
Già dai primi istanti del pilot la serie riesce a catturare la curiosità degli spettatori attraverso un flashforward che mostra una delle protagoniste, la giornalista Sadie McCarthy, in procinto di essere arrestata, per poi riportare l’attenzione a sette mesi prima, quando tutto ebbe inizio, ovvero la partenza della lunga campagna elettorale. Il ritorno al passato non sancisce, però, un rallentamento della storia, che invece sfrutta i ritmi incalzanti tipici delle campagne elettorali per mantenere alta l’attenzione, immergendo lo spettatore, con un frenetico susseguirsi di eventi e informazioni, nel mondo della politica americana e del giornalismo politico.
Spostando il focus verso questo settore, The Girls on the Bus si discosta dalle più importanti produzioni political drama che hanno segnato la serialità degli anni 2000. Se tendenzialmente serie come The West Wing e House of Cards si sono focalizzate sui retroscena delle campagne presidenziali e della vita alla Casa Bianca, con gli accordi e i compromessi che la caratterizzano, qui i riflettori sono spostati dal palco, o dal backstage, a chi è di fronte ai candidati, coloro che mostrano al grande pubblico ciò che accade nei dibattiti e nei comizi, esponendo ogni aspetto (e segreto) dei candidati: i giornalisti. La serie punta, quindi, su una categoria non spesso mostrata nel genere e, anzi, quasi messa da parte, rappresentata solo come un ammasso di persone che assaltano i candidati e sono assetate di notizie.

Ognuna di esse rappresenta una diversa faccia del giornalismo: da Grace, classica giornalista alla ricerca della prossima notizia sensazionale, a Kimberlyn, corrispondente televisiva; da Sadie, che crede nel potere delle parole e vuole portare innovazione in un settore dallo stampo fortemente classico, a Lola, la quale rappresenta l’influencer che unisce reportage politico e sponsorizzazioni. Nonostante, però, le differenze lavorative e ideologiche (ad esempio Lola, data la giovane età, ha dei valori più di sinistra in linea con la Gen Z, mentre Kimberlyn lavora per un’emittente televisiva di destra), fin da subito si sente la voglia da parte dello show di creare un contenuto che mostri una forte solidarietà fra tutti i personaggi femminili. Malgrado si tratti infatti di un settore competitivo, dove per raggiungere lo scoop bisogna fare carte false ed essere sempre i primi, fra la maggior parte dei personaggi vi è un forte rispetto per l’altro e per l’altrui lavoro, dimostrando voglia di confrontarsi e comprendere le diverse scuole di pensiero.

Ciò che rende intrigante e innovativa questa serie TV è proprio il suo voler valorizzare sia l’ambizione femminile e la voglia che ogni protagonista ha di mettersi in gioco, sia il desiderio di andare oltre i cliché nocivi della rivalità femminile e dell’essere “le peggiori nemiche di se stesse”. C’è insomma la voglia di emergere nel settore e scrivere l’articolo del secolo, ma questo non ferma mai tutti i personaggi femminili dal darsi feedback onesti e dall’aiutarsi nei momenti di difficoltà, diventando più di semplici colleghe o rivali. Sarà bello vedere come nel corso delle puntate si evolverà il rapporto fra tutte le donne della serie, soprattutto fra le quattro protagoniste, e come in un lasso di tempo piuttosto breve il loro legame si intensificherà così tanto da cambiare irrimediabilmente le loro vite.

In questa fase di preparazione, la seconda puntata si prende il tempo per iniziare ad approfondire i personaggi, mostrando nuovi aspetti delle loro personalità, ponendo le basi per una caratterizzazione non bidimensionale, che non si limita a mostrare solo il lato combattivo e professionale, ma inizia a rivelare alcune delle ansie e dei timori che fanno parte della vita di queste donne e del percorso lavorativo che hanno intrapreso, fatto di mesi e mesi sulla strada a inseguire notizie. Ad alternarsi a questi momenti di introspezione e attesa vi sono comunque eventi importanti della campagna elettorale che guidano le scelte dei personaggi e permettono di mantenere alta la curiosità dello spettatore, creando anche dei momenti di quieta anticipazione per il prossimo colpo di scena.
The Girls on the Bus riesce a portare leggerezza nel genere del political drama senza però perdere i tratti caratteristici di questa categoria, principalmente il ritmo serrato e il susseguirsi di intrighi ed eventi. Spostando l’attenzione dai candidati alle giornaliste incaricate di seguire le loro campagne, si ottiene un prodotto fresco che dà luce a un settore non spesso trattato, soprattutto se associato all’ambiente politico. I primi due episodi della stagione sono riusciti a creare interesse e voglia di proseguire nella visione, attraverso il giusto mix di drama e battute, plot twist e approfondimento dei personaggi. Non resta che attendere le prossime puntate per vedere come si evolverà il viaggio di Sadie, Grace, Kimberlyn e Lola.
Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 8
