
One Day si apre nel 1988 e subito introduce i suoi protagonisti – Emma e Dexter – che vediamo spensierati nel giorno della loro festa di laurea. Mentre festeggiano con i rispettivi amici, i loro sguardi si incrociano per caso e immediatamente scatta un’attrazione reciproca: i due ragazzi in apparenza non hanno molto in comune, ma si trovano a condividere un lungo giorno insieme. La caratterizzazione dei nostri primari è ben definita già dai primi minuti: Emma (Ambika Mod, This Is Going to Hurt) è la classica ragazza con la testa sulle spalle, studiosa, diligente e profonda. È intelligente e sa di esserlo, ma è bloccata da una timidezza che la frena e la rende insicura, impedendole di godersi appieno ogni momento. Nonostante questo cerca di nascondersi dietro una finta irriverenza e un umorismo tagliente che mette in gioco per salvarsi dalle situazioni che la imbarazzano. Tanto si conosce – o almeno pensa di conoscersi – bene, che proprio non capisce il motivo per cui un ragazzo come Dexter (Leo Woodall, The White Lotus), ricco, bello e popolare, sempre al centro dell’attenzione, dovrebbe passare una serata così speciale proprio con lei. Emma svolge la funzione di voce narrante per l’introduzione di questo primo episodio, e il suo punto di vista si pone in primo piano. Non conosciamo invece – per il momento – i pensieri del protagonista maschile in modo diretto, ma certamente li possiamo dedurre: è attratto da Emma, ma anche lui è frenato dal vivere la situazione al 100%. Estrazione sociale e contesti di appartenenza molto diversi, uniti a un approccio completamente opposto al suo, lo fanno desistere dal buttarsi a capofitto su di lei.

Sarà interessante assistere anno dopo anno all’evoluzione dei personaggi,che andranno via via ad affrontare momenti della vita sempre più importanti, ponendosi a confronto con temi di spessore sempre maggiore. Infatti è probabile che, considerato l’arco temporale molto esteso, la miniserie avrà occasione sia di mostrare l’ampio sviluppo dei protagonisti che di toccare tematiche anche molto diverse tra loro. Lo show si propone così come una sorta di diario di vita capace di racchiudere speranze, rimpianti, sentimenti, e tutti quei piccoli tasselli che fanno parte dell’esistenza di ognuno e che ci accomunano senza possibilità di sfuggirvi.
Rispetto al film, One Day propone un diverso adattamento del romanzo: questo avviene sia per il maggiore tempo di narrazione a disposizione – elemento che rende questa trasposizione molto più fedele al best seller di D. Nicholls – che per la scelta dell’interprete di Emma, molto diversa da quella interpretata da Anne Hathaway ma più in linea con lo stile Netflix. Infine teniamo conto anche dell’approccio non solo romantico alla storia, fattore che contribuisce ulteriormente a dare un taglio differente a questo adattamento, e il desiderio di avvicinarsi quanto più possibile a una dimensione di normalità in grado di coinvolgere e far identificare gli spettatori nei protagonisti.

Per il momento le premesse sono buone e le potenzialità per svilupparsi in un prodotto godibile ci sono: se il mix tra intrattenimento ed emozione sarà davvero vincente lo sapremo a visione completata, quando scopriremo se One Day sarà stato all’altezza delle aspettative e capace di mantenere alta l’attenzione, toccando temi in grado di lasciare quel qualcosa in più nella mente del pubblico senza cadere nella banalità e nella ripetizione.
Voto: 7
