
La difficile scommessa sembra già parzialmente confermata dal buon andamento del pilot, che fa da preludio ad una stagione di sei episodi interamente disponibile su Disney+. Di che cosa parla, esattamente, The Good Mothers? È la tipica storia sulla ‘Ndrangheta oppure riesce a fare un passo ulteriore, e a donarci una variazione sul tema? La storia si apre quasi in medias res, con un avvertimento sotto forma di una bomba posta all’entrata principale dell’edificio di Giustizia, dove lavora la magistrata Anna Colace, personaggio che fin da subito fa da filo conduttore delle vicende mostrate. È da quell’avvertimento (quasi una norma), che si dipanano le diverse storie delle donne che costellano l’episodio – le storie delle madri a cui il titolo fa riferimento -; da quella bomba piazzata sui gradini dell’entrata principale del tribunale iniziano a muoversi i pedoni di una scacchiera il cui disegno risulterà solo accennato alla fine dell’episodio. Uno dei punti cardine della narrazione si concentra sul vissuto di Lea Garofalo (Micaela Ramazzotti), che insieme alla figlia Denise (un’ottima Gaia Girace) ha vissuto nascosta per sette anni, poiché in passato aveva collaborato con la giustizia per far arrestare il padre della figlia, anello di congiunzione con un clan di ‘Ndrangheta non meglio precisato. Il punto di svolta sta nell’incontro tra Denise e il padre, fortemente voluto sia dalla figlia che dalla madre, seppur per motivazioni diverse.

I personaggi, seppur solo abbozzati, riescono a bucare lo schermo anche in virtù delle ottime performance attoriali; spicca su tutti la figlia del boss, Giuseppina Pesce (interpretata da Valentina Ballè), che è protagonista di poche scene, tutte significative, che fanno ben sperare per un’esplorazione del personaggio tanto in ottica del suo rapporto con la ‘Ndrangheta, che sul piano personale, in quanto figlia, donna, e madre. Al fianco dei solidi personaggi, la trama scorre ad un ritmo convincente e contribuisce a tenere viva l’attenzione dello spettatore rispetto ad un pilot dalla lunghezza considerevole. È d’aiuto la forte impronta corale della storia, espressa a pieno dal personaggio della magistrata Anna Colace, la cui figura non solo apre la storia – in quanto destinataria della bomba/avvertimento – ma chiude il primo episodio in maniera ottima, portando i fili della narrazione ad una conclusione che è soddisfacente e invoglia subito alla visione degli episodi successivi.

Nei suoi sessanta minuti iniziali, è evidente come The Good Mothers abbia già tutte le carte in regola per essere una serie assolutamente da tenere in considerazione; pur essendo solo ai primi passi iniziali, la regia e la sceneggiatura appaiono coordinate, e le stesse performance non possono che far ben sperare per un ottimo prosieguo della serie. Ma ciò che veramente convince di questo pilot è la consapevolezza del punto di vista particolarmente preciso attraverso il quale raccontare una storia così difficile, facendo sì che lo spettatore si senta immediatamente invogliato a guardare l’episodio successivo.
Voto 1×01: 7
