy sarebbe potuto essere più incisivo e pungente nel racconto del dietro le quinte, anche se il messaggio che si è prefissato di trasmettere, al netto di alcuni difetti fisiologici che non ci meravigliamo di trovare in un nuovo show, arriva forte e chiaro: il confronto tra passato e presente è efficace e ben rappresentato ed è chiaro che, per capire chi ne uscirà vincitore, non possiamo far altro che che seguire tutta la prima annata dello show.
Voto 1×01: 7½
Voto 1×02: 8
Voto 1×03: 7½
