
Basta già solo dare uno sguardo veloce alla sua biografia per capire che Benjamin Franklin è uno di quei soggetti che si presta benissimo a una trasposizione cinematografica e televisiva. Questo lo sa bene AppleTV+, che si è recentemente dedicata a dare vita a serie TV d’argomento storico – vedasi ad esempio Masters of the Air o Manhunt. Basato sul libro di Stacy Schiff del 2005 A Great Improvisation: Franklin, France, and the Birth of America, la nuova miniserie Franklin non racconta l’intera vita dell’eponimo protagonista, quanto piuttosto un momento molto preciso della sua vita, quando ormai in età piuttosto avanzata Franklin si reca in Francia per convincere il re Luigi XVI ad appoggiare la rivoluzione americana e condividere il tanto necessario supporto francese contro la potenza inglese. È questo il punto di partenza: la rivoluzione americana, nonostante le buone intenzioni, è in seria difficoltà e senza aiuto esterno non riuscirà a vincere la guerra.
Prodotto da Kirk Ellis, già alle spalle della bellissima serie John Adams della HBO, e scritta da Howard Korder (Boardwalk Empire), la serie inizia proprio con l’arrivo di Franklin in Francia in compagnia di suo nipote Temple (Noah Jupe), accolto dalla gente come una grande star – cosa che effettivamente era diventato, soprattutto per i suoi esperimenti sull’elettricità – ma anche con il profondo scetticismo dalla corte francese, che non era molto convinta dagli intenti della rivoluzione americana (dopotutto, si tratta di colonie che si ribellano al loro re). Spetterà a Franklin riuscire a gestire, con oculata diplomazia, i vari interessi contrari e spesso personali per portare il re e chi lo consiglia dalla parte della causa statunitense.

C’è da dire che per un pubblico non americano o comunque non avvezzo alla figura di Franklin non è molto facile coglierne la grandezza in questa serie, soprattutto perché sembra presupporre una certa conoscenza pregressa ben nota al pubblico d’oltreoceano. Nonostante i vari riferimenti ai suoi successi – Franklin è storicamente importante non solo come scienziato, ma anche per la sua carriera come editore di giornali, scrittore, riorganizzatore del sistema postale, tra le altre cose – qualcosa si perde nel messaggio e l’importanza stessa della sua missione diplomatica non sempre la si afferra per quella che è. Un personaggio così monumentale avrebbe forse meritato una serie sullo stile di John Adams, un racconto cioè in cui le tensioni interne mostrano la complessità dei tempi in cui ha vissuto, e soprattutto l’eccezionalità (e un po’ la fortuna) di ciò che ha plasmato l’origine degli Stati Uniti.
Detto questo, i primi tre episodi messi a disposizione da Apple sono piuttosto piacevoli, anche se a tratti fanno girare la testa per l’introduzione di vari giochi politici a cui dovremo probabilmente abituarci. Le vicende francesi (da notare che è questa serie è spesso in francese, in un movimento verso il realismo sempre più sdoganato nella serialità televisiva americana) presentano una situazione molto complessa, in cui la storica rivalità con l’Inghilterra si incrocia con sospetti, contrasti e valzer politici di primo piano. La figura monumentale di Benjamin Franklin, tra i personaggi storici più amati (e meno controversi) d’America, si unisce alla forza attoriale di Michael Douglas per quella che potrà essere una piacevole serie storica sulla nascita degli Stati Uniti d’America.
Voto 1×01: 7
Voto 1×02: 7
Voto 1×03: 6½
